Longnu

produzione cinese

Longnu

Descrizione

Identificazione: deità

Ambito culturale: produzione cinese

Cronologia: sec. XVII

Tipologia: scultura

Materia e tecnica: bronzo/ fusione a cera persa/ patinatura/ rinettatura

Misure: 5,5 cm x 5 cm x 13 cm (intero)

Descrizione: Figura in bronzo Long Nü, assistente della divinità Guanyin, raffigurata come bambina stante con i capelli tenuti in due ciocche, vestita con lunga tunica a falde aperte con grande svolazzo di seta che passa dietro la testa e in mano un vaso contenente una perla. Fa corpo con una base quadrata modanata.

Notizie storico-critiche: La piccola statuetta è identificata nella scheda inventariale come "Si Wang Mo", ma l'iconografia di quest'ultima divinità taoista ma non corrisponde. Il vaso con la perla è talvolta confuso per il cesto di frutta e di fiori di Lan Caihe, uno degli otto immortali, considerato a volte di sesso femminile, a volte un ermafrodito.
La figura del bambino o della bambina oppure di personaggi adulti con un vaso o un fagotto fra le mani è tipica degli assistenti di divinità sia taoiste e confuciane, sia buddiste. A differenza del presente caso, solitamente le figure buddiste si distinguono per la base a forma di fiore di loto. Una figura simile è infatti quella di Guanping, attendente della divinità taoista Guanyu.
Longnü (in sanscrito Nagakanya) "la figlia del drago" compare a fianco di Guanyin (Avalokitesvara) assieme a Sudhana (Sudhanakumâra, Shancaitongzi, raffigurato come un bambino con le mani giunte in segno di saluto o preghiera. Longnü secondo la leggenda era la figlia di otto anni del Re naga del mare dell'est (Nagaraja) ed è citata nel dodicesimo capitolo del Sutra del Loto. Qui Longnü dopo avere accettato di non potere ottenere l'illuminazione essendo donna, offre la perla a Buddha e subito dopo si trasforma in maschio ottenendo l'illuminazione. In altri racconti offre la perla a Guanyin. Le leggende che legano i due bambini a Guanyin sono numerose e legate a versioni buddiste, taoiste e del folclore. Secondo uno dei racconti più accreditati in Cina, i due bambini sono diventati acoliti di Guanyin quando questa stava meditatndo sul monte Putuo. La raffigurazione più frequente è invece quella detta di Guanyin dei mari del sud (Nanhai Guanyin) di cui troviamo esempi nelle collezioni delle raccolte Extraeuropee.
I due bambini sono talvolta sostituiti dal generale Guanyu e da Wéituó Skanda.

Collocazione

Milano (MI), Polo Arte Moderna e Contemporanea. Museo delle Culture

Credits

Compilazione: Amadini, Pietro (2011)

Aggiornamento: Antonini, Anna (2018); Di Marco, Rossella (2018); Mazzeo, Eleonora (2018)

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

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