Casa Lavezzari

Milano (MI)

Indirizzo: Piazza Morbegno, 3 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: edificio a blocco

Configurazione strutturale: Edificio riconducibile allo schema a V, su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio; solai in latero-cemento; copertura a tetto semplice a falde, con una porzione interna a terrazzo.

Epoca di costruzione: 1934 - 1964

Autori: Lingeri, Pietro, progetto; Terragni, Giuseppe, progetto; De Amicis, Cristoforo, decorazione

Descrizione

L'area individuata per l'edificazione, delimitata da due strade confluenti radialmente sulla piazza Morbegno, è funzionale alla nuova applicazione, la terza in ordine di tempo dopo i progetti per le case Rustici e Ghiringhelli, del sistema sperimentale utilizzato da Pietro Lingeri e Giuseppe Terragni per ottimizzare l'inserimento di un volume a fronte dei vincoli imposti dal lotto, in questo caso dalla forma riconducibile a due trapezi addossati. La particolarità del sito risulta dall'innesto ad angolo acuto delle vie Oxilia e Varanini sulla piazza Morbegno, che determina la forma a cuneo del lotto attestato al rondò. Una situazione planimetrica di indubbia complessità che, peraltro, non doveva apparire del tutto eccezionale nell'impianto urbanistico di Milano negli anni Trenta.
Il principio ordinatore del progetto di Lingeri e Terragni è, ancora una volta, legato alla scomposizione del volume. Così come era sviluppato l'impianto in blocchi edilizi giustapposti delle contemporanee case Rustici e Ghiringhelli, nella casa Lavezzari i due progettisti organizzano la nuova costruzione in due corpi semplici e concatenati.
In questo caso risulta ancor più evidente la scomposizione dell'organismo, con i due blocchi residenziali specularmente allineati alle strade che delimitano il lotto, sino a compenetrarsi al vertice dell'area. L'effetto è rafforzato dal salto di quota, pari a due piani, tra il fronte più alto sulla piazza e, all'opposto, quelli verso le proprietà confinanti e allineati alle due strade. Il prospetto principale, al vertice del sistema, risulta scomposto in due parti, simmetricamente opposte e divergenti, impostate sull'arretramento centrale dal quale emerge l'infilata dei balconi.
Al centro del sistema planimetrico ad V sono collocati i collegamenti verticali, che distribuiscono in linea, per la totalità dei cinque piani, i diciotto appartamenti organizzati in tre ed in cinque locali. Accanto alla sopraelevazione di un piano, realizzata nel 1947, le modifiche sopravvenute all'originaria configurazione sono riferibili essenzialmente alle finiture delle superfici esterne, oggi trattate ad intonaco colorato ed alle installazioni di pensiline e tettoie sui balconi al livello più alto.

Notizie storiche

Il progetto dell'edificio, elaborato con Giuseppe Terragni nel 1934, fu commissionato all'architetto Lingeri dall'industriale Pietro Lavezzari. Alla morte del padre, Maria Lavezzari ed i suoi tre fratelli avviarono la demolizione della vecchia casa di famiglia a due piani per liberare l'area su cui realizzare il nuovo edificio.
I progettisti si avvalsero della consulenza di Cristoforo De Amicis, pittore, in quegli anni impegnato nello studio di Lingeri col quale aveva collaborato alle opere realizzate a Villa Meier di Tremezzo.
A De Amicis è riconosciuto un ruolo nel disegno della piccola casa di via Oxilia (adiacente e contemporanea a casa Lavezzari), della quale Lingeri è indicato come autore del progetto di massima e di un primo preventivo di spesa.
Interessante e documentato è il tema della finitura delle facciate di casa Lavezzari; se la maggior parte delle riviste di settore illustra la scelta di lastre di cemento levigato - del resto indicata anche nella relazione tecnica di progetto - tale trattamento pare non essere mai stato eseguito, corretto in corso d'opera con un rivestimento in calcare di botticino. Alcune fotografie d'epoca rappresentano l'edificio con le facciate regolarmente punteggiate da borchie di fissaggio, applicate per consolidare il rivestimento lapideo già compromesso dalla corrosione prodotta dagli agenti atmosferici e che, in seguito, ne renderà necessaria la rimozione.
Alcuni anni dopo il suo completamento, l'edificio fu posto in vendita. Antonio Clementi, dopo l'acquisizione nel 1939, avviò la pratica per un ampliamento in copertura con la sopraelevazione di un piano; all'intervento, messo in opera nel 1947, Lingeri non partecipò.

Uso attuale: intero bene escluso il p. t.: abitazione; p. t.: negozio

Uso storico: intero bene escluso il p.t.: abitazione; p. t.: bottega

Condizione giuridica: proprietà privata

Riferimenti bibliografici

La Casa Bella, Quattro case a Milano degli architetti Lingeri e Terragni, Milano 1935, pp. 14-16

Giuseppe Terragni, Bologna 1980, pp. 7, 90-95

Vitale D., Costruire in Lombardia 1880-1980. Edilizia residenziale, Lingeri, Terragni e le case milanesi, Milano 1985

Pietro Lingeri 1894-1968 la figura e l'opera. Atti della giornata di studio, Milano 1995

Saggio A., Costruire, Le cinque di Milano, Milano 1995, pp. 130-135

Giuseppe Terragni 1904-1943, Milano 2005, pp. 465-466

Pietro Lingeri (1894-1968), Milano 2004, pp. 220-221

Fonti e Documenti

Archivio Pietro Lingeri, Progetti, Casa per abitazioni e negozi Lavezzari, Disegni. Tubo: 53

Archivio Pietro Lingeri, Progetti, Casa per abitazioni e negozi Lavezzari, Riproduzioni. Scatola: Lavezzari 1934

Archivio Civico del Comune di Milano, edilizia privata, p. g. 152797/1936, Casa Lavezzari, elaborati grafici su carta eliografica

Archivio Civico del Comune di Milano, p. g. 152797/1936, relazioni tecniche e pratiche di rilascio licenza edilizia, ripartizione edilizia privata

Percorsi tematici:

Collegamenti

  • Descrizione archivistica: Casa per abitazioni e negozi Lavezzari ([1934] - 1964)
    Unità compresa in: Lingeri Pietro (1907 - 1970), Progetti (progetti, disegni e fotografie). Conservatore: Studio Lingeri (Milano, MI).

Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2004)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Susani Elisabetta

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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