Palazzo dell'Ateneo

Bergamo (BG)

Indirizzo: Piazza Reginaldo Giuliani (Nel centro abitato, isolato) - Bergamo (BG)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: Edificio a pianta rettangolare; fondazioni in pietra; muratura mista; solai in muratura; tetto ligneo a falde

Epoca di costruzione: 1755 - 1768

Autori: Gallizioli, Costantino, rilievo del fabbricato; Pompei, Alessandro, progetto; Cristofali, Adriano, progetto; Bianconi, Giacomo, restauro; Lucchini, Francesco, restauro; Dalpino, Raffaello, restauro; Bonomini, Vincenzo Paolo, decorazione

Descrizione

L'edificio si trova in Città Alta, in piazza Reginaldo Giuliani, tra il Duomo la chiesa di S. Maria Maggiore. La pianta rettangolare è imposta dalle sottostanti strutture della grande cisterna, (il "fontanone"), fatta costruire nel 1342 per volontà di Giovanni e Luchino Visconti e rivestita con blocchi di marmo chiari e scuri.
Nove arcate inquadrate da un ordine di lisce lesene corinzie, delimitate da due campate cieche, scandiscono il prospetto principale del palazzo. Analogo motivo, ma con l'arco parzialmente tamponato, si ripete sui lati brevi, mentre sulla facciata meridionale, più sobria, le lesene si riducono a semplici fasce verticali.
Una scala di marmo a rampe contrapposte - sotto il cui pianerottolo un arco inquadra le bocche della fontana e l'antica lapide con i nomi dei committenti e dei costruttori -, conduce all'ingresso della grande aula dell'Ateneo.

Notizie storiche

Il Consiglio comunale, nella primavera del 1743 eleggeva e incaricava quattro deputati della raccolta di oggetti antichi in tutta la provincia bergamasca. Tale atto rappresenta il primo passo verso la costituzione del museo lapidario cittadino. La fase di recupero del materiale archeologico durò circa dieci anni, ma una volta conclusa, nel 1752, si presentò il problema della sua collocazione, essendo il luogo precedentemente scelto - il portico del palazzo della Ragione - non idoneo. La nuova sede dell'istituendo museo, fu allora individuata negli ambienti costruiti sopra il Fontanone visconteo eretto nel 1342, tra il Duomo e la chiesa di S. Maria Maggiore. Il sito venne rilevato nel 1755 da Costantino Gallizioli, l'architetto ritenuto fino agli anni Novanta del secolo scorso l'autore del museo. Studi recenti assegnano, invece, il progetto all'architetto veronese Alessandro Pompei, in contatto con l'ambiente bergamasco e consigli, probabilmente, furono chiesti anche al suo allievo Adriano Cristofali, impegnato in alcuni cantieri di Bergamo negli stessi anni.
La costruzione avviata nel 1757, si concluse nel 1768 con la posa dello scalone di ingresso e l'anno successivo iniziò la sistemazione dei reperti, diretta dall'archeologo Giambattista Rota. Negli anni 1818-1819, su disegno degli architetti Bianconi e Lucchini, il museo fu restaurato e decorato dal Bonomini per ospitare l'Ateneo, l'istituzione nata dall'unione delle due accademie cittadine degli Arvali e degli Eccitati. Una nuova ristrutturazione e un nuovo allestimento museale furono portati a termine nel 1859 dall'architetto Raffaello Dalpino.
La funzione di museo/sede dell'Ateneo venne meno nel 1935 quando il palazzo fu assegnato al gruppo rionale fascista "Garibaldi". Oggi, il palazzo, di proprietà comunale, è utilizzato per mostre ed eventi pubblici.

Uso attuale: cisterna: cisterna; palazzo: sala espositiva

Uso storico: basamento: cisterna; primo piano: museo; primo piano: sede dell'Ateneo

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Accessibilità: Accesso libero durante le manifestazioni pubbliche; subordinato ad autorizzazione dell'Ente negli altri casi.

Riferimenti bibliografici

Angelini, Luigi, Cose belle di casa nostra: Testimonianze d'arte e di storia in Bergamo, 1955, p. 87

Ravanelli, Renato, Bergamo: una città e il suo fascino, Palazzo dell'Ateneo, 1977, pp. 174-175

Credits

Compilatore: Scaburri, Luca (2007)

Compilazione testi: Resmini, Monica

Responsabile scientifico testi: Mencaroni Zoppetti, Maria

Fotografie: Oscar, Paolo

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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