Arco e caselli di Porta Ticinese

Milano (MI)

Indirizzo: Piazzale XXIV Maggio - Milano (MI)

Tipologia generale: infrastrutture e impianti

Tipologia specifica: casello

Configurazione strutturale: Da sempre luogo di scambi, crocevia di merci e genti, era la vera e propria porta di Milano per chi arrivava da sud sia per acqua (alla testa della Darsena), sia per strada o alzaie lungo i navigli. Da qui si dipartivano infatti, già nell'antichità tre arterie: la strada per gli abitati rurali dei Ronchetti, attraverso il borgo di San Gottardo; quella per Pavia (quindi per Genova), lungo il Naviglio pavese; quella per Vigevano (quindi per Alessandria) lungo il Naviglio Grande. La porta neoclassica venne progettata dal Cagnola nella forma di atrio tetrastilo con due pilastri e due colonne su ciacsun lato, in granito rosa di Baveno e in ordine ionico vitruviano, sormontato da timpani. nelle pareti laterali si aprono due archi; all'interno si scorge una una volta cassettonata con nervature incrociate. A nord, anch'essi isolati, in mezzo alla piazza, sono i due caselli daziari, porticati e un tempo collegati da un cancello, con murature in finto bugnato a intonaco

Epoca di costruzione: inizio sec. XIX

Autori: Cagnola, Luigi, arco

Descrizione

Da sempre luogo di scambi, crocevia di merci e genti, Porta Ticinese era la vera e propria porta di Milano per chi arrivava da sud sia per strada, sia per acqua, data la sua posizione alla testa della Darsena. Da qui si dipartivano infatti, già nell'antichità tre arterie: la strada per gli abitati rurali dei Ronchetti, attraverso il borgo di San Gottardo; quella per Pavia (quindi per Genova), lungo il naviglio Pavese; quella per Vigevano (quindi per Alessandria) lungo il naviglio Grande.
Al centro di piazzale XXIV Maggio, allo sbocco di corso di Porta Ticinese, sorge oggi la neoclassica porta del Cagnola (1801-1814) con gli annessi caselli daziari.
La porta si presenta nella forma di un arco trionfale a un fornice con un monumentale atrio tetrastilo con due pilastri e due colonne su ciascun lato, in granito rosa di Baveno e in ordine ionico vitruviano, sormontato da timpani. Nelle pareti laterali si aprono due archi.
Di notevole bellezza è la volta a cassettoni, con splendide nervature intrecciate, sempre in granito rosa di Baveno.
Più verso il centro città, anch'essi isolati in mezzo alla piazza, sono i due caselli daziari, porticati, un tempo collegati da un cancello, con murature in finto bugnato a intonaco.
Oggi, Porta Ticinese è rimasta espressione di due eventi che rinnovano la tradizione religiosa dei milanesi: la processione dei Magi in occasione della festa dell'Epifania e l'ingresso a Milano del nuovo Arcivescovo che prende possesso della diocesi ambrosiana.

Notizie storiche

Con la costruzione dei Bastioni, 1549-1560, un nuova Porta fu costruita sull'area che oggi chiamiamo piazzale XXIV Maggio, da sempre sede della dogana sulla darsena e dal 1601 luogo di mercato delle bestie da macello e dei cavalli, luogo di commerci fino al secolo scorso, per chi giungeva in città da sud o via navigli.
Fra il 1783 e il 1786 si era resa necessaria una nuova organizzazione della città, sia per la riscossione del dazio sia per la delimitazione del territorio urbano rispetto alla campagna.
Negli anni successivi viene avviata la trasformazione dei bastioni in viali di passeggio per le carrozze e presso le principali porte furono realizzati nuovi archi trionfali, come quello di Porta Ticinese, a fianco dei quali trovano posto i caselli daziari.
Nel 1801, corso di Porta Ticinese fu teatro dell'ingresso dell'armata francese condotta da Napoleone Bonaparte a Milano dopo la vittoria di Marengo sugli austriaci.
Fra il 1801 e il 1814, sotto Napoleone, viene ricostruita la Porta su progetto del Cagnola, grazie alla sottoscrizione di 85 possidenti tra cui lo stesso architetto, per celebrare la vittoria di Marengo del 1800 e per questo ribattezzata Porta Marengo.
La Porta sorge sullo stesso asse viario (oggi corso di Porta Ticinese) su cui erano sorte in precedenza le omonime porte di epoca romana e medievale, posta a cavallo del fossato scolmatore della darsena, esternamente al tracciato delle mura spagnole.
Il progetto urbanistico ridefinisce, con nuovi edifici, l'intero corso di Porta Ticinese, mentre l'atrio interpretava in senso monumentale il tema dell'ingresso, ponendosi anche come riferimento urbano su cui i diversi tracciati viari e canali convergevano.
Porta Ticinese assume da subito un ruolo importante sia perché porta storica, sia perché nodo di traffico e di comunicazione, trovandosi al centro della piazza che univa corso Ticinese a corso San Gottardo e in corrispondenza degli attuali viali degli ex bastioni attigui alla darsena, ove confluiscono il naviglio Grande e il naviglio Pavese.
Nel 1815, al termine delle guerre napoleoniche, l'arco trionfale cambia nome adottando l'attuale appellativo di Porta Ticinese e l'iscrizione originaria dedicata a Napoleone viene sostituita con una dedicata alla pace, riportata dalle armate di Francesco II, Imperatore d'Austria e che recita "paci populorum sospitae" ("alla pace liberatrice dei popoli").
Dopo l'assorbimento amministrativo del Comune dei Corpi Santi (1873), i bastioni persero via via la loro funzione di cintura daziaria.
Nel 1878 nei caselli del dazio viene impiantata la stazione di omnibus a vapore per Pavia e, successivamente la stazione delle tranvie suburbane per Gaggiano-Abbiategrasso.
Il concorso di progettazione per la riqualificazione dell'ambito Darsena (2004) ha permesso di restituire la Darsena alla città e di riqualificare piazza XXIV Maggio, quasi completamente pedonalizzata e sistemata a verde (2015).

Uso attuale: arco: monumento; caselli: punti di ritrovo

Uso storico: intero bene: dogana

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Ribaudo, Robert (2011)

Compilazione testi: Bianchini, Fabio

Responsabile scientifico testi: Bianchini, Fabio

Fotografie: Bianchini, Fabio

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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