Arco della Pace

Milano (MI)

Indirizzo: Piazza Sempione - Milano (MI)

Tipologia generale: infrastrutture e impianti

Tipologia specifica: porta

Configurazione strutturale: In una piazza tonda dall'atmosfera metafisica, opera di Vittoriano Viganò, l'Arco della Pace si struttura come un arco di trionfo a tre fornici, con 4 colossali colonne corinzie scanalate e con un arcata maggiore di 14,24 m, interamente in granito di Baveno e rivestito in pietra di Crevola d'Ossola. Sull'attico fu posato il gruppo scultoreo bronzeo della Sestiga della Pace con quattro Vittorie a cavallo, mentre una ricca decorazione plastica arricchisce le fronti e i lati

Epoca di costruzione: 1806 - 1859

Autori: Cagnola, Luigi, progetto; Sangiorgio, Abbondio, statue bronzee sull'attico; Putti, Giovanni, statue bronzee sull'attico; Cacciatori, Benedetto, 4 sculture coi fiumi / 12 bassorilievi scolpiti; Marchesi, Pompeo, 4 sculture coi fiumi / 12 bassorilievi scolpiti; Monti, Claudio, 12 bassorilievi scolpiti; Pecetti, Camillo, 12 bassorilievi scolpiti; Somaini, Francesco, 12 bassorilievi scolpiti; Monti, Gaetano, 12 bassorilievi scolpiti; Rusca, Grazioso, 12 bassorilievi scolpiti; Acquisti, Luigi, 12 bassorilievi scolpiti

Descrizione

Al centro della vasta piazza Sempione, che funge da testata della strada del Sempione, sorge questo austero e imponente monumento, iniziato nel 1807 da Luigi Cagnola in piena euforia napoleonica, con ai lati i caselli realizzati sia per la riscossione del dazio, sia per la delimitazione del territorio urbano rispetto alla campagna.
In granito di Baveno, con rivestimento in marmo di Crevola d'Ossola, alta 25 metri e larga 24, l'imponente opera è ispirata ai modelli romani cari alla cultura neoclassica del '700 e del primo '800 e rappresenta un alto esempio di arte neoclassica.
Il monumento si compone di tre porte ad arco, fiancheggiate da colossali colonne corinzie scanalate e sormontato dalla Sestiga della Pace, bronzo di Abbondio Sangiorgio, un cocchio trainato da sei cavalli che accoglie Minerva in Pace, statua di oltre 4 metri di altezza e pesante più di 10 tonnellate, accompagnata da quattro "Vittorie a cavallo" opera di Giovanni Putti.
Sopra la trabeazione sono raffigurati i quattro fiumi principali del Lombardo-Veneto (Po, Ticino, Adige e Tagliamento).
Una ricca decorazione plastica, nello stile accademico di inizio '800 si svolge sulle fronti e sui lati con esuberanti ornamenti e bassorilievi, per lo più sui temi della Restaurazione
Con il ritorno agli Asburgo mutò anche il suo scopo commemorativo: da Arco della Vittoria, in ricordo della battaglia di Jena in Turingia (Germania) vinta dai Francesi nell'ottobre del 1806, ad Arco della Pace.
Sui due frontali dell'attico si trovano le iscrizioni dell'entrata di Napoleone III e Vittorio Emanuele II del 1859, che sostituirono le precedenti iscrizioni fatte per Francesco I e Ferdinando I.
Entrando a Milano si legge: "Entrando coll'armi gloriose / Napoleone III e Vittorio Emanuele II liberatori / Milano esultante cancellò da questi marmi / le impronte servili / e vi scrisse l'indipendenza d'Italia / MDCCCLIX".
Uscendo da Milano troviamo invece scritto: "Alle speranze del Regno Italico / auspice Napoleone I / i Milanesi dedicarono l'anno MDCCCVII / e francati da servitù / felicemente restituirono / MDCCCLIX".

Notizie storiche

A inizio '800, l'area della vecchia Piazza d'armi, liberata dalle fortificazioni, divenne luogo di numerosi e ambiziosi progetti urbanistici che portarono al progetto dell'Antolini per Foro Bonaparte, alla costruzione dell'Arena civica di Cagnola e alla realizzazione della nuova Strada del Sempione, asse di maggiore innovazione urbanistica del periodo, nato con l'idea di unire idealmente Milano a Parigi, attraverso un ampio viale alberato e rettilineo, su modello dei grandi boulevards parigini.
Fu ancora Cagnola a concepire l'Arco della Pace, realizzato in un primo tempo in legno, e progettato dallo stesso Cagnola nel 1806 in versione definitiva, comprendente i 2 caselli daziari, per ricevere con tutti gli onori, il Vicerè Eugenio Beauharnais (figliastro di Napoleone), che nello stesso anno entrava nella capitale del nuovo Regno.
La costruzione viene iniziata nel 1807, per interrompersi alla caduta del Regno d'Italia, (1814) quando erano giunti alla collocazione delle due arcate minori.
alla disfatta di Napoleone a Waterloo (1815), viene sospesa a due terzi dell'opera, prendendo successivamente il nome di "Arco della Pace europea".
Ripresa nel 1816, la costruzione viene nuovamente interrotta per essere ripresa solo nel 1822 con una nuova serie di 12 bassorilievi scolpiti con i fatti della Restaurazione: gli Austriaci a Milano, la caduta di Dresda, l'ingresso a Vienna e Parigi, l'occupazione di Lione, il congresso di Vienna, la fondazione del regno Lombardo-Veneto e 2 bassorilievi laterali con la battaglia dell'Aube e di Lipsia.
L'enorme sestiga in bronzo, in origine rivolta verso la Francia, viene fu ruotata verso il Castello e la città, quasi a farsi beffa dei francesi.
Nel 1826 Francesco I d'Austria ordina il completamento del monumento che viene dedicato alla pace, per ricordare la pace europea del 1815. Morto il Cagnola nel 1833, sono Francesco Peverelli e Francesco Londonio a terminarlo nel 1837. Lo stesso imperatore Ferdinando I d'Austria lo inaugura il 10 settembre 1838 in occasione della sua incoronazione. Negli stessi anni sono ultimati i due caselli daziari laterali ai lati dell'Arco, disegnati sempre dal Cagnola.
Nel 1848, durante le Cinque Giornate, le avanguardie dell'esercito piemontese accorso in aiuto dei rivoltosi, entrano in città da qui, con alla testa il generale Passalacqua, anticipando di tre giorni il resto dell'esercito.
Nel 1859, dopo la vittoria di Magenta, l'arco del Sempione segnò l'ingresso trionfale in Milano di Napoleone III e di Vittorio Emanuele II acclamato re d'Italia.
Nello stesso anno vengono cancellate le scritte dedicatorie a favore degli austriaci.
Fra il 1998 e il 2003 i bronzi sono stati oggetto di un intervento di conservazione finanziato e diretto dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio della Lombardia Occidentale.
Fra il 2007 e il 2010 l'Arco è stato oggetto di un nuovo intervento di pulitura delle superfici lapidee e consolidamento e messa in sicurezza delle parti degradate e in fase di distacco, progettato e diretto dalla Soprintendenza beni architettonici e paesaggistici di Milano e finanziato per la gran parte con fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (700 mila ¤) e, in parte, con fondi privati reperiti attraverso la concessione d'uso del monumento.
Si è inoltre proceduto a un intervento di manutenzione del gruppo scultoreo, a uniformare gli interventi relativi ai precedenti restauri, a recuperare le superfici delle parti basse danneggiate da scritte vandaliche e fuochi, a installare un moderno e più efficace impianto anti-volatili e a rimuovere la piattaforma metallica di sommità realizzata dall'Associazione Amici dell'Arco della Pace per restituire la visione completa del gruppo scultoreo.

Uso attuale: intero bene: monumento

Uso storico: intero bene: porta urbica

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Ribaudo, Robert (2011)

Compilazione testi: Bianchini, Fabio

Responsabile scientifico testi: Bianchini, Fabio

Fotografie: Bianchini, Fabio

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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