Corte dei Massaia - complesso

Vimercate (MB)

Indirizzo: Via Cardinal Borromeo, 9 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Oreno, Vimercate (MB)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: casa

Configurazione strutturale: Aggregato edilizio con impianto a più corti elevato sino a tre piani, costituito da muratura continua in laterizio, solai su travatura di legno e latero-cemento, copertura su capriate con tetto semplice a falde e manto a coppo in laterizio.

Epoca di costruzione: sec. XVIII - sec. XIX

Descrizione

Percorrendo la via Cardinal Borromeo che, con andamento curvilineo verso occidente diparte da piazza San Michele, si giunge in breve allo slargo piantumato sul quale affacciano alcune tra le principali corti residenziali di Oreno. Contrapposta anche tipologicamente all'aperta Curt de Brina è la Curt da la pesa, accessibile da un portale che si apre al margine sinistro della cortina edilizia elevata su due piani che delimita lo spazio verso nord.
La corte chiusa quadrangolare, al civico 9, corrisponde alla più consueta e tipica aggregazione dei nuclei di origine rurale, con l'accesso dalla via pubblica per il tramite di un androne porticato e il cortile interno delimitato da fabbricati distribuiti all'intorno, secondo la funzione residenziale divenuta oggi esclusiva. La coerenza architettonica dell'aggregato è riflessa nell'unitarietà urbanistica del nucleo di Oreno, organizzato sui complessi monumentali di ville e palazzi di origine nobiliare attorno ai quali si è sedimentato l'insieme architettonico minore che negli ultimi decenni la municipalità di Vimercate ha teso recuperare salvaguardando il tessuto edificato storico.
L'intervento di ristrutturazione, attuato tra la fine del Novecento e i primi anni del nuovo millennio, ha certo restituito piena funzionalità agli edifici, recuperati o del tutto nuovi, secondo un programma progettuale e costruttivo rivolto alla memoria storica, rintracciabile nell'impianto complessivo, nei volumi edificati e nella composizione delle facciate. Non mancano peraltro le valorizzazioni di taluni elementi derivati dal passato, com'è per il pozzo addossato all'edificio a sinistra dell'androne carraio o per il nome della corte, giustamente riproposto in fregio alla muratura che si apre nelle forme dell'ampio portale ad arco a tutto tondo, sottolineato dalla bella ghiera di mattoni a vista.
Lo spazio pubblico appare di bell'ordine nel generale risanamento, dalla nuova pavimentazione in pietra con carradore alle facciate degli edifici con regolari finestre incorniciate, dove non mancano accenni decorativi nelle iscrizioni dipinte che identificano le attività commerciali della farmacia e dell'osteria.
Varcato l'androne carraio, si dispiegano gli spazi aperti dei cortili di domestica vitalità, una piazzetta interna definita da semplici facciate con balconi, pavimentazione lapidea e qualche componente aggiuntiva tra alberi, fioriere e panchine per soste conviviali, alla vista dell'antico pozzo restaurato.
Alla permanenza dell'impianto planimetrico sedimentato nei secoli, si affiancano riferimenti architettonici di matrice storica nella ridefinizione dei prospetti, sostanzialmente mantenuti nel generale ordine delle aperture, incorniciate nel fabbricato che chiude la corte a ovest anche con fregi mistilinei e chiave di volta alle porte d'ingresso alle abitazioni. L'edificio presenta inoltre l'originario passo delle pilastrate, emergenti dal filo di facciata, e balconi distributivi ai piani.

Notizie storiche

La vicenda storica della Curt da la pesa, già localmente identificata come Curt de massaia, ha un necessario riscontro di ricerca nelle mappe settecentesche, fonte documentaria imprescindibile per interpretare la sedimentazione del tessuto edificato minore. Durante il dominio austriaco fu promossa da Carlo VI la monumentale indagine sul territorio del Ducato di Milano che portò alla perfetta conoscenza dello stato dei luoghi e, sotto il governo dell'imperatrice Maria Teresa, al regime censuario del catasto teresiano.
Il territorio di Oreno fu misurato nel 1721 e nelle mappe di campagna il sito della corte risulta edificato lungo la viabilità di attraversamento che, con andamento curvilineo a sud-ovest, diparte dalla piazza centrale verso la campagna. Il sito è costituito da edifici a cortina, aggregazione di spazi pubblici aperti e privati chiusi, interni, con il compendio di pertinenze rustiche e orti.
Un sistema compiuto nella semplicità delle forme e nella contenuta dimensione che corrisponde alla parcellizzazione dei lotti e delle proprietà. Nelle mappe Carlo VI la corte è individuata con il numero 298, proprietà del Conte Borromeo che nel luogo possedeva una "casa da massaro e porzione di casa con li orti alli numeri 76 e 97".
Sarà la successiva mappa ottocentesca del catasto Lombardo Veneto a restituire il netto perimetro della corte quadrangolare, con l'evidenza del passaggio che metteva in comunicazione la corte principale con quella secondaria, più ristretta, riconosciuta localmente come Curt de massaia, dalla quale un secondo androne porticato, tuttora esistente, rimetteva allo spazio pubblico.
Accanto alla prevalente funzione abitativa a ballatoio, la corte rurale ha mantenuto sino alla seconda metà del Novecento le funzioni legate all'attività agricola, seppur entro rapporti di produzione con la terra divenuti marginali, con spazi destinati al ricovero degli attrezzi, stalle per l'allevamento del bestiame da cortile e i soprastanti fienili.
Le condizioni dei fabbricati, generalmente dimesse per vetustà, quantunque rivelavano quella unitarietà di forma e di significato che tanta parte hanno avuto nell'affermazione dell'unità di vicinato che ha visto succedere intere generazioni, sino alle ultime per le quali sono, più o meno invariabilmente, venute meno le condizioni di mantenimento dei rapporti sociali e di conseguenza, i riferimenti spaziali dell'architettura.
Al progressivo decadimento strutturale e al parziale utilizzo cui la corte è andata incontro negli ultimi decenni del secolo scorso, si è posto argine con la complessiva ristrutturazione dell'aggregato, un intervento che ha coinvolto anche l'adiacente e più piccola corte a ovest.

Uso attuale: intero bene: abitazione

Uso storico: corpi principali: abitazione, attività produttive agricole

Condizione giuridica: proprietà privata

Accessibilità: l'accessibilità al bene, a destinazione residenziale di condizione privata, è limitata agli spazi esterni.

Vimercate, principali collegamenti:

trasporto privato su strada:
Tangenziale Est A51, uscita Vimercate;
trasporto pubblico su ferrovia e strada:
Milano, Stazione FS Porta Garibaldi, Linea S8 e R,, Carnate FS interscambio autobus, Nord Est Trasporti Linea z3216 (Carnate, Mezzago, Trezzo d'Adda), Linea z319As (Vimercate-Ronco Briantino);
Metropolitana linea 2, direzione del capolinea Cologno Nord, quindi autobus Nord Est Trasporti Linea z322 (Cologno Nord - Trezzo sull'Adda), Linea z323 (Cologno Nord - Vimercate);
trasporto pubblico su strada:
Nord Est Trasporti, Linea z 320 Arcore Stazione Fs-Vimercate-Porto d'Adda; z321 Monza Stazione Fs-Vimercate-Trezzo Porto d'Adda-Mezzago; z221 Milano Bicocca-Sesto Stazione Metropolitana M1 FS Monza-Carate Brianza-Giussano-Mariano Comense;
trasporto pubblico urbano su strada:
linee Circolare Destra e Circolare Sinistra, Vimercate-Centro Polivalente Usmate Velate, Velasca-Stazione FS Arcore.

Riferimenti bibliografici

Dozio G., Notizie di Vimercate, Agnelli, Milano 1853

Cazzani E., Storia di Vimercate, Penati, Vimercate 1975

Merati A., Antichità vimercatesi, Pro cultura 1968

AA.VV., Lombardia, Touring Club Italiano, Milano 1985

Barzaghi L., Corti e cascine nei territori di Vimercate ed Oreno fra il 1750 e il 1900/ Tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia, A.A. 1990-1991,

Credits

Compilatore: Gibelli, Silvia (1993); Mercuriali, Cristiana (1993)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Zanzottera, Ferdinando

Fotografie: Garnerone, Daniele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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