Palazzo del Giardino

Sabbioneta (MN)

Indirizzo: Piazza Castello - Sabbioneta (MN)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: Villa suburbana parte della zona della città che era riservata esclusivamente al principe. Fa da fondale alla Piazza Castello, collegato alla Galleria degli Antichi e una volta alla Rocca, mediante un passetto ad archi, di cui ne rimangono quattro. Edificio dalle modeste dimensioni, il palazzetto, a due piani, è caratterizzato da una facciata intonacata di bianco in contrasto con il prezioso cornicione in quercia. Contiene interni molto articolati e ricchi essendo la dimora privata di Vespasiano Gonzaga.

Epoca di costruzione: post 1578 - ante 1587

Descrizione

L'assetto attuale di piazza d'Armi non consente una comprensione efficace dell'originaria ambientazione di Palazzo Giardino ovvero la 'villa' della nuova città di Sabbioneta. Il palazzo, conosciuto anche come 'Casino del Duca', per le modeste dimensioni, si affacciava sulla piazza dominata dal castello verso il quale avanzava un collegamento con alcune arcate di connessione verso un edificio in angolo al fossato. Dopo la demolizione del castello, rimangono della conformazione originaria quattro arcate in laterizio. All'estremo opposto il palazzo si congiunge con la Galleria degli Antichi. Palazzo Giardino si affaccia sulla piazza pubblica con una lunga facciata intonacata di bianco di modesta altezza. Si distinguono, nella semplicità del disegno, i portali marmorei ornati da lesene che sostengono l'architrave, la cornice sottogronda in legno di quercia ed i resti dell'affresco originario a motivi geometrici. La dimora ha planimetria rettangolare estesa in lunghezza con un corto corpo addossato verso il giardino interno. La magnificenza della dimora ducale si rivela principalmente negli interni, affrescati tra il 1582 ed il 1587 dalla scuola di Bernardino Campi già attiva in Palazzo Ducale. Le cornici in stucco delle stanze del piano nobile - cui si accede da uno scalone marmoreo - si devono a Giovan Francesco Bicesi detto il Fornarino. Ogni camerino ha un nome dettato dalle raffigurazioni sulle pareti: camerino dei Cesari, camera di Filemone e Bataci, camera dei Miti. Un piccolo corridoio conduce al quadrato studiolo del Duca, anch'esso finemente decorato e da qui il percorso riprende con la Sala degli specchi, il camerino delle Grazie e quello dedicato a Venere. Dalla sala degli Specchi lo sguardo si estende al giardino. Del giardino all'italiana, originariamente decorato da una fontana collocata al centro del parterre, rimangono le mura nelle quali si aprono simmetricamente tre nicchie con interni decorati a grottesco. La nicchia centrale ospita ancora un bacino marmoreo.

Notizie storiche

Quando Vespasiano Gonzaga tornò dalla Spagna di Filippo II, ritorno che coincise con il conferimento del titolo ducale, diede avvio alla costruzione di Palazzo Giardino che venne concepito come luogo della vita privata del Duca. L'edificazione richiese circa dieci anni, ed avvenne tra il 1578 ed il 1588, anno in cui anche le decorazioni interne ed il giardino risultano già terminati. Le fonti rivelano che si tratta probabilmente di un intervento su di un edificio preesistente del quale si intuisce la presenza di affreschi di stampo geometrico su tutta la facciata. Palazzo Giardino, situato a poca distanza da Palazzo Ducale e sempre all'interno delle mura, era il luogo in cui il Signore si rifugiava per dedicarsi alle lettere ed allo svago, al riparo dalla pressante vita politica ed amministrativa. E' probabile che la stessa iconografia dei temi delle stanze derivi da precise indicazioni del committente che, oltre ad essere un abile condottiero, vantava una notevole cultura letteraria. Negli stessi anni venne costruita la Galleria degli antichi ed i due edifici furono connessi da un passaggio in quota. Il giardino all'italiana, posto sul retro del palazzo, ospitava fontane e giochi d'acqua oltre a colonne di legno su cui si arrampicavano viti e gelsomini. Venne smantellato nel secolo successivo quando tutto il borgo soffriva di mancanza di manutenzione. I parterre vennero quindi utilizzati come orti e a testimonianza dell'antica struttura rimangono oggi le tre nicchie a grotta inserite sul perimetro murato del giardino. Il Casino del Duca, rimasto senza manutenzione per diversi anni, è oggi sede museale e della biblioteca.

Uso attuale: intero bene: servizio

Uso storico: intero bene: residenza ducale

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Riferimenti bibliografici

Ville delle province di Cremona e Mantova, MILANO 1973

Percorsi tematici:

Credits

Funzionario responsabile: Sbravati, Moira

Compilazione testi: Comin Isabella

Responsabile scientifico testi: Sbravati Moira

Fotografie: Comin, Isabella

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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