Archivio dei Luoghi Pii Elemosinieri, Milano (MI)

Tipologia: archivio
Indirizzo: Via Olmetto 6 - Milano (MI)
Ente proprietario: Azienda di Servizi alla Persona "Golgi-Redaelli"
Sito web

Dopo la soppressione degli antichi luoghi pii elemosinieri alla fine del Settecento, un lungo processo ha portato alla nascita di un organismo unitario, che nel tempo ha ampliato e modificato le sue finalità, specializzandosi infine nella cura geriatrica, cambiando più volte nome: Capitolo Centrale dei Luoghi Pii Elemosinieri, Congregazione di Carità (napoleonica), Amministrazione e Direzione dei Luoghi Pii Elemosinieri, Congregazione di Carità (post-unitaria), Ente Comunale di Assistenza, Amministrazione delle II.PP.A.B. (ex Eca) di Milano. Nel 2003, in attuazione alla legge regionale di trasformazione delle Ipab, è nata l'Azienda di Servizi alla Persona (ASP) "Golgi-Redaelli". Ciò è avvenuto mediante la fusione delle ultime tre opere pie: "Luoghi Pii Elemosinieri" (che in momenti diversi aveva assorbito numerose opere pie minori), "Istituto geriatrico Camillo Golgi - Pia casa di Abbiategrasso" e "Istituto geriatrico Piero Redaelli" (nelle due sedi di Milano e Vimodrone).

[Autore scheda: Lucia Aiello]


Profilo storico

Nel 1784 l'imperatore Giuseppe II decreta la soppressione dei capitoli dei luoghi pii elemosinieri di Milano e il loro concentramento nei cinque luoghi pii maggiori: Quattro Marie, Misericordia, Divinità, Carità e Loreto.
L'anno seguente le sedi dei cinque luoghi pii e dei rispettivi aggregati e i loro archivi vengono spostate nell'ex monastero di Santa Barbara.
All'inizio del 1791 vengono momentaneamente ripristinati i capitoli dei cinque luoghi pii; dopo pochi mesi viene però istituito il Capitolo Centrale dei Luoghi Pii Elemosinieri per trattare gli affari comuni e per amministrare: la Casa di Lavoro volontario in San Vincenzo in Prato a Milano, aperta nel 1784 (in seguito Pie case d'Industria e di ricovero nelle sedi di San Marco - dal 1815 al 1880 - e di San Vincenzo); la Pia casa degli Incurabili di Abbiategrasso, aperta nel 1785.
I capitoli dei cinque luoghi pii vengono sciolti di nuovo nel 1796 e ogni capitolo è sostituito da tre cittadini "amministratori": il Capitolo Centrale risulta quindi costituito da tutti i quindici amministratori.
Nel 1801 viene infine approvato il "Piano per il concentramento de' cinque luoghi pii elemosinieri della Comune di Milano": il Capitolo Centrale risulta ora composto da sette amministratori.
Nel 1801 nasce l'archivio Centrale Limosiniero, che raccoglie la documentazione relativa agli affari generali e comuni a tutti i luoghi pii, mentre gli atti relativi ad affari patrimoniali di ciascun luogo pio, pur passando da un unico protocollo e dai medesimi uffici operativi, continuano ad essere classificati come appartenenti ad archivi distinti e sono quindi smistati e conservati separatamente.

Nel 1808 viene introdotta la Congregazione di Carità (napoleonica) in tutti i comuni del Regno d'Italia. È articolata in tre Sezioni: I Ospedali; II Ospizi e orfanotrofi; III Luoghi pii e Monti di Pietà.
Gli archivi dei luoghi pii elemosinieri, concentrati nella III Sezione della Congregazione di Carità, sono trasferiti presso l'Ospedale Maggiore, dove ha sede la Congregazione di Carità, continuando comunque a mantenere la propria identità. La coesistenza degli archivi degli enti appartenenti alla Congregazione di Carità (orfanotrofi, ospedali, opere pie...) e il fatto che gli archivi fossero affidati alla cura di un unico archivista capo ha favorito l'applicazione di uno stesso schema di classificazione.

Dichiarate provvisorie già nel 1819, le Congregazioni di Carità vengono sciolte solo nel 1825. A Milano viene separata l'amministrazione patrimoniale dei Luoghi Pii Elemosinieri dall'erogazione della beneficenza: la divisione fra Amministrazione e Direzione ha termine solo nel 1862 con la nascita della Congregazione di Carità (post-unitaria). Il nuovo organismo non tarda a darsi nuovi regolamenti: nel 1868 viene approvato il Regolamento di beneficenza, nel 1869 lo Statuto organico e il Regolamento amministrativo. In base a quest'ultimo, l'archivio della Congregazione di Carità comprende: l'archivio dell'Erogazione (o Archivio Assistenziale); gli archivi patrimoniali, ossia Centrale Limosiniero, Carità, Divinità, Loreto, Misericordia, Monte di Pietà, Quattro Marie, San Simpliciano; gli archivi delle cause pie con amministrazione separata: Birago, Croce, Grassi, Pia casa degli Incurabili, Pie case d'Industria e di Ricovero.
Nel corso dell'Ottocento diverse opere pie, fondate soprattutto in base alle disposizione testamentarie dei benefattori, vengono ad aggiungersi a quelle già amministrate dalla Congregazione di Carità.
Si ampliano inoltre le attività della Congregazione di Carità: nel 1869, per dare alloggio a indigenti e inabili al lavoro, nasce il Ricovero di Mendicità (poi Casa di Ricovero per inabili a lavoro, poi Istituto Inabili a lavoro, ora Istituto geriatrico "Piero Redaelli"). Si avviano inoltre numerose iniziative a favore di minorenni disagiati, che porteranno nel 1906 alla nascita dell'Istituto Derelitti.
Negli ultimi decenni dell'Ottocento l'archivio vive un momento fondamentale: per opera in particolare dell'archivista Arturo Faconti vengono infatti create delle serie collezionistiche estrapolando la documentazione dai vari archivi e soprattutto dalle carte dei testatori. È in questo periodo che nascono l'archivio Araldico-genealogico (Famiglie) e l'Archivio Storico (Fondo Diplomatico, Autografi, Comuni, Arti e scienze, Gridario).
All'inizio del Novecento viene creato l'Archivio della Congregazione di Carità (ora Archivio Generale), da considerare il "conglobato dei cinque antichi e soppressi luoghi pii: Carità, Divinità, Loreto, Misericordia e Quattro Marie stati nel 1906 e 1907 col Centrale Limosiniero compenetrati in unico archivio". Continuano però a sussistere "per i suindicati sei luoghi pii, altrettanti vecchi archivi, dei quali non si credette procedere alla loro unificazione. Rappresentano essi infatti della materia morta, come stabili venduti, mutui estinti, livelli affrancati o alienati, affitti e contratti scaduti, ecc. ecc.". Negli anni immediatamente successivi a questi interventi vengono compilati gli inventari dei vari fondi.
Nel 1937 gli Enti Comunali di Assistenza subentrano alle Congregazioni di Carità. Nel 1938 sono soppressi e fusi nell'ECA di Milano gli Asili notturni "Lorenzo e Teresa" Sonzogno e i Ricoveri notturni "Giuseppe Levi".
Un momento cruciale per la storia dell'archivio si ha durante la seconda guerra mondiale, quando in occasione dei bombardamenti dell'agosto 1943 viene colpito anche Palazzo Archinto, sede dell'Eca, con ingenti danni alla documentazione. Vanno totalmente perduti l'archivio dell'Erogazione, il Gridario e gran parte degli archivi degli antichi luoghi pii (Misericordia, Divinità, Carità, Loreto).
Nel dopoguerra si operano numerosi interventi di sistemazione dell'archivio: vengono giustapposte le carte del separato archivio Centrale Limosiniero a quelle dell'archivio della Congregazione di Carità, con la creazione di un unico archivio; al titolario viene aggiunta la voce Assistenza, sotto cui comprendere la documentazione di carattere assistenziale prodotta dall'Eca; a partire dal 1954 e fino al 1963 sono create delle serie annuali: ai fascicoli si continua ad applicare la classificazione prevista dal titolario per materie, ordinandoli annualmente per anno di apertura. A partire dal 1964 i fascicoli, benché classificati, non sono più ordinati in base al titolario, ma conservati in base alla numerazione progressiva loro assegnata annualmente.
Nel dopoguerra l'ECA è attivamente impegnato sia nel soccorso di carattere generico (erogazioni in denaro e in natura) sia specifico (in favore di minori, vedove, disoccupati). Risalgono a quegli anni alcune iniziative nuove quali l'apertura di ristoranti economici e mense collettive, l'edificazione di case popolari e del dormitorio di viale Ortles (destinato a soppiantare i locali dei vecchi asili e ricoveri notturni), l'inaugurazione dell'istituto post-sanatoriale "Guido Salvini" (in seguito intitolato a Bruno e Fofi Vigorelli). Negli anni Sessanta del Novecento le attività degli istituti vanno orientandosi verso l'assistenza agli anziani: si trasformano allora in istituti geriatrici l'Istituto Inabili al lavoro e la Pia casa degli Incurabili di Abbiategrasso, mentre viene ceduto all'Inps l'Istituto post-sanatoriale e viene chiuso l'Istituto Ragazzi di Milano (già Istituto Derelitti).
Dopo lo scioglimento dell'ECA nel 1978, le opere pie e gli istituti vengono gestiti dall'Amministrazione delle Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza (Ipab).
Negli ultimi vent'anni sono stati realizzati importanti interventi sui fondi dell'archivio storico, grazie anche al sostegno economico della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo: inventariazione di alcuni fondi all'interno del progetto Archidata; censimento di alcuni fondi di cui non si prevedeva di poter effettuare in tempi brevi il riordino; smembramento dell'archivio decennale (fascicoli aperti tra il 1954 e il 1963) e inserimento nell'archivio storico delle trattazioni concluse entro il 1964; restituzione dell'autonomia all'archivio Centrale Limosiniero; riordino degli archivi degli archivi amministrativi e delle Direzioni dei diversi Istituti; riordino dell'Archivio Assistenziale dell'ECA; recupero dei documenti utilizzati come camicie in precedenti interventi di riordino.


Patrimonio

A - Sezione storico diplomatica
•Fondo Diplomatico (cartt. 13; 1014-1857)
•Carteggio (bb. 19; 1074-1882)
•Statuti e codici (voll. 24; 1337-1792)
•Famiglie (bb. 488; 1040-1904)
•Autografi (bb. 14; 1394-1965)
•Comuni e materie (bb. 187; 1170-1955)
•Gridario (bb. 21; 1434-1836)

B - Archivi patrimoniali / amministrativi
•Quattro Marie e aggregati (bb. 329, regg. 310; 1207-1904)
•Misericordia (b. 5, regg. 91; 1402-1801)
•Divinità e aggregati (bb. 1, regg. 39; 1429-1835)
•Carità e aggregati (bb. 2, regg. 182; 1359-1802)
•Loreto e aggregati (bb. 7, regg. 2; 1442-1855)
•Centrale Limosiniero (bb. 636; 1294-1907)
•Archivio Generale (Congregazione di Carità - Eca)
•Opere pie: Baliatico (bb. 32, regg. 7; 1577-1958); Birago (b. 1, regg. 15; 1585-1965); Citterio (bb. 2; 1890-1957); Croce (bb. 152, reg. 1; 1364-1915); Derelitti e orfani (bb. 6; 1866-1997); Gonzales (fasc. 1; 1878-1947); Grassi (fasc. 1, regg. 15; 1830-1954); Lainati (bb. 2; 1940-1992); Maccia (fasc. 1; 1943-1955); Mellerio (regg. 7; 1826-1866); Mondolfo (fasc. 1; 1981-1989); Poncini (regg. 2; 1762-1910); San Simpliciano (b. 1; regg. 4; 1616-1809); Scotto Palazzi (fasc. 1; 1881-1997); Trolliet (bb. 3; 1298-1989); Umanitaria - eredità Loria (regg. 4; 1892-1901); Vedove Nobili e Civili (fasc. 1, regg. 49; 1691-1871)
•Istituti amministrati: Pie Case d'Industria (bb. 58; 1703-1936); Pia Casa degli Incurabili di Abbiategrasso, oggi Istituto geriatrico "Camillo Golgi" (bb. 141; 1493-1993); Ricovero di Mendicità, poi Istituto Inabili al lavoro, oggi Istituto geriatrico "Piero Redaelli" (bb. 141; 1692-1965); Istituto Derelitti, poi IDAM, poi Istituto Ragazzi di Milano (bb. 79; 1898-1991); Asili e Ricoveri Notturni Eca (bb. 87; 1923-1994); Istituto post-sanatoriale "Guido Salvini", poi Istituto "Bruno e Fofi Vigorelli" (bb. 41; 1947-1975); GARME (bb. 18; 1947-1972)

C - Registri generali degli Archivi patrimoniali / amministrativi
•Statuti e regolamenti (bb. 5; 1862-2004)
•Verbali di seduta (regg. 102; 1862-1978)
•Protocollo e archivio (bb. 17, regg. 343; 1794-1978)
•Bilanci (bb. 2, regg. 227; 1801-1953)
•Mastri (bb. 82, regg. 52; 1801-1959)
•Altre serie contabili (regg. 64; 1867-1957)
•Serie patrimoniali (regg. 118; 1861-1978)
•Raccolta cartografica (voll. 30; 1682-1872)
•Registri dei benefattori (regg. 21; 1710-1883)
•Registri di beneficenza (regg. 11; 1785-1884)
•Personale (regg. 28; 1900-1955)

D - Archivi Assistenziali
•Archivio Assistenziale dell'ECA
•Archivi delle Direzioni d'Istituto: Pie Case d'Industria (bb. 30, regg. 39; 1784-1909); Pia Casa degli Incurabili di Abbiategrasso, oggi Istituto geriatrico "Camillo Golgi" (bb. 343, regg. 227; 1462-1968); Ricovero di Mendicità, poi Istituto Inabili al lavoro, oggi Istituto geriatrico "Piero Redaelli" (bb. 66, regg. 40; 1869-1970); Asili notturni "Lorenzo e Teresa Sonzogno" (bb. 16, regg. 15; 1851-1957); Ricovero notturno "Giuseppe Levi" (bb. 16; 1900-1958); Istituto Derelitti, poi IDAM, poi Istituto Ragazzi di Milano (bb. 206, regg. 15; 1821-1972)[parzialmente consultabile]; Istituto post-sanatoriale "Guido Salvini", poi Istituto "Bruno e Fofi Vigorelli" (bb. 62; 1945-1958); GARME (bb. 118; 1943-1972)

E - Fondi separati
•Archivi della Presidenza e della Direzione Generale [non consultabile]
•Archivio dell'Ufficio Tecnico
•Archivio del Servizio Legale [non consultabile]
•Archivio della Direzione Personale [non consultabile]
•Camicie recuperate [non consultabile]

F - Archivi di Terzi
•Consorzio fra gli utenti della Roggia Mischia
•Archivio dell'utenza di Roggia Spazzola
•Archivio dell'utenza del Cavo Ticinello
•Opera pia Carcano


Sede

Palazzo Archinto

Le prime notizie documentarie certe su Palazzo Archinto risalgono al XV secolo: la divisione dei beni fatta da Gaspare del Conte nel 1461 assegna al figlio Giovanni la "casa d'abitazione con i sedimi, i casamenti e gli edifici circostanti, siti a porta Ticinese, parrocchia di S. Alessandro in Palazzo". Nel 1518 Giovanni del Conte lascia "il sedime" con i suoi edifici e pertinenze, nel quale abita, all'unica sua figlia, Margherita, moglie di Cesare Visconti. Per quasi due secoli la proprietà resta ai Visconti: l'ultima Visconti, Anna, vedova di Gerolamo Stampa, risiedeva nel palazzo con la figlia Camilla, sposata al conte Filippo Archinto. Nel 1715 l'insieme della proprietà passa in eredità a Carlo Archinto, figlio di Filippo e Camilla Stampa; i suoi interessi per l'arte e l'architettura fanno pensare sia stato proprio lui l'artefice del rinnovamento del palazzo, dotato in quegli anni di numerose opere d'arte e di una ricca biblioteca, con i sontuosi ambienti di rappresentanza decorati da importanti cicli di affreschi eseguiti da Andrea Lanzani, Gian Battista Tiepolo e Vittorio Maria Bigari.
Nel 1825, "la casa da nobile con giardino ed annessi rustici, il tutto formante un sol corpo" viene venduta da Giuseppe Archinto a Giuseppe Tirelli.
Nel 1853 i Luoghi Pii Elemosinieri acquistano il palazzo per farne la propria sede, e per tale motivo l'edificio viene sottoposto - tra il 1853 e il 1856 - a sostanziali modifiche interne.
Nei bombardamenti dell'agosto 1943 il palazzo, come l'intero quartiere, subisce gravissimi danni. Dalla rovina si salvano parti della facciata e dei cortili, integrate nella ricostruzione attuata tra il 1960 e il 1967 su progetto di Luigi Dodi, che ripensa completamente la distribuzione degli spazi interni, garantendo in parte il rispetto degli originali elementi decorativi. All'interessante impianto dei due cortili il Dodi contrappone, sul lato di Via Piatti, il nuovo salone degli assistiti, forse l'intervento più significativo e fortemente espressivo del suo progetto. A chiusura del terzo cortile viene poi realizzata la palazzina destinata ad accogliere l'archivio.


Bibliografia

•Milano con i poveri. Dalla Congregazione di Carità ad oggi. Saggi storici con catalogo della mostra documentaria nel centenario della legge Crispi, Milano-Rimini, Maggioli, 1990
•La generosità e la memoria. I luoghi pii elemosinieri di Milano e i loro benefattori attraverso i secoli, a cura di Ivanoe Riboli, Marco Bascapè, Sergio Rebora, Milano, Amministrazione delle II.PP.A.B., 1995
•Il tesoro dei poveri. Il patrimonio artistico delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (ex Eca) di Milano, a cura di Marco Bascapè, Paolo Galimberti e Sergio Rebora, Milano - Cinisello Balsamo, Amministrazione delle II.PP.A.B. - Silvana Editoriale, 2001
•Milano. Radici e luoghi della carità, a cura di Lucia Aiello, Marco Bascapè e Sergio Rebora, Torino, Allemandi, 2008


Collegamenti


Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2017 [Claudia Corvi]

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