Archivio Storico Comunale, Lodi (LO)

Tipologia: archivio
Indirizzo: Via Fissiraga, 17 - Lodi (LO)
Ente proprietario: Comune di Lodi
Sito web

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L’Archivio storico comunale conserva gli atti e il materiale documentario del Comune di Lodi e di numerosi altri archivi storici pubblici e privati provenienti dal territorio e ne promuove la fruizione con attività espositive, didattiche e formative. Dal 1987 l’archivio occupa la sede di via Fissiraga, dove è stato trasferito dalla Biblioteca comunale laudense che a sua volta lo aveva conservato in seguito ai trasferimenti effettuati a metà dell’ottocento dal palazzo comunale.


Profilo storico

L'Archivio del Comune di Lodi, impoverito nel corso dei secoli da incendi e distruzioni (danni furono precocemente arrecati nel 1516 e nel 1522 dai soldati imperiali e, in seguito, da scriteriati e massicci scarti effettuati dagli archivisti ottocenteschi), fu conservato sempre nel palazzo comunale.
A partire dalla seconda metà dell'Ottocento, per ragioni di scarsità di spazio, si cominciò a trasferire nella Biblioteca comunale laudense parte dell'archivio storico comunale. Qui, nel corso dei decenni si concentrarono gli altri archivi storici di buona parte delle istituzioni cittadine; nel 1881 fu aperto alla consultazione del pubblico l'archivio notarile (nel cosiddetto Salone dei notai, annesso alla Biblioteca), e nel 1932 fu trasferito a Lodi il fondo della Camera di commercio, a seguito della soppressione dell'ufficio del consiglio camerale di Lodi presso la Camera di commercio di Milano. Nei locali della Laudense trovarono ospitalità anche l'archivio della Provincia di Lodi e Crema e della successiva Sottoprefettura ottocentesca oltre ad alcuni fondi minori. Solo nel 1955, con l'arrivo delle buste relative all'archivio dei chiosi (i comuni rurali del circondario di Lodi), fu completato il trasferimento dell'archivio storico comunale presso la biblioteca. Negli anni Settanta, l'amministrazione, dopo un infruttuoso tentativo di ottenere a Lodi una sezione separata dell'Archivio di Stato (gennaio 1961), con una deliberazione del 25 marzo 1976, decise di costituire una sezione separata d'archivio della Biblioteca comunale laudese, ristrutturando allo scopo l'ex convento degli umiliati, in via Fissiraga. Il complesso, edificato nel secolo XV, dopo la soppressione dell'ordine era passato ai padri barnabiti. Negli anni Trenta dell'Ottocento la municipalità di Lodi permutò la sua proprietà annessa alla chiesa di san Francesco con la scuola dei barnabiti e affidò all'architetto Carlo Renzanigo la ristrutturazione dell'edificio, che fu destinato ad archivio nel 1988.
Negli anni ottanta e novanta sono stati acquisiti numerosi altri archivi, in particolare quelli relativi agli enti assistenziali (tra cui quello dell'Incoronata e del Monte di pietà, nel 1986-87) a questi si sono poi aggiunti quelli dei consorzi d'acque, portando il numero di fondi conservati a circa quaranta.


Patrimonio

Archivio storico comunale
L'Archivio storico comunale conserva gli atti prodotti dall’amministrazione cittadina dal XVI secolo al 1951, oltre al carteggio amministrativo dell’ente dal 1952 al 1965. Il fondo documentario è suddiviso in tre sezioni principali, legate a momenti successivi di riordino:
- Sezione archivio storico municipale XVI-XIX sec., 581 buste
Tra questa documentazione è conservata anche quella relativa ai chiosi, i comuni rurali del circondario, annessi alla città nel 1877. Rientrano formalmente in questa sezione anche alcune raccolte documentarie, costituite, con ogni probabilità estraendo le carte dagli originari fascicoli dell’archivio comunale. Si tratta della raccolta di Editti del periodo napoleonico (1796-1799), rilegati in 6 volumi; della collezione di Avvisi del Governo provvisorio di Milano (1848), comprendente proclami e manifesti emanati dal Governo provvisorio di Milano e dal successivo Governo provvisorio di Lombardia; dei documenti legati all’attività del Comitato lodigiano per i soccorsi alla Sicilia (1860-1862), che testimoniano l’impegno per la raccolta di fondi e l’attività di sostegno alle famiglie dei militari impegnati nelle campagne garibaldine nell’Italia meridionale e la raccolta dei Documenti del Risorgimento italiano presentati alla mostra di Torino del 1884 dal Comune di Lodi.
- Sezione archivio storico comunale 1859-1900, 76 buste
- Sezione archivio storico comunale 1901-1951, 252 buste
I documenti conservati sono essenzialmente di carattere amministrativo e permettono di ricostruire il quadro istituzionale e di indagare le linee di intervento delle diverse amministrazioni succedutesi nel governo della città.
Accanto al carteggio sono conservate le serie dei registri comunali che comprendono:
- Libri delle provvisioni, 1490-1778, 333 registri. Riportano minute e deliberazioni del Consiglio maggiore e del Consiglio minore della città.
- Libri diversorum, 1500-1755, 134 registri. Redatti dai segretari della comunità, raccolgono le trascrizioni dei documenti più importanti per l’amministrazione cittadina.
- Registri dei Conservatori del patrimonio, 1626-1731, 11 registri. Compilati dal cancelliere comunale, riportano le lettere patenti contenenti le decisioni prese dagli organismi amministrativi superiori in materia di patrimonio.
- Registri della Congregazione del patrimonio, 30 registri. La congregazione sostituì i conservatori del patrimonio a partire dal 1755.
- Registri delle Congregazioni del contado, 1596-1759, 102 registri. Riportano minute e deliberazioni delle due congregazioni, maggiore e minore, del contado, cui era affidata la gestione politica e amministrativa del territorio extra-cittadino.
- Registri di protocollo, 1806-1951, 487 registri.
- Repertori degli atti comunali, 1795-1969, 193 registri.
- Registri contabili, XIX-XX secolo, 403 registri.
- Registri delle deliberazioni della Giunta municipale, 1900-1961, 35 registri.
- Registri delle deliberazioni del Consiglio comunale, 1901-1961, 24 registri.
- Registri delle deliberazioni del Podestà, 1927-1945, 18 registri.

L’Archivio comunale comprende anche un Fondo Diplomatico (1159-XX secolo), costituito da 418 unità archivistiche, comprendente atti di diversa natura, sia pubblica sia privata.
La documentazione fino al 1951 è ordinata e inventariata. Il carteggio dal 1952 al 1965 è ordinato, ma non inventariato: è tuttavia consultabile.

Archivio notarile sussidiario di Lodi e Crema (XIV-XIX secolo)
L’Archivio notarile rappresenta uno dei principali complessi documentari dell’Archivio comunale. Il fondo, così com’è strutturato, è eredità napoleonica. Fu Napoleone, infatti, ad ordinare che in ogni dipartimento del Regno d’Italia fosse istituito un archivio notarile generale, obbligando i notai e gli enti, laici e religiosi, a concentrare i propri atti in un’unica struttura. Le disposizioni napoleoniche assegnavano all’archivio notarile di Lodi un ruolo sussidiario rispetto a quello di Cremona e la giurisdizione su un territorio che comprendeva buona parte di quello cremasco. L’archivio restò aperto al pubblico, nel Salone dei notai della Biblioteca Laudense, dal 1881 al 1964, anno in cui cessò l’attività. Fu previsto il trasferimento delle carte a Milano, ma le autorità cittadine si opposero allo spostamento e la documentazione restò a Lodi. L’archivio conserva gli atti di più di seicento notai, dal XIV al XIX secolo, e comprende documenti di varia natura: atti pubblici e privati, doti, testamenti, contratti di vendita e d'affitto. Il fondo comprende anche le carte del Collegio notarile di Lodi (XVIII-XIX secolo).
Pervenuto contestualmente all’archivio notarile è il Fondo Atti giudiziari di Crema e del suo territorio (1518-1656), comprendente 39 registri membranacei che riportano le sentenze penali del podestà di Crema e atti giudiziari per i procedimenti civili di Crema e del suo territorio.

Archivio della Sottoprefettura di Lodi e Crema (XVIII-XIX secolo)
Il fondo conserva le carte della Provincia di Lodi e Crema dal 1816 al 1859 e quelle della successiva Sottoprefettura, istituita in seguito alla soppressione della provincia e all’annessione del Lombardo Veneto al Regno di Sardegna. Sono conservati documenti di varia natura (statistiche, delibere, ordinanze, contratti, carteggio amministrativo) che costituiscono una fonte privilegiata per la conoscenza delle istituzioni, laiche e religiose, presenti sul territorio lodigiano e cremasco. Il fondo, che comprende circa 275 buste, non è riordinato, ma la consultazione è comunque possibile attraverso un elenco di consistenza.

Archivi delle Congregazioni di Muzza e del Consorzio di bonifica Muzza bassa lodigiana (XI-XX secolo)
Il fondo è costituito da diversi nuclei di documentazione: i principali sono quelli riguardanti le due Congregazioni della Muzza, quella milanese e quella lodigiana, che, nel 1884, confluirono nell'unica Congregazione di Muzza, successivamente convertita nell’attuale Consorzio di Bonifica Muzza bassa lodigiana (1989). Scopo delle congregazioni era la tutela dei diritti degli utenti del canale legati alla regolazione e alla distribuzione dell’acqua utilizzata per l’irrigazione. Sono conservati atti amministrativi e contabili, ma anche documentazione tecnica legata alla gestione e manutenzione delle rogge e delle singole bocche, alla regolazione e ripartizione delle acque e alle richieste per ottenerne la derivazione. Il fondo è riordinato e inventariato.

Archivio Ospedale Maggiore di Lodi (XII secolo-1964 ca.)
Il fondo raccoglie la documentazione amministrativa e sanitaria dell’Ospedale Maggiore, oltre alle carte provenienti dagli archivi degli hospitali soppressi e aggregati all’atto della sua fondazione (1457). L’archivio è suddiviso in due sezioni: un parte antica, comprendente la documentazione medievale e di antico regime e una parte moderna, che raccoglie materiale dal XIX al XX secolo. Oltre ai documenti legati all'attività ospedaliera è conservata documentazione relativa alla gestione del patrimonio fondiario dell’ente, proprietario di alcune delle più importanti cascine del territorio. È presente anche una Collezione di disegni e mappe dell’Ospedale Maggiore di Lodi legata a lavori eseguiti in alcune cascine e a territori in cui l’ente aveva dei possedimenti. Oltre ai documenti amministrativi e contabili l’archivio conserva anche la documentazione sanitaria, tra cui si segnala la serie dei registri nosologici, di accettazione e di sala, completa dal 1800 al 1950.
Complessivamente l’archivio conta 273 buste e oltre 740 registri nella sezione antica, 373 buste e 1300 registri in quella moderna. L’archivio è stato riordinato ed inventariato.

Archivio dell’Ospedale Fissiraga (XVI-XIX secolo)
L’istituto, fondato per iniziativa della famiglia Fissiraga tra il 1768 e il 1774, cessò l’attività nel 1978, in seguito alla riforma del Sistema sanitario nazionale. L’archivio conserva le carte dell’ospedale, ma in esso sono confluiti anche documenti antecedenti relativi alla gestione del patrimonio della famiglia fondatrice. Scarsa la documentazione di carattere sanitario.

Archivio della Scuola dell'Incoronata e del Monte di Pietà (XV-XIX secolo)
Il fondo conserva la documentazione relativa alla fabbriceria del tempio civico dedicato alla Vergine incoronata, fondata a Lodi nel 1487 e quella successiva legata all’attività della Veneranda schola dell’Incoronata (dal 1497) e dell’annesso Monte di Pietà (dal 1512). L’archivio rispetta la storia di queste istituzioni e delle loro trasformazioni, fino alla cessazione dell’amministrazione autonoma degli enti che nel 1808 passarono sotto il controllo amministrativo della Congregazione di carità. Successivamente l’archivio ha seguito le vicende storico istituzionali del Monte di Pietà, mescolandosi con le carte di altri istituti di assistenza e beneficenza. Il fondo è essenziale per la storia delle istituzioni ecclesiastiche e civili della città di Lodi e degli aspetti della pietà laica dell’area lodigiana. Il materiale è riordinato e inventariato solo per la parte documentaria relativa al periodo fino al 1808; la documentazione successiva, infatti, è conservata all’interno dell’archivio del cessato Ente comunale di assistenza, ancora non riordinato.

Archivio del cessato Ente comunale di assistenza e beneficenza
L’Eca, soppresso nel 1977, rappresentò l’ultimo istituto di concentramento amministrativo degli enti di assistenza e beneficenza cittadini, sia religiosi sia laici. L’archivio raccoglie la documentazione della precedente Congregazione di carità, istituita nel 1808 e comprendente i fondi documentari di istituti sanitari (gli ospedali Maggiore e Fissiraga) e di enti assistenziali, quali la Casa d’industria e di ricovero, l’Istituto elemosiniero, la Scuola dell’Incoronata e il Monte di Pietà, gli orfanotrofi maschile e femminile e l’Opera pia asili d’infanzia. La documentazione è consistente: circa 1.100 buste di carteggio, 1.500 registri e oltre un migliaio di pacchi di materiale vario afferente a particolari serie (contabilità, libretti di assistenza e altro). Questo complesso documentario riflette la storia documentaria e istituzionale degli enti assistenziali presenti sul territorio e degli enti governativi preposti alla loro amministrazione negli ultimi due secoli. Il fondo è riordinato solo in minima parte e parzialmente consultabile grazie ad un elenco topografico del materiale. L’archivio comprende anche la documentazione relativa all’Eredità Corrado e Astorri (XVI-XVIII secolo). La raccolta miscellanea (41 filze) conserva le carte dell’amministrazione provenienti dall’eredità Corrado e Astorri e del beneficio della Chiesa di San Giuliano in Lodi

Tra gli altri fondi conservati presso l’Archivio storico comunale e legati all’ambito socio-assistenziale si segnalano:
- Archivio del Consiglio degli Orfanotrofi maschile e femminile, XVI-XX secolo, 600 buste ca., 1000 registri, opuscoli a stampa
Il fondo comprende le carte dei due orfanotrofi, unificati nel 1863 in seguito alle leggi per la riorganizzazione delle opere pie, e la documentazione postunitaria legata all’attività del Consiglio degli orfanotrofi di Lodi.
- Archivio dell'Opera pia sordomuti e sordomute di San Gualtiero, 76 buste e 60 registri del XIX e XX secolo
L’archivio comprende le carte relative all’attività della scuola per sordomuti di San Gualtiero, fondata nel 1856 per fusione di due precedenti istituzioni, l’Istituto per sordomuti di Villanova del Sillaro e l’Opera pia Locatelli.
- Archivio Istituto Fanciullezza (XX secolo), 114 buste.

Fondo agrimensori
Comprende gli atti di una serie di agrimensori lodigiani per un periodo che va dal 1602 al 1839. Si tratta di materiali di notevole importanza per costruire la storia della proprietà fondiaria e del paesaggio agrario nel basso lodigiano. Il fondo non riordinato e si presenta nella sua fisionomia originaria in 59 buste; esistono un indice manoscritto per luoghi ed enti e un indice analitico per cartella con i regesti di ogni singolo documento.

L’archivio storico comunale conserva anche alcuni archivi di famiglia e persone; si ricordano tra questi:
- Fondo Famiglia Ghisilieri, XV-XX secolo, 11 buste. Fondo di piccole dimensioni, raccoglie parte delle carte della famiglia bolognese Ghisilieri, una delle più prestigiose e facoltose della città, pervenute all’archivio per donazione della contessa Ippolita Barni di Roncadello.
- Archivio Clodoaldo Fugazza (1747-1823), 8 fascicoli. Medico e letterato fu direttore della Biblioteca comunale laudense dal 1805 al 1823. Il fondo comprende documentazione relativa all’attività di medico e professore e la corrispondenza con varie persone e istituzioni. Sono conservati anche 50 disegni anatomici relativi alle osservazioni medico-scientifiche effettuate durante la sua attività di direttore della scuola di ostetricia dell'Ospedale maggiore di Lodi.
- Carte Cesare Vignati (1814-1900) e Carte Giovanni Agnelli (1848-1926)
Si tratta, in entrambi i casi, di raccolte documentarie miscellanee costituite dai due studiosi lodigiani nel corso delle loro ricerche. Le raccolte comprendono documenti di varia tipologia (editti, circolari, statuti, manoscritti) e di diversa natura, sia pubblica che privata. L’arco cronologico coperto dalla documentazione spazia dal XIV al XIX secolo. I fondi, ad oggi, non sono inventariati.
- Archivio Alessandro Riccardi (1860-1890), XIV-XIX secolo, 12 buste. Il fondo comprende il materiale raccolto dallo studioso, archivista e paleografo, nel corso delle sue ricerche dedicate alla storia del territorio limitrofo al corso del Po, nelle zone comprese tra Pavia e Cremona, ed effettuate attingendo notizie (e spesso anche materiale documentario originale) dagli archivi del principe Emiliano Barbiano di Belgioioso, dall’archivio della Roggia Colombana e da quello della fabbrica di San Nazzaro (conservati a Milano).
- Archivio Giovanni Baroni (1860-1949), 17 buste. Avvocato specializzato in campo agrario, fu dal 1926 al 1949 direttore della Biblioteca comunale laudense alla quale lasciò la sua raccolta di libri e il suo archivio privato, conservato oggi presso l'archivio comunale. Si tratta di documenti di varia natura riguardanti la gestione della biblioteca e del museo, sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista culturale, che consentono quindi di ricostruire la storia e l'attività di questi istituti e documentare la vivace presenza di Baroni nella vita politica e sociale della città, le sue relazioni con altre istituzioni culturali e il suo copioso lavoro di storico locale. Il fondo non è ordinato e non ha strumenti di consultazione.
- Fondo Migliorini – Famiglia Crociolani, XVIII- inizi XX secolo, 2 scatoloni. Piccola raccolta documentaria, pervenuta all’Archivio comunale in seguito a deposito da parte di Livio Migliorini, comprende materiale proveniente dalla famiglia Crociolani, appartenente all’alta borghesia cittadina. Si segnalano i diari manoscritti di un giovane rampollo della famiglia, Genebardo Crociolani, che nel 1848, abbandonati gli studi giuridici all’Università di Pavia, si arruolò volontario nel Battaglione degli studenti lombardi, per partecipare alla Prima guerra d’indipendenza. Il fondo è in corso di riordino e inventariazione.
- Miscellanea famiglie nobili, XVI-XVIII secolo, 5 buste. Si tratta di un fondo miscellaneo, di provenienza incerta, costituito da unità archivistiche provenienti da diversi luoghi imprecisati e contenente carte relative alla gestione patrimoniale di alcune famiglie nobili cremasche e lodigiane: Albergoni, Gambazzocchi, Vimercati, Modegnani, Legnani.
- Archivio Luigi Gedda (1902-2000). Di recente acquisizione, il fondo comprende più di 400 buste di documentazione testimonianza dell’attività di Gedda, medico e genetista, dirigente dell’Azione cattolica nel primo dopoguerra e nel cruciale biennio 1946-1948. La documentazione non è riordinata; è disponibile un elenco di consistenza del materiale.

Oltre a questi complessi documentari, più consistenti e strutturati, l’Archivio comunale conserva alcune raccolte di carte, formatesi dallo spoglio di fondi più grandi e risultato del gusto, estremamente in voga tra gli studiosi del XIX secolo, per le collezioni documentarie. Tra queste, di sicuro interesse, sono la raccolta di Avvisi e manifesti teatrali (1818-1865 ca.) e il Fondo manifesti: la prima raccoglie circa 381 manifesti e locandine di spettacoli e intrattenimenti rappresentati nei teatri cittadini dal 1818 al 1865; il secondo comprende manifesti e proclami che coprono l’intero periodo risorgimentale e postunitario.
Notevoli sono pure la Collezione di mappe del territorio lodigiano, che comprende più di 300 carte di grandi e piccole dimensioni e la Collezione dei disegni manoscritti e a stampa, delle fotoriproduzioni e delle fotografie che comprende circa 200 tra disegni, fotografie e acquerelli di varia tematica risalenti ai secoli XVIII-XX.
Altra raccolta particolarmente significativa è quella degli Atti di governo: 178 fascicoli che conservano avvisi, bollettini, circolari, decreti, notificazioni e proclami delle autorità che si sono succedute nell’amministrazione del Ducato di Milano, del Regno Lombardo Veneto e infine del Regno d’Italia, coprendo un arco cronologico che va dal 1422 al 1884. Accanto a questa va ricordata la raccolta di Avvisi, atti, notificazioni amministrative, circolari e proclami a stampa prodotti dai governi e amministrazioni della città di Lodi, che raccoglie, in 50 fascicoli, documentazione che va dal 1603 al 1854.
Materiale simile è conservato nel piccolo fondo miscellaneo denominato Crema che comprende avvisi, proclami e libelli del governo provvisorio di Crema, costituitosi in seguito ai moti risorgimentali del 1848.
Recente acquisto è la collezione donata, nel 2010, dal giornalista e scrittore Mino Rossi. Appassionato studioso della figura della principessa Cristina Trivulzio di Belgioioso, Rossi ha voluto cedere all’Archivio comunale copia della documentazione raccolta nel corso dei propri studi, oltre a diversi volumi dedicati alla figura della nobildonna. Nel complesso, la documentazione non dà vita ad un vero e proprio fondo archivistico, la maggior parte del materiale, infatti, è in fotocopia, ma costituisce un buona fonte bibliografica per chi desideri approfondire la conoscenza del personaggio Belgioioso e del suo contesto storico.
Sono poi conservati alcuni piccoli fondi miscellanei, di varia consistenza e provenienza, tra questi si segnalano: una busta contenente documentazione relativa al vescovo Giovanni Antonio Della Beretta (vescovo di Lodi dal 1785 al 1816); il carteggio e altri documenti relativi a Gemello Villa e la raccolta di alcune poesie autografe di Filiberto Villani (deceduto nel 1709) e di Francesco de Lemene (1634-1704).


Sede

http://www.comune.lodi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10376


Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2021 [Claudia Corvi]

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