MAC - Museo d'arte contemporanea, Lissone (MB)

Tipologia: museo
Indirizzo: Viale Padania, 6 - Lissone (MB)
Ente proprietario: Comune di Lissone
Sito web

Il Museo è una delle principali realtà museali dedicate all'arte contemporanea con un forte radicamento nel territorio grazie alle lungimiranti iniziative culturali organizzate dal secondo dopoguerra in poi.
La programmazione museale propone eventi culturali legati all'arte contemporanea, mostre temporanee dedicate ad artisti ed architetti di rilievo, conferenze, concerti e progetti di didattica rivolti alle scuole, allo scopo di rafforzare l'affinamento delle capacità critiche e creative dei più giovani, di favorire l'espressività e la comunicazione e di avvicinare ai linguaggi innovativi dell'arte contemporanea.


Profilo storico

Un folto numero di opere conservate proviene dalle edizioni del Premio Lissone, patrocinato dal Comune a partire dal 1952 con il sostegno dell'Ente del mobile e dell'associazione Famiglia Artistica Lissonese (associazione culturale locale attiva dal 1937 che già se ne occupava dagli esordi) che si è dimostrato un palcoscenico internazionale per i maggiori artisti contemporanei e ha segnato una stagione irripetibile della cultura italiana, documentando le diverse tendenze della pittura: dall'astrattismo al neoconcretismo, dalla pittura informale, gestuale e materica, alla nuova figurazione.

L’attuale sede espositiva del Museo, originariamente denominato Civica Galleria d'Arte Contemporanea e poi Pinacoteca Civica, è stata inaugurata alla fine del 2000 con l'intenzione di dare una degna sistemazione alla prestigiosa collezione permanente.
L'impegno programmatico è consistito proprio nell'acquisire e conservare le opere vincitrici, a cui si aggiunsero dal 1957 i premi-acquisto per la giovane pittura internazionale e le donazioni da parte di privati, per dare avvio alla costituzione di un museo, che ha trovato una prima accoglienza all'interno del Palazzo della Selettiva artigiana del Mobile e dell'Arredamento, passando poi, dal 1977 al 1995, alla Civica Galleria d'arte contemporanea in Palazzo Terragni, fino a giungere nella sede attuale appositamente realizzata nel 2000.
Le collezioni del museo sono in costante ampliamento poiché dal 1999 il Premio è stato riattivato.


Patrimonio

La collezione raccoglie quarantadue opere, provenienti dal Premio Lissone tenutosi dal 1946 al 1967, a testimonianza di un'esperienza culturale che ha sostenuto sul nascere le più avanzate tendenze artistiche internazionali di quegli anni.
Sono esposte opere appartenenti, tra gli altri, a Reggiani, Tàpies, Vedova, Birolli, Dorazio, Feito, Appel, Scanavino, Dufrêne, Schifano.

È parte del patrimonio museale anche una particolare raccolta costituita da dipinti, disegni e incisioni di Gino Meloni, maestro lissonese tra gli ideatori del Premio Lissone, scomparso nel 1989; nonchè una serie di capolavori di più recente acquisizione riconducibili ad artisti diversi, quali Bonalumi, Bendini, Caccioni, Murtic e Villers.

Nella collezione storica, sono inoltre comprese le acquisizioni del Comune, le donazioni pervenute tra il 1952 e il 1967 e le opere concesse in comodato a lungo termine di proprietà della FAL, come il gruppo di dipinti vincitori del Premio tra il 1946-1951, e il nucleo di 20 opere d'arte composto da sculture e dipinti dei maggiori esponenti dell'arte informale italiana afferenti alla collezione dell'imprenditore Walter Fontana. Tra le donazioni più cospicue si ricorda, infine, la collezione dei taglieri d'artista, costituita da oltre 80 opere realizzate su tipici taglieri da cucina, appartenuta a Ico Parisi.

Le prime due opere della raccolta sono Immagine di Ennio Morlotti del 1951 e Composizione di Mauro Reggiani del 1952.
Il nucleo acquisito dal 1953 al 1963, il più consistente e omogeneo, riflette le sperimentazioni materiche, segniche e gestuali che si erano imposte nel panorama artistico europeo e americano negli anni Cinquanta, intraprese da artisti internazionali nell'ambito dell'arte informale, quali Gerard Schneider, Karel Appel, Emilio Vedova, Fred Thieler, Antoni Tàpies, Achille Perilli, Emilio Scanavino, Horia Damian, Mattia Moreni, Peter Brüning, Claude Bellegarde, William Crozier, Luis Feito, André Marfaing, José Guinovart, Gianni Pisani, Sergio Romiti, Giacomo Soffiantino, Giuseppe De Gregorio e Piero Ruggeri.

Queste scelte hanno anticipato di fatto e con grande tempestività novità, ricerche in atto e sviluppi dell'arte contemporanea internazionale che nel nostro Paese non erano ancora stati pienamente riconosciuti. L'ampia portata dell'evento si coglie nell'estensione del concorso, in un primo momento rivolto solo a pittori appartenenti alla scena nazionale ed anche ai non professionisti, ad artisti rappresentanti dei diversi Paesi europei e d'oltreoceano. Risalgono a quegli anni anche le acquisizioni di opere significative delle ricerche nel campo dell'astrattismo puro e moderato come Teodora di Dorazio del 1959 e Ondulazione marina di Renato Birolli del 1955. A partire dai primi anni '60, in controtendenza rispetto alle poetiche dell'informale dominanti nel decennio precedente, si registra l'introduzione di opere rivolte alla ricerca di nuove forme d'espressione, riconducibili a una produzione stilisticamente più varia che denotano la sensibilità di artisti, da un lato interessati alla figurazione, dall'altro alle tematiche surrealiste, alla pratica del recupero oggettuale e alle nuove tecnologie e ai mass media.

Tra questi si distinguono Mario Schifano, François Dufrene, Peter Klasen, Aat Verhoog e Patrick Hughes. L'ultima opera acquisita dalla collezione è Camel di Valerio Adami, vincitore dell'edizione conclusiva del premio nel 1967.


Sede

L'edificio, progettato dall'architetto Marco Terenghi nell'ambito del piano di riqualificazione dell'area circostante la stazione ferroviaria Lissone-Muggiò, è frutto di una reinterpretazione del razionalismo già presente in Brianza e si caratterizza, nel percorso espositivo, per il rapporto di continuità e alternanza tra spazio interno e ambiente esterno.

La struttura mantiene inoltre la parte più significativa dell'insediamento originario del mobilificio Angelo Meroni (in seguito Meroni e Fossati), conservando i reparti murari di un avancorpo preesistente a cui si è aggiunta la nuova e imponente ala retrostante.

Rita Gigante - Cura redazionale e revisione testi per il web


Bibliografia

Remo Giatti (a cura di), DVD Centri e luoghi dell’arte contemporanea in Lombardia, Regione Lombardia 2011.
Ginevra, Menani De Veszelka, Chatia Cicero Scheda SIRBeC/LDC 2011-2014
Chatia Cicero, Scheda SIRBeC COL 2014


Collegamenti

Opere ed oggetti d'arte


Galleria


Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2016 [cm]

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