Museo di Palazzo Ducale, Mantova (MN)

Tipologia: museo
Indirizzo: Museo di Palazzo Ducale - Mantova (MN)
Ente proprietario: MiBACt
Sito web

Il Palazzo Ducale di Mantova è uno dei più vasti e articolati complessi architettonici italiani, in cui dagli inizi del XX secolo ha sede un museo statale.
Conserva eccezionali testimonianze pittoriche dal salone affrescato da Pisanello con episodi tratti dalle storie di Re Artù, alla Camera Picta - nota anche come Camera degli Sposi, una delle massime espressioni del Rinascimento padano - realizzata da Andrea Mantegna in una stanza del Castello di S. Giorgio, agli affreschi di Giulio Romano nell'Appartamento di Troia.

Da segnalare inoltre la Galleria della Mostra, che ospitava in origine diversi dipinti della ricchissima collezione andata poi dispersa, l'appartamento del duca Vincenzo dove erano sistemati alcuni soffitti lignei di gran pregio provenienti dal Palazzo di S. Sebastiano, le sale rinnovate negli apparati decorativi durante il secolo XVIII: Galleria degli Specchi, Sala dei Fiumi, Stanze degli Arazzi, in cui erano riutilizzati i nove arazzi tessuti nelle Fiandre nel secolo XVI su disegno di Raffaello.

Lungo il percorso museale, che si snoda attraverso i nobili appartamenti, sono esposti dipinti di grande importanza come tele di Rubens, Fetti, Viani, Bazzani e di altri maestri mantovani, una vasta serie di sculture romane in parte provenienti da Sabbioneta, nonché numerosi affreschi staccati e manufatti in pietra e in terracotta provenienti da edifici demoliti della città.
Le Collezioni del Museo si possono suddividere in cinque nuclei tematici: statuaria antica, statuaria medioevale-rinascimentale, dipinti, arazzi, arredi.


Patrimonio

Solo un'esigua parte delle opere contenute nel Palazzo Ducale può essere considerata come appartenente, in origine, all'immenso patrimonio artistico dell'età gonzaghesca, quasi tutto disperso a seguito della vendita del 1628 e del sacco di Mantova del 1630.
Sei generazioni di collezionisti, avevano portato la corte rinascimentale di Mantova a un apice inimmaginabile.
Queste raccolte non solo erano indirizzate verso le testimonianze del mondo classico, e quindi sculture, bronzi, monete e medaglie di epoca greca e romana, ma i Gonzaga, divennero mecenati e committenti.

Ispirazione dei Gonzaga erano le Wunderkammer dei Principi di Baviera. A tale modello in particolare guardava Isabella d'Este con il proprio studiolo personale che acquisì notorietà internazionale.
Le collezioni gonzaghesche diventarono esse stesse esempio per le corti europee, anche per la proverbiale intuizione dimostrata dai Gonzaga proprio nella scelta delle opere dei contemporanei. Il collezionismo d'arte divenne strumento di rappresentazione e di comunicazione nel sottile gioco diplomatico al quale dovette necessariamente applicarsi il piccolo stato mantovano.

Il massimo splendore si ebbe durante il governo dei duchi Vincenzo I Gonzaga e Ferdinando, figlio di Vincenzo I. Per volontà di quest'ultimo le opere d'arte furono inventariate: per l'epoca un inventario predisposto con criteri all'avanguardia la cui utilità si rivela ancora maggiore perché stava per avere inizio la diaspora delle opere custodite nei palazzi di Mantova. La decadenza della casata gonzaghesca portò poi alla dispersione delle collezioni. Una prima mutilazione viene inferta da Vincenzo II che aveva iniziato dal 1625 lunghe trattative con Carlo I Stuart, re d'Inghilterra. Quest'ultimo, utilizzando la mediazione di un noto mercante d'arte veneziano, Daniele Nys, nel 1627, riuscì a prezzi irrisori a farsi recapitare a Londra gran parte delle collezioni Gonzaga.

Paradossalmente questo evento si è rivelato provvidenziale perché ha consentito la salvaguardia delle opere ormai divenute inglesi, sottratte alla razzia e ai danneggiamenti che subirono le collezioni d'arte ancora presenti a Mantova nel 1630, quando la città venne occupata dai Lanzichenecchi che diedero corso al Sacco di Mantova, tragico episodio della guerra di successione di Mantova e del Monferrato.


Sede

Il Palazzo sorge nella zona nord-orientale della città, tra l'antica piazza di S. Pietro, l'attuale piazza Sordello, e la riva del lago inferiore, ed è costituito da un vasto insieme di edifici, cortili e giardini. Inizialmente composto da corpi di fabbrica separati tra loro, trovò forma organica nella prima metà del XVI secolo, quando divenne un'unica grandiosa residenza con una superficie di 35.000 metri quadrati. La famiglia Gonzaga ne fece la propria dimora dal 1328 al 1707, quando l'ultimo duca Ferdinando Carlo venne costretto all'esilio.
Con il dominio austriaco alcuni ambienti della corte affacciati sull'attuale piazza Sordello furono riadattati in luoghi di rappresentanza. Dopo l'abbandono del XIX secolo, il Palazzo Ducale all'inizio del Novecento diviene oggetto di restauri e sede museale.


Bibliografia

Credits
Menani De Veszelka, Ginevra – SIRBeC Scheda LDC 2011
Massari, Francesca SIRBeC Schede LDC-COLL-VAL 2014
Rita Gigante - Cura redazionale e revisione testi per il web


Collegamenti

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Galleria


Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2018 [cm]

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