Le cappelle di famiglia

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, Cappella della Famiglia Fossati (campo 24), veduta della facciata principale arricchita dalle sculture di Giminiano Cibau e particolare (Fototeca ISAL, fotografia di F. Zanzottera)

Oltre ai numerosi monumenti di interesse storico, critico ed artistico, il Cimitero Urbano di Monza conserva numerose cappelle familiari che, anche in funzione delle concessioni a perpetuità o pluridecennali, consentono di indagare ancora oggi la variegata sensibilità artistica delle famiglie monzesi, che le ha spinte ad assumere il ruolo di committenza scegliendo architetti e professionisti dal consolidato linguaggio figurativo. All’interno del Cimitero Urbano, quindi, è possibile constatare le differenti istanze culturali connesse ai numerosi linguaggi della storia dell’arte e della storia dell’architettura otto-novecentesca.

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, Cappella della Famiglia Dossi (campo 22), veduta d’insieme della facciata eclettica (Fototeca ISAL, fotografia di F. Zanzottera)

Attraverso l’architettura delle cappelle di Famiglia è infatti possibile addentrarsi con molta accuratezza anche nell’eclettismo, che ha saputo reinterpretare con sapiente attenzione gli stili architettonici ed artistici dei secoli passati. Grazie alle forme edilizie dei monumenti presenti all’interno del cimitero è dunque possibile riscontrare il gusto neoromanico o neogotico dei primi decenni del XX secolo, o rintracciare le persistenze del gusto neoegizio o neopaleocristiano nell’arte monzese del Novecento. Alcune delle cappelle, inoltre, si possono considerare come dei piccoli edifici in miniatura, ricchi di particolari significati iconografici e di elementi stilistici propri della ‘gemella architettura maggiore’.

Alcune cappelle, inoltre, possiedono opere scultoree di indubbio interesse che testimoniano l’evoluzione della scultura italiana della fine del XIX secolo e gli inizi del Novecento, evidenziando la presenza in ambito monzese di artisti internazionali quali Ernesto Bazzaro, Enrico Pancera e Giannino Castiglioni.
La presenza di numerose opere artistiche degli stessi autori consente, inoltre, di poter verificare la persistenza di specifici linguaggi figurativi, oltre che verificare la permeabilità della cultura monzese alle istanze di carattere milanese, piemontese ed europea.

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, Cappella della Famiglia Cattaneo (campo 1) con il ortale d’ingresso mistilineo e Cappella della Famiglia Galbiati (campo 11) dal chiaro gusto eclettico (Fototeca ISAL, fotografia di F. Zanzottera).

 

La cappella della Famiglia Aldo Resnati del 1937 (Campo 3)

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, Cappella della Famiglia Aldo Resnati, veduta d’insieme della struttura architettonica e dei due gruppi scultorei eseguiti da Francesco Messina (Fototeca ISAL, fotografia di F. Zanzottera)

Come accennato alcune cappelle di famiglia interne al Cimitero Urbano, possiedono particolare valore in relazione alle sculture che ospitano. Certamente di grande interesse risulta quella della Famiglia Aldo Resnati. Questa è una delle strutture architettoniche più visibili all’interno del cimitero Urbano di Monza in ragione dell’articolazione degli elementi compositivi, che danno origine ad uno spazio singolare e suggestivo.

La costruzione della cappella fu affidata all’architetto Piero Borradori, che ha disegnato un grande portale centrale a forma rettangolare, al centro del quale ha collocato un’alta ed esile croce che funge anche da elemento di appoggio per i due battenti della cancellata metallica.
Nella parte retrostante Borradori ha collocato i loculi per le sepolture (tre loculi fuori terra e tre interrati per lato) raccordandoli con una struttura semicircolare con fori quadrangolari geometricamente disposti nella parte superiore.

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, Cappella della Famiglia Aldo Resnati, particolare del gruppo scultoreo raffigurante la Resurrezione di Lazzaro eseguito da Francesco Messina (Fototeca ISAL, fotografia di F. Zanzottera)

All’interno della cappella è inserito un piccolo altare con la mensa eucaristica posta ad un’altezza di circa un metro.
Ai fianchi esterni del portale sono stati ricavati due basamenti aggettanti quadrangolari che fungono da sostegno per due gruppi scultorei eseguiti da Giovanni Messina nei primi anni Cinquanta. A quella data, infatti, risalgono le suggestive opere bronzee, alte due metri, raffiguranti la Resurrezione di Lazzaro e L’incredulità di San Tommaso.

Il progetto eseguito dall’architetto Piero Borradori è caratterizzato da un notevole capacità analitico-descrittiva, che rivela l’attenzione del suo autore nell’evidenziare i materiali e le tecniche utilizzate (pietra naturale, cemento armato, muratura in calcestruzzo di cemento e muratura in mattoni). La professionalità del progettista è inoltre testimoniata anche dalla quantità dei disegni prodotti e dallo stesso segno grafico ivi presente.

La meticolosità nel predisporre la documentazione da allegare alla domanda per erigere la cappella fu invece parzialmente disattesa nel 1952, quando lo stesso architetto Piero Borradori si rese “responsabile dell’osservanza dei vigenti regolamenti” in merito al posizionamento delle opere bronzee di Francesco Messina. La domanda per poter eseguire i lavori venne presentata all’Amministrazione Comunale di Monza il 18 giugno del 1952 e venne approvata dalla Commissione Edilizia nell’adunanza del giorno seguente.

 

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, Cappella della Famiglia Aldo Resnati, particolare del gruppo scultoreo raffigurante la L’incredulità di San Tommaso eseguito da Francesco Messina. (Fototeca ISAL, fotografia di F. Zanzottera)

 

Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2017 [cm]