Il progetto

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Il progetto La tavolozza di Francesco Hayez. Riflessioni intorno alla materia dell’arte ottocentesca è stato finanziato nell’ambito del bando di Regione Lombardia – DG Culture, Identità e autonomie, Invito a presentare progetti di ricerca applicata per la valorizzazione del patrimonio culturale lombardo, rivolto alle università di Lombardia, anno 2015 (fondi POR Lombardia Ob. 2 FSE 2007/2013).

L’idea del progetto nasce dal desiderio di conoscere la tecnica di Francesco Hayez, caposcuola del romanticismo in Italia, attraverso i materiali e gli strumenti del lavoro di pittore. La finalità dello studio è la definizione della sua tavolozza, dei pigmenti e dei leganti pittorici, finora scarsamente indagati. L’artista ha vissuto in un’epoca di cambiamenti profondi, contrassegnata dalla comparsa, intorno al 1840, dei primi tubetti di pigmenti industriali già miscelati con un legante e quindi pronti all’uso. I nuovi colori disponibili – soprattutto gialli e verdi – permisero nuovi effetti e favorirono la nascita e la diffusione della pittura en plein air suscitando l’interesse di molti artisti che li sperimentarono con entusiasmo, mentre altri rimasero fedeli alle tecniche tramandate dai trattati di pittura e alle pratiche di bottega.

In questo contesto vi è stata un’evoluzione nel modo di dipingere di Hayez?
Cosa si conosce della sua palette?

La tavolozza pittorica di Francesco Hayez è stata studiata con la spettroscopia infrarossa, mentre la riflettografia infrarossa ha indagato il disegno preparatorio e i ripensamenti. Entrambe le tecniche sono non distruttive e portatili.

Il progetto ha coinvolto tre istituzioni museali, appartenenti alle Rete dei Musei dell’Ottocento di Lombardia: Villa Carlotta (Tremezzo, CO), Villa Vigoni, Centro Italo-Tedesco per l’eccellenza Europea (Loveno di Menaggio, CO) e lAccademia di Belle Arti Tadini di Lovere (BG). La ricerca si è estesa anche ad opere appartenenti ai Musei Civici d’Arte e di Storia di Brescia, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e a collezionisti privati. Infine, è stata analizzata per confronto anche un’opera di Vincenzo Hayez, nipote ed allievo diretto del pittore.

Contestualmente alle analisi chimiche, sono state svolte anche ricerche storico-artistiche e archivistiche sui materiali e sulle tecniche ottocentesche. L’attenzione si è concentrata sui pigmenti più diffusi, sui centri di produzione e commercializzazione dei nuovi prodotti di sintesi, sui materiali indicati nella trattatistica antica e moderna per costruire un database di pigmenti di riferimento, strumento fondamentale per l’interpretazione dei dati analitici.

Il progetto si è concluso con la definizione di itinerari formativi ed educativi per il pubblico, anche sperimentando nuove modalità comunicative accanto ai tradizionali laboratori didattici. Le didascalie digitali accompagneranno i visitatori dei tre partners museali alla scoperta delle opere di Hayez, rispondendo alla sempre crescente curiosità sugli aspetti tecnici e sulla materia dei quadri, in un originale percorso educativo che insegna a guardare nelle opere d’arte.

Per approfondimenti
La tavolozza di Francesco Hayez, a cura di E. Lissoni e L. Rampazzi, con un’introduzione di F. Mazzocca, Scalpendi, Milano 2015.

Credits
Testi di
Laura Rampazzi, Elena Lissoni, Cristina Corti, Valentina Brunello – Centro Speciale di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali. Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia – Università degli Studi dell’Insubria.
Franca Zuccoli – Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” – Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Mara Sugni. Responsabile dei servizi educativi – Ente Villa Carlotta, Tremezzo, (CO).

Rita Gigante – Revisione testi per il web
Chiara Madia – Editing

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2016 [cm]