Le allegorie dei Benefattori dell’Istituto dei Ciechi di Milano

Il patrimonio artistico dell’Istituto dei Ciechi di Milano si configura come un’ampia raccolta di dipinti, sculture, lapidi, arredi liturgici, strumenti musicali e didattici per scrivere e leggere in braille, tutte preziose testimonianze che raccontano il mondo della disabilità visiva dal 1840 fino a oggi.
Oltre ai dipinti, provenienti dall’eredità succedutesi, la quadreria dell’Ente è composta da più di duecento ritratti gratulatori di benefattori.

La pratica del ritratto gratulatorio, particolarmente diffusa presso gli enti assistenziali milanesi, porta nel tempo ad elaborare modalità ben definite sia nelle dimensioni delle opere che nell’esecuzione stereotipata dei soggetti ritratti. Solitamente colti seduti o a mezza figura intera, il ritratto del benefattore serve a perpetuarne, da una parte, la memoria e dall’altra, a farne un esempio di generosità da emulare.
Grazie al finanziamento regionale, l’ente ha avviato urgenti interventi di restauro su due tele, l’Allegoria in memoria di Antonio Ratti (1883) del pittore Enrico Bartezago e l’Allegoria in memoria di Francesca De Maestri Colleoni (1909) del pittore Arturo Albertazzi, contribuendo a dar vita al riordino della catalogazione – tramite il sistema SIRBeC – dei dipinti allegorici presenti nella quadreria.

L’uso del ritratto allegorico, scaturisce dalla difficoltà del pittore di reperire un’immagine visiva del benefattore e favorisce l’elaborazione di un modello iconografico identificabile e ripetibile. L’assenza delle fattezze del benefattore è stata sopperita da un alter ego come, ad esempio, la tomba del compianto oppure dalla raffigurazione di soggetti allegorici o religiosi.

Link al catalogo dell’archivio fotografico del Museo Louis Braille

Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2018 [cm]