Lombardia Neoclassica. Un percorso attraverso le opere e i luoghi della Rete dell’800 Lombardo

 

L’affermazione del gusto neoclassico, che investe non solo le arti figurative ma tutta la scena culturale nell’ultimo quarto del Settecento, si diffonde rapidamente da Milano nel variegato contesto delle province lombarde. Nelle scelte degli artisti, come nei valori estetici, l’Accademia di Brera esercita un’influenza decisiva, ma altrettanto determinante è il ruolo degli intellettuali e soprattutto dei mecenati, artefici di molte delle raccolte d’arte dalle quali sono nate le diverse realtà che partecipano oggi alla Rete dell’800 Lombardo.

L’itinerario segnala le opere più significative dell’arte neoclassica lombarda – da Canova a Thorvaldsen, da Appiani a Diotti – visitabili presso l’Accademia Carrara di Bergamo, l’Accademia Tadini a Lovere, il Museo Lechi a Montichiari, il Museo Ala Ponzone a Cremona, il Museo Diotti a Casalmaggiore. Il percorso comprende anche alcuni luoghi emblematici di quell’epoca, tra i quali Palazzo Tosio a Brescia e Villa Carlotta sul Lago di Como, che affascinarono viaggiatori famosi di passaggio in Italia.

L’affermazione del gusto neoclassico si estende anche ai versanti della decorazione, dell’arredo e della moda, come testimoniano le porcellane del conte Tadini di ispirazione neopompeiana o la splendida parure di Rosina Trivulzio, ispirata a preziosi esemplari di cammei archeologici, oggi custodita al Museo Poldi Pezzoli di Milano.

 

 

Ultimo aggiornamento: 31 marzo 2020 [cm]