parrocchia di San Giacomo apostolo 1532 - [1989]

Parrocchia della diocesi di Bergamo. Come attestato in occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin, la comunità di San Giacomo di Piazzatorre, già riconosciuta "nullius plebis" dal vescovo Pietro Lippomani, si rese autonoma dalla matrice di San Martino oltre la Goggia nel 1532 (Visita Dolfin 1778-1781). La chiesa venne visitata in qualità di parrocchiale nel 1536 dal vescovo Lippomano (Visita Lippomano 1535-1538).
In occasione della visita apostolica dell’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, avvenuta il 7 ottobre 1575, la parrocchia di "Sancti Iacobi in loco Piazzatorii" era compresa nella pieve di "Piazza Brembana". La parrocchia di San Giacomo risultava priva di reddito. La comunità stipendiava il parroco officiante per una somma di 280 lire annue, versando inoltre 24 soldi alla mensa episcopale "pro comenda". La parrocchia di Piazzatorre risultava infatti censita nel registro delle commende episcopali, recante le nomine di quei parroci, né mercenari né titolari di benefici, che venivano confermati dal vescovo ogni sei mesi (Commende 1550-1597). La comunità di Piazzatorre contava a quell’epoca 250 anime, di cui 150 comunicate. Vi esisteva la scuola del Santissimo Sacramento (Visita Borromeo 1575).
La parrocchia di Piazzatorre rimase compresa nella pieve di Piazza Brembana anche in seguito all’istituzione dei vicariati foranei nella diocesi (Acta synodalia bergomensis ecclesiae).
In occasione della visita pastorale del vescovo Gregorio Barbarigo, avvenuta tra il 1658 e il 1660, la parrocchia di Piazzatorre risultava compresa nella vicaria foranea di Piazza Brembana e godeva di un reddito pari a 320 lire. La comunità, costituita da 159 anime di cui 101 comunicate, provvedeva a stipendiare un parroco mercenario, per una somma di 600 lire annue. Nella parrocchiale erano erette la scuola del Santissimo Sacramento, del Rosario e di San Carlo (Montanari 1997).
Nel Sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, redatto nel 1666 dal cancelliere Marenzi, la parrocchia posta sotto l’invocazione di San Giacomo apostolo, sita in Valle Brembana Superiore e dipendente dalla pieve di "San Martino oltre la Gogia", risultava essere "mercenaria". Vi erano erette la scuola del Santissimo Sacramento e quella del Rosario. Entro la circoscrizione parrocchiale era compreso un oratorio dedicato a Santa Lucia. La comunità di Piazzatorre contava a quell’epoca 224 anime, di cui 164 comunicate (Marenzi 1666-1667).
Secondo quanto si desume dalla serie dei registri sullo Stato del clero della diocesi contenenti le relazioni dei vicari foranei a partire dall’anno 1734, la parrocchia di Piazzatorre risultava compresa nella vicaria di "San Martino della Piazza". Nel 1763, figurava inclusa nella medesima circoscrizione, di cui era allora titolare il parroco di Piazzolo (Stati del clero 1734-1822).
In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin, avvenuta il 3 luglio 1780, nella parrocchiale risultavano erette la scuola del Santissimo Sacramento, presso l’altare maggiore, amministrata da sindaci, la scuola del Rosario, presso l’altare omonimo, la scuola di San Carlo presso l’altare omonimo e la scuola della Dottrina cristiana. Entro la circoscrizione parrocchiale erano compresi l’oratorio di Santa Lucia nella contrada de Maisi, eretto e governato dalla comunità, l’oratorio di Sant’Antonio di Padova nella contrada di Cigadola, l’oratorio di Sant’Antonio di Padova e San Tomaso di Villanova nella contrada del Cantone. Per la comunità di Piazzatorre, costituita da 114 anime, di cui 87 comunicate, prestavano servizio un curato mercenario, avente rendita pari a 763 lire, e due sacerdoti (Visita Dolfin 1778-1781).
Nel 1861, la parrocchia di San Giacomo apostolo di Piazzatorre risultava compresa nella vicaria XXIII di San Martino oltre la Goggia. A quest’epoca la comunità contava 527 anime, ed era retta da un parroco affiancato da un coadiutore (GDBg).
La parrocchia di Piazzatorre rimase compresa in tale vicaria fino alle successive modifiche dell’assetto territoriale della diocesi . Dal 1971, in seguito alla riorganizzazione territoriale diocesana in zone pastorali (decreto 28 giugno 1971), confluì nella zona pastorale IV, composta dalle parrocchie delle vicarie di San Martino Oltre la Goggia, di Branzi e di Santa Brigida (decreto 28 giugno 1971). Con l’erezione dei vicariati locali nella diocesi, è entrata a far parte del vicariato locale di Branzi-Santa Brigida-San Martino Oltre la Goggia (decreto 27 maggio 1979).

Relazioni:
smembrata da:
San Martino oltre la Goggia 1532

compresa in:
pieve di Piazza Brembana 1532 - 1568
vicaria foranea di San Martino oltre la Goggia 1568 - 1979
zona pastorale IV 1971 - 1979
vicariato locale Branzi-Santa Brigida-San Martino Oltre la Goggia 1979 - [1989]
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ultima modifica: 05/09/2005

[ Roberta Frigeni ]