parrocchia di San Lorenzo martire sec. XV - [1989]

Parrocchia della diocesi di Bergamo. Secondo quanto riportato da Pagnoni, la comunità di Capizzone si smembrò dalla chiesa di Sant’Andrea di Strozza il 15 dicembre 1470 per decreto del vescovo Ludovico Donato (Pagnoni 1992). Ulteriore attestazione della parrocchia di Capizzone risalgono al secolo successivo. Risultava infatti censita nel registro delle commende episcopali recante le nomine di quei parroci, né mercenari né titolari di benefici, ma confermati dal vescovo ogni sei mesi e stipendiati dalla comunità presso la quale si trovavano ad officiare a causa dell’esiguità del beneficio parrocchiale, insufficiente a mantenere il curato (Commende 1550-1597). Questa parrocchia della Val d’Imagna restò compresa entro la pieve di Almenno anche in seguito all’istituzione dei vicariati foranei nella diocesi, decretata del vescovo Cornaro in occasione del II sinodo diocesano di Bergamo del 1568, in ottemperanza alle risoluzioni del primo concilio provinciale del 1565. Tali disposizioni vennero ridefinite nel III sinodo del 1574, negli atti del quale i confini pievani di Almenno risultavano ricalcati dalla nuova circoscrizione ecclesiastica (Acta synodalia bergomensis ecclesiae). Il 16 ottobre 1575, l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, visitando la chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Capizzone della Val d’Imagna, nella pieve di Almenno, vi annotava la presenza di quattro altari. La parrocchia non aveva reddito e da circa due anni nemmeno un sacerdote. La cura d’anime dei parrocchiani era infatti spartita tra la parrocchia di San Michele di Bedulita e quella di Sant’Andrea di Strozza. Le anime computate erano circa 210. Non si teneva la scuola della dottrina cristiana ma era presente la scuola del Santissimo Sacramento e quella di Santa Maria. Nei confini della parrocchia esisteva una chiesa sussidiaria dedicata a Santa Maria "de Robadello", con annesso un monastero dei frati minori francescani e un’altra chiesa di Santa Maria Elisabetta nella contrada "dicta Carminata" o "Brembilla" (Visita Borromeo 1575).
Verso la metà del XVII secolo, già durante la visita pastorale del vescovo Barbarigo, la parrocchia di Capizzone risultava essere compresa nella vicaria di Almenno San Salvatore. Il clero era composto dal solo curato e le confraternite presenti erano quelle del Santissimo Sacramento (Montanari 1997). Secondo quanto si desume dal sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, redatto nel 1666 dal cancelliere Marenzi, la chiesa di Capizzone, sotto l’invocazione di San Lorenzo, figurava mercenaria del comune e inserita nella pieve di Almenno. Aveva quattro altari e vi era eretta la scuola del Santissimo Sacramento. Entro i confini della parrocchia esisteva un oratorio dedicato alla Beata Vergne Maria, nel quale era eretta la scuola del Rosario ed uno, intitolato a Santa Maria Elisabetta, nella località di Brembilla maggiore. Il clero era costituito dal curato mercenario che era preposto alla cura di 180 parrocchiani, di cui comunicati 105 (Marenzi 1666-1667). Nella serie degli Stati del clero della diocesi, a partire dal 1734, la parrocchia di Capizzone risultava inserita nel vicariato di Almenno (Stati del clero 1734-1822). Nella relazione fatta dal parroco di Capizzone in occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin, si annotava che la chiesa parrocchiale aveva quattro altari. Al maggiore, era eretta la scuola del Santissimo Sacramento; mentre al terzo, dedicato a San Filippo Neri, era istituita la scuola della dottrina cristiana. Entro i confini della parrocchia si trovava anche l’oratorio campestre della Santissima Annunciata e i due di ragione privata: quello di Santa Maria Elisabetta e quello dell’Angelo Custode. Il clero era costituito da un curato mercenario e da altri tre sacerdoti. I parrocchiani in cura d’anime erano in tutto 450, di cui 260 da comunione (Visita Dolfin 1778-1781).
Nello Stato del clero della diocesi di Bergamo del 1861, la parrocchia di Capizzone intitolata a San Lorenzo aveva la cura di 650 anime e gli oratori dipendenti risultavano essere due: l’oratorio di San Lorenzo martire, antica parrocchiale, e quello di Santa Maria Elisabetta in località Brembilla. Il clero era costituito dal parroco e da un coadiutore. La parrocchia era compresa nella vicaria di Almenno San Salvatore (GDBg).
Nel 1971, in seguito alla riorganizzazione territoriale diocesana in zone pastorali, la parrocchia di San Lorenzo martire di Capizzone fu aggregata alla zona pastorale VII composta dalle parrocchie della vicaria di Almenno San Salvatore e da quelle della vicaria di Rota Fuori con l’aggiunta delle parrocchie di Palazzago e Burligo (decreto 28 giugno 1971). Con l’erezione dei vicariati locali nella diocesi la parrocchia è entrata a far parte del vicariato locale di Rota Imagna (decreto 27 maggio 1979).

ultima modifica: 31/08/2005

[ Veronica Vitali ]