Ritratto di Sofia Gervasini

Lilloni Umberto

Ritratto di Sofia Gervasini

Descrizione

Autore: Lilloni Umberto (1898/ 1980)

Cronologia: post 1931

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: olio su tela

Misure: 120 cm x 200 cm

Notizie storico-critiche: Sofia Gervasini donò neI 1911 tre case all'Ospedale Maggiore, riservando per sé un modesto reddito. Morì nel 1931, annullando il testamento precedente a favore dell'Ospedale, che non aveva aggiornato il suo reddito vitalizio alla svalutazione e non aveva ancora fatto eseguire il ritratto. Il ritratto, assegnato a Lilloni l'11 marzo 1931 e approvato dal Consiglio Ospedaliero il 5 giugno successivo, fu criticato dai parenti e dall'esecutore testamentario che in una lettera del 9 giugno 1931 lo definivano "non decoroso per la defunta". La Commissione Artistica, convocata il 20 giugno, giustificò la scelta del pittore affermando: "si ritiene negli obblighi della Commissione di accogliere le forme d'arte le più svariate, poiché la pinacoteca dell'Ospedale deve essere, quale fu in passato, non soltanto una documentazione iconografica, ma uno specchio contingente e vitale delle correnti artistiche del momento. Lilloni è stato scelto come esponente di una di coteste affermate tendenze [...]".
Preso atto dei ritocchi apportati da Lilloni al ritratto secondo le indicazioni fornite dai parenti, la Commissione riconfermò l'accettazione del quadro. Il Consiglio Ospedaliero, nella seduta del 24 giugno 1931, rifiutò invece il dipinto, giudicandolo "in contrasto con le speciali esigenze cui deve rispondere la raccolta dei ritratti dei benefattori, nella quale scuola moderna è più largamente rappresentata". Lilloni, informato della disputa, si dichiarò disposto a eseguire un nuovo ritratto "secondo la sua prima maniera" (1 luglio 1931). lI secondo dipinto fu commissionato ufficialmente il 14 ottobre e approvato dal Consiglio il 16 dicembre 1931 (cfr. inv. 503 ter). lI 27 gennaio 1932 il primo ritratto rifiutato fu acquistato dall'Ospedale con un versamento complessivo di lire 2.500. NeI 1943, per buona pace dei parenti, un altro ritratto di Sofia Gervasini venne eseguito da Giulio Cisari (cfr. inv. ________).
Il ritratto, nella prima versione, venne desunto da una fotografia della benefattrice che la ritrae in età giovanile durante una villeggiatura fra Lavagna e Sestri Levante e fu eseguito nello stesso anno della esposizione di Lilloni alla Galleria "Il Milione" di Milano; particolarmente vicino alla serie dei paesaggi di Medole deI 1930, esso è una delle prime e più importanti opere con cui Lilloni sviluppa un nuovo uso del colore, volto ad ottenere effetti atmosferici e lirici in contrasto con l'imperante gusto novecento, e fonda insieme a Angelo Del Bon, Cristoforo De Amicis, Oreste Bogliardi e Francesco De Rocchi il gruppo dei "chiaristi milanesi".
Questo dipinto suscitò scandalo non solo per l'importanza che in esso assume il paesaggio, trattato con colori chiari e luminosi di derivazione postimpressionista stesi con una pennellata molto fluida, quanto per il disegno volutamente e totalmente privo di plasticità che trasforma la figura in puro elemento cromatico.

Collocazione

Milano (MI), Raccolte d'Arte dell'Ospedale Maggiore

Credits

Compilatore: Pola, Francesca (2005)

Funzionario responsabile: Galimberti, Paolo M.

Ultima modifica scheda: 14/08/2013