Condensatore a dischi

Leybold-Heraeus GmbH

Condensatore a dischi

Descrizione

Da una base in metallo fuoriescono due supporti anch'essi in metallo. Il primo sorregge una piastra metallica liscia di forma circolare, disposta verticalmente, fissa e ben isolata tramite un cilindro in vetro contenente materiale isolante. Il secondo sorregge una piastra uguale alla precedente, disposta specularmente ad essa, scorrevole e collegata elettricamente a terra tramite il supporto. Su ciascun disco è inserito un morsetto a boccola per i collegamenti elettrici. La distanza tra i due dischi può essere variata tra 0 e 70mm: la regolazione fine di questa distanza viene realizzata mediante un albero filettato inserito perpendicolarmente al disco mobile e comandato tramite una manopola. Sulla custodia che racchiude questo albero filettato è inserita una scala graduata da 0 a 70 mm, con nonio (precisione 1/10 mm), che permette la misura diretta della distanza. Questo condensatore può essere montato sia in orizzontale che in verticale.

Funzione: Questo strumento può essere utilizzato per numerose esperienze quantitative di elettrostatica e per dimostrazioni in laboratori didattici. Alcune esperienze possibili sono: capacità del condensatore in funzione della distanza, carica in funzione della tensione, costante di campo elettrico, misura della costante dielettrica, azione delle forze nel campo elettrico, ecc. Per la misura della carica era consigliabile usare un amplificatore di misura.

Notizie storiche: Questo dispositivo faceva probabilmente parte del materiale in dotazione al "Centro di Fisica Sperimentale" dell'allora denominato "Museo della Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci" di Milano. L'idea del Centro di Fisica nacque contestualmente alla nascita del Museo: l'allestimento prevedeva una sezione di Fisica con scopi didattici che contenesse esperimenti in atto, a disposizione permanente del visitatore. Ma la visione di un evento all'interno di una vetrina non era sufficiente: iniziò così la raccolta di strumenti ed accessori moderni per realizzare esperimenti che potessero essere effettuati direttamente dall'utente. Da subito questa attività sperimentale attirò l'attenzione di funzionari ministeriali ed insegnanti. Nel frattempo, nel 1955, nel nuovo edificio del Museo, detto Monumentale, vennero collocati le aule, i laboratori, gli impianti, le officine, le sale studio, necessari per ospitare il nascente Centro di Fisica Sperimentale. Nello stesso anno venne organizzato il primo corso per insegnanti degli Istituti Tecnici, organizzato dal prof. Tommaso Collodi, già Ispettore Centrale P.I. ed allora Direttore Didattico Nazionale per l'Istruzione Tecnica. I risultati furono così soddisfacenti che anche i Licei e gli Istituti Magistrali cominciarono ad organizzarne per i loro professori. Oltre alla qualità delle attività offerte, quest'iniziativa si inseriva in un contesto di difficoltà legate alla fine della Guerra , di povertà dei gabinetti scolastici, di scarsa preparazione di molti insegnanti. Il Museo offriva alla Scuola uno strumento efficace ed immediato per risalire la china. I corsi di aggiornamento dei professori, inizialmente della durata di sei giorni, divennero ben presto di dieci/quindici giorni e comprendevano: un gruppo di conferenze tenute da professori universitari o esperti qualificati, lezioni sperimentali, esercitazioni individuali o in piccoli gruppi, lezioni a livello secondario tenute dagli stessi partecipanti, proiezioni di materiale sul tema, visite d'istruzione. Fin dall'inizio molte scuole cominciarono ad affluire al centro di Fisica con i loro studenti per assistere a lezioni sperimentali. Il prestigio del Museo e del suo Centro di Fisica ebbero autorevolissimi riconoscimenti anche in campo internazionale soprattutto attraverso l'O.C.D.E. (Organisation de Coopération et de Développement Economique) che riconosceva l'importanza dell'insegnamento scientifico e promuoveva nuovi metodi d'insegnamento e di sperimentazione. Altre due importanti iniziative si affiancarono, a metà degli anni sessanta, alle attività del Centro di Fisica: la creazione di una mostra permanente di materiale scientifico-didattico (realizzata con materiali forniti dalle ditte costruttrici) e la nascita di una biblioteca di consultazione specializzata riguardante l'insegnamento della Fisica a livello secondario. Il Centro di Fisica, fiore all'occhiello del Museo, è rimasto in funzione fino al 1984.

Autore: Leybold-Heraeus GmbH (costruttore) (1967/ 1987)

Datazione: ca. 1974

Materia e tecnica: metallo; vetro

Categoria: fisica

Misure: 26 cm x 33 cm x 33 cm x Ø 26 cm

Collocazione

Milano (MI), Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"

Riferimenti bibliografici

Fisica apparecchi "Fisica : apparecchi di fisica per l'insegnamento : Leybold PH 58 I-2", Milano 1968, p. 163

Battelli A./ Battelli F. "Misure e ricerche elettriche", Roma 1898, p. 322

Credits

Compilatore: Ranon, Simona (2008); Reduzzi, Luca (2008)

Funzionario responsabile: Ronzon, Laura; Sutera, Salvatore

Ultima modifica scheda: 08/08/2019

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