Palazzo Modigliani
Lodi (LO)
Indirizzo: Via XX Settembre, 29,31 - Lodi (LO)
Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi
Tipologia specifica: palazzo
Configurazione strutturale: Edificio con pianta a U irregolare per l'inserzione di due piccoli cortili nell'ala est (corpo B) e ovest (corpo C); struttura a pareti in muratura intonacata, con colonne tuscaniche binate nei corpi B e C del cortile principale. La facciata è a tre piani (di cui l'ultimo mezzanino) con coppie di lesene che ne scandiscono il ritmo, tre intervalli con una finestra ciascuno, poi quattro finestre, poi altri tre intervalli. Il portale principale (come anche quello secondario) è incompiuto e corrisponde alla terza campata di lesene immettendo nel vasto atrio (corpo D) che porta al colonnato del cortile. Il vestibolo (corpo E) che conduce allo scalone principale, è sorretto da arconi a tutto sesto ed ha come sfondo, preceduta da due colonne di granito, un'esedra.
Epoca di costruzione: 1726
Autori: Sartori Michele, progetto; Sassi Giovanni Battista, decorazione, affreschi; Maggi Pietro, decorazione, affreschi; Lecchi Giacomo, decorazione, affreschi; Galeotti Sebastiano, decorazione, affreschi; Sartori Pier Giacomo, progetto
Descrizione
Il palazzo sorge all'incrocio di due importanti vie cittadine: via XX Settembre, che conduce verso la duecentesca chiesa di San Francesco e il vecchio Ospedale Maggiore, e corso Roma, che attraversa da nord a sud l'intera area cittadina, dalla piazza comunale, ora della Vittoria, sino alla porta un tempo detta "Cremonese".
Il complesso ha una pianta a U, formata da un corpo centrale, affacciato sull'antica contrada di San Michele, e dalle due ali porticate più basse, a est e a ovest, alle quali si addossano due cortiletti. La facciata ha uno sviluppo verticale su tre registri, coronato da una cornice mistilinea aggettante: è scandita da coppie di lesene che inquadrano i due incompiuti portali, e dal ritmo delle finestre. Quelle del piano nobile sono chiuse da un timpano spezzato curvilineo, mentre quelle dell'attico aggettano dal prospetto con eleganti balconcini dal profilo ricurvo. Il portone principale conduce al vestibolo coperto da volte a crociera ribassata, ove prende avvio lo scalone ellittico che conduce al piano nobile. Di grande valore è la cancellata in ferro battuto, opera del maestro Alessandro Mazzucotelli, vissuto a cavallo dei secoli XIX e XX. La decorazione pittorica riveste le volte di diciassette sale interne: a una pluralità di mani, tra le quali si distinguono quelle di Sebastiano Galeotti e del meno noto Giambattista Sassi, corrisponde in realtà una forte unità tematica, che individua raffigurazioni quasi esclusivamente mitologiche, come era per altro d'uso nelle dimore signorili di tarda età barocca. Nella serie di medaglie sulle volte delle stanze principali, si apprezza il pennello del Galeotti, mentre al Sassi e al quadraturista Giacomo Lechi è invece stata attribuita l'ampia decorazione della sala da ballo, ove da una cornice color lilla si apre alla vista un cielo nuvoloso, nel quale si adagiano leggiadri i putti e le divinità mitologiche in dialogo tra loro.
Notizie storiche
L'area ove sorge il palazzo Modigliani, un tempo chiamata con il poco rassicurante epiteto di "Malcantone", ospitava fino all'inizio del Settecento la dimora dei conti Merlini. Nel 1726, per volere dell'alto magistrato Giambattista Modigliani, discendente di una delle casate più prestigiose della comunità lodigiana, venne costruita la nuova residenza di famiglia, che divenne il palazzo di maggior rilievo dell'architettura civile cittadina del tempo. L'edificazione fu condotta dai fratelli Michele e Pier Giacomo Sartorio, figli del più noto Domenico, che fu forse l'iniziatore del progetto.
Questa nuova e grande realizzazione segnava uno dei punti culminanti del potere raggiunto dalla casata, come confermano le acquisizioni di titoli nobiliari legati alla contea di San Giuliano Milanese e ad alcuni feudi nel contado pavese, ottenute proprio all'inizio del Settecento. In politica Giambattista ottenne alte cariche come funzionario di stato alla corte di Madrid e a Vienna, fino a raggiungere la magistratura ordinaria a Milano nel 1727. La famiglia divenne nota per le attività benefiche nei confronti della popolazione locale, sosteneva infatti alcune istituzioni caritative, tra cui l'ospedale di Santo Stefano, e partecipò attivamente alla vita ecclesiastica, con la costruzione di cappelle devozionali nella chiesa di San Lorenzo e nelle campagne lodigiane. Come ricorda un'epigrafe marmorea affissa nell'androne d'ingresso, il palazzo fu luogo d'incontro della casata con uomini illustri di tutta Europa: su questa sono infatti incisi i nomi di Napoleone Bonaparte, che varcò la soglia della dimora il 10 maggio del 1796, e di molti imperatori Asburgo, tra cui Francesco I e Ferdinando I d'Austria, fino a Vittorio Emanuele II, ancora re di Sardegna, qui giunto nel 1859. Pochi decenni dopo, la morte di Galeazzo Modigliani, senza eredi, portò alla decadenza della potente famiglia. Oggi la struttura è sede di uffici e della sezione locale del Rotary club.
Uso attuale: intero bene: uffici; p. t., c.31: negozio; p. t., c.33: sede Rotary Club Lodi
Uso storico: intero bene: abitazione
Condizione giuridica: proprietà privata
Riferimenti bibliografici
Agnelli G., Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi 1917, p. 287
Novasconi A., Il barocco nel lodigiano, Lodi 1968, pp. 160-175
Caprara V., Archivio Storico Lombardo, Affreschi barocchetti nel palazzo Modigliani di Lodi, Lodi 1983
Lise G., Lodi, i Palazzi-Cortili, portali, facciate, Lodi 1988, pp. 112-113
Lodi storia, Lodi.La storia, Lodi 1989, v. II pp. 235-237
Credits
Compilazione: Fumagalli, Marta (2001)
Descrizione e notizie storiche: Gritti, Jessica
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO460-00043/
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