Chiesa di S. Maria Maddalena

Angera (VA)

Indirizzo: Via Sopra Chiesa (Nel centro abitato, in posizione dominante) - Capronno, Angera (VA)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: Edificio a navata unica, in muratura continua, intonacata, coperto da volte e cupola non estradossata

Autori: Peroni, Giuseppe, progetto e costruzione della chiesa attuale; Volonterio, Enrico, decorazione

Descrizione

In posizione appartata, a breve distanza dall’unica piazza del borgo rurale di Capronno, sorge la Chiesa di S.Maria Maddalena, su di un rilievo aperto alla visione della campagna circostante.
L'edificio in muratura intonacata, preceduto da un sagrato in ciottoli con alcuni alberi, deriva da una ricostruzione risalente alla metà del XIX sec., su progetto dell'ing. Giuseppe Peroni, in forme più ampie e di diverso orientamento rispetto alla chiesa preesistente, che è stata in parte conservata.
Impostato su schema longitudinale, l’edificio si presenta ancora oggi con aspetto tardo-neoclassico, in particolare nella facciata a capanna, con rivestimento in bugnato e conclusa da un frontone. Tramite il portale centrale, sovrastato da un'ampia archeggiatura cieca, si accede alla chiesa. L'interno è a navata unica, conclusa da presbiterio con parete di fondo curvilinea, su entrambi i lati della navata si apre una cappella. Nel progetto originale, ridimensionato per economia, le due cappelle avrebbero dovuto avere profondità doppia, conferendo alla chiesa una struttura assimilabile ad un transetto. La copertura è a volte, con cupola ribassata all’innesto delle due cappelle. La sacrestia attuale corrisponde alla porzione della chiesa preesistente che è stata preservata durante la ricostruzione ottocentesca, e conserva al suo interno preziosi lacerti di affreschi, ascrivibili al XVI sec. Scoperti nel 1993, sotto strati di intonaco, sono stati assegnati a due cicli distinti. Il primo si trova sulla parete settentrionale della navata originale, consiste in una serie di riquadri, con motivi ornamentali, la figura di S.Bartolomeo e una data (1578) in calce, che è stata ritenuta coerente con le caratteristiche stilistiche della parte di figura riscoperta, con la tipologia della cornice decorativa e con la documentata fase di lavori effettuati tra il 1577 ed il 1579. Il secondo ciclo di affreschi riguarda le pareti e la volta dell’abside, le parti visibili suggeriscono l’ipotesi di un complesso decorativo unitario comprendente in alto l’immagine del Padre Eterno in mandorla, circondato dai simboli degli evangelisti, e, in basso, alcune figure di santi, con una Crocifissione probabilmente sul muro di fondo. L’ipotesi trova riscontro negli atti delle visite pastorali, con particolare riferimento al 1579, quando è descritta una “cappella a volta, dipinta in fronte con le pitture del Crocefisso, della B.V. Maria, di S.Giovanni, di S. Maria Maddalena e di S. Quirico”. Questi dati riconducono ad un programma iconografico diffuso in area varesotta fino al XVI sec.
Nell’edificio della attuale sacrestia è inglobato il campanile, che risale probabilmente all'inizio del XI sec. unico elemento preservato della chiesa medievale. A base quadrata, è concluso da una cella campanaria di epoca successiva e da una cuspide piramidale. Il paramento murario è interamente rivestito da uno spesso strato di intonaco, ma si riconosce il fusto della costruzione romanica con strette feritoie, specchiatura coronata da archetti pensili, e tracce di probabili archeggiature affiancate, interrotte dall'inserimento della cella campanaria. Questi elementi rivelano analogie con con i campanili di S. Stefano a Bizzozero (Varese), di S. Cassiano a Velate (Varese) e dei SS. Nazario e Celso di Comerio, databili tra il X sec. e l'inizio del XI.

Notizie storiche

Il campanile documenta la remota origine della chiesa di Capronno, unico manufatto sopravvissuto alle trasformazioni nei secoli. Sebbene sia stato intonacato, si individuano alcune arcate cieche su un lato del fusto, elemento che permette di confrontarlo con i campanili di S. Stefano a Bizzozero (Varese), di S. Cassiano a Velate (Varese) e dei SS. Nazario e Celso di Comerio, databili tra il X sec. e l'inizio del XI sec. Nel "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani", repertorio dei luoghi di culto ambrosiani compilato tra il XIII sec. e l'inizio del XIV, compare una cappella come "S. Maria in Caurono".
Riscontri successivi risultano dalle visite pastorali. Il verbale del cardinale Carlo Borromeo, in visita a Capronno nel 1567, rileva che la chiesa era in cattive condizioni. Nel 1579, anno di visita di mons. Bernardino Tarugi, l'edificio risulta rinnovato a seguito di lavori intrapresi due anni prima circa: il soffitto era stato costruito, il pavimento sistemato decentemente, con la presenza di cinque sepolcri, e la nicchia dell'altare era decorata con il Crocifisso, la Madonna, S.Maria Maddalena e i S.S. Giovanni e Quirico. Altri dipinti erano presenti sulle pareti della navata, tra cui un S. Bartolomeo con data 1578, ancora oggi visibile.
La situazione risulta invariata fino all’inizio del XIX sec. Nel 1828 il coadiutore Macchi ottenne dal Conte Borromeo l'uso del terreno retrostante l'abside per poter ampliare la chiesa, ormai troppo piccola per accogliere la crescente popolazione di Capronno. Fu demolito il muro terminale dell’abside (che era anch’esso decorato ad affresco) e fu costruito un coro nel quale trasportare l`altare, inoltre si costruì una nuova sagrestia dove in precedenza si estendeva il cimitero.
L''ampliamento del coro tra 1826 e 1830 risultò mal progettato. Pochi anni dopo, apparvero lesioni progressive nei muri e nella volta, tanto da rendere la chiesa inagibile. Fu necessario procedere alla costruzione di un nuovo edificio, secondo il progetto affidato all'ing. Giuseppe Peroni nel 1863. Diversa dalla precedente, che fu parzialmente inglobata e divenne la sacrestia, nel 1868 la nuova chiesa risultava completata e fu collaudata. L'ingente somma, sostenuta interamente dalla comunità, comportò alcune variazioni in corso d'opera, tra cui il ridimensionamento delle cappelle laterali.
Nel periodo post-bellico il prevosto di Angera, don Caminada, promosse una serie di interventi, tra cui una nuova fase decorativa affidata a Paolo Rivetta, la posa di un nuovo pavimento nel 1949 e l'installazione di un concerto di campane sul campanile medievale.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Riferimenti bibliografici

Besozzi L., Barzola e Capronno. Due comunità agricole nel territorio di Angera, Germignaga 2012, pp. 223-230

Besozzi, L.; Pola, I., Le chiese periferiche di Angera: S. Quirico di Angera, SS. Cosma e Damiano di Barzola, S. Maria Maddalena, S. Ambrogio di Capronno, Angera 2001

Segagni Malacart, Anna M., Storia dell'Arte a Varese, Gli esordi dell'architettura romanica nel territorio di Varese: momenti di continuità e di innovazione, Varese 2011, Vol. 1, p.54

Schiavi, L.C., Storia dell'Arte a Varese, Chiese romaniche nel territorio di Varese (secoli XI-XII), Varese 2011, Vol. 1, p.100

Credits

Compilazione: Fedeli, Anna Paola (2018)

Descrizione e notizie storiche: Fedeli, Anna Paola

Fotografie: Cestarollo, Sara; Fedeli, Anna Paola

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