Unità compresa in: Corrispondenza tra Gaetano Cattaneo ed Enrico Sanclemente

Gaetano Cattaneo ad Enrico Sanclemente ([1810 settembre 1])

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Segnatura definitiva: 5

Tipologia unità: Unità documentaria

Tipologia documentaria: Lettera

Supporto: Cartaceo

Descrizione estrinseca: Unità documentaria, copia di lettera

Data topica: [Milano]

Note: (36) Termine di origine coloniale, usato per indicare il territorio abitato dalle tribù dei Cafri nell'Africa sud - orientale. Si tratterebbe, propriamente, della zona compresa tra il fiume Kei, i Monti dei Draghi ed il Rand Berg e l'Oceano Indiano, ma la denominazione è spesso usata in senso estensivo per indicare il territorio abitato dall'intero gruppo Bantu. (37) Il Gabinetto numismatico dell'abbazia di Sainte Geneviève fu descritto da Claude Du Molinet (Chalons - sur - Marne, 1620 - Parigi, 1687), Bibliotecario e Procuratore Generale della Congregazione, nel catalogo "Le Cabinet de la bibliothèque de Sainte Geneviève. Divisé en deux parties. Contenant les Antiquités de la Réligion des Chrétiens, des Egyptiens et des Romains; des Tombeaux, des Poids et des Médailles; des Monnoyes (...)", Parigi, A. Dezallier, 1692. Il Cicognara così osserva: "L'importanza maggiore di questo libro deriva dall'essere il testimonio più autentico dell'insigne abilità del Cavino contraffattore di conj antichi (detto il Padovanino) essendo riportate e descritte le medaglie più celebri da lui imitate. Le qui citate, e le altre preziosità di quel Gabinetto di S. Gennefa ora trovansi al Gabinetto Reale di Francia" (BORRONI 1954 - 1967, vol. II, t.I, p.205. n. 358). Infatti il Gabinetto numismatico di Sainte Geneviève, dopo essersi arricchito, nel 1742, del medagliere del duca d'Orléans (che si ritirò a vivere nell'abbazia), nel 1791 confluì, per ordine amministrativo, nelle collezioni reali di Francia. (38) William Hunter nacque nel 1718 a Long Calderwood (Lanarkshire, Scozia) da Agnes e John Hunter, discendente per parte di padre dagli Hunter di Hunterston. Studiò medicina all'Università di Glasgow e fu uno dei più eminenti luminari inglesi nel campo dell'ostetricia. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, iniziò ad insegnare nel 1746 e vi si dedicò fino alla morte, avvenuta a Londra nel 1783. Riunì una splendida collezione di esemplari anatomici, antichità, curiosità naturalistiche, libri e monete. Nella sua raccolta numismatica, comprendente circa 30.000 esemplari, coinfluirono le collezioni di monete e medaglie Dawes, Sadler, Jamineua, Pesaro, Mackensie, Sinthill, West, Bruce, e la raccolta dei principi di Peralta. Nel 1776 acquisì pure la collezione di Mathieu Duane, comprendenti esemplari appartenuti al conte Robert di Oxford ed a Richard Mead, Martin Folkes, Philippe Carteret Webb, Luois Dutens, Gabriele Lancillotto Castelli di Torremuzza. Tra il 1777 ed il 1782 la raccolta Hunter si arricchì ulteriormente con le monete appartenute ad altri celebri collezionisti, come C. Combe, J. Swinton, J. Smith (console a Venezia), O. Salisbury Brereton, H. Walpole, T. Croofts, S. Bosanquet, J. Sotheby, J. Lee, C. Townley, T. Jenkins. Alla sua morte, Hunter lasciò la propria collezione al nipote Baylies, con l'impegno di trasmetterla, dopo trent'anni, all'Università di Glasgow, del cui medagliere divenne, infatti, il nucleo centrale. Un catalogo sommario degli esemplari greci della raccolta Hunter, fu pubblicato da C. COMBE (Nummorum veterum populorum et urbium qui in museo Gulielmi Hunter asservantur descriptio figuris illustrata, Londra 1782), mentre un prospetto completo è in G. MACDONALD, "Catalogue of Greek Coins in the Hunterian Collection", Glasgow 1899. Sul collezionismo numismatico di W. Hunter, si vedano inoltre: P. FINN, "Some famous collectors", in: Coins, incorporating coins and medals, Croydon 1972, 9, n. 3, pp. 18 - 19; C.H. BROCK, "William Hunter, 1718 - 1783", Glasgow 1983; J.D. BATESON, "Italian Renaissance Medals in the Hunter Coin Cabinet", in: Rivista Italiana di Numismatica, vol. XC, 1988, pp. 529 - 542. (39) Cfr. nota 34. (40) Dopo aver compiuti studi di disegno all'Accademia di Brera ed a Roma dal 1794 al 1796 (dove si era recato con una borsa di studio triennale dell'Accademia medesima, secondo C.A. PASZTORY, "Una lettera inedita di Giuseppe Bossi a New York", in: Almanacco della Famiglia Bustocca per gli anni 1968 - 1969, Busto A. 1969, p. 7 dell'estr., e L. MAZZUCCHETTI, "Goethe e il 'Cenacolo' di Leonardo", Milano 1939, p. 4), Cattaneo lavorò come disegnatore presso la Zecca di Milano dal 19 novembre 1801 al 20 dicembre 1803, quando gli venne affidata la responsabilità di custodire e incrementare il Gabinetto numismatico da poco costituito (e del quale fu nominato ufficialmente Conservatore il 2 giugno 1808), ma con il mantenuto impegno di realizzare disegni per nuove monete ogni volte che ne fosse stato richiesto.

Numero corda: 5

Contenuto:

Il naturalista le Vaillanti scrivendo ai suoi amici d'Europa dai confini della Cafreria (36) datò la sua lettera "dal g[ior]no in sui egli aveva colle proprie mani ucciso 4 Elefanti". Sul di lui esempio io avrei potuto oggi datare questa mia "da quello in cui ho acquistato per R[eal]e Gabinetto" il Diadumeniano in Oro del Gab[inett]o di S.te Genevieve (37), e pure in oro un Ostiliano, una Scantilla, un Claudio Gotico, una Magnia Urbica, un Costanzo III, un Delmazio, un Cesare restituito da Traiano, un Germanico, una Plotina, una Matilda, un Geta, due Commodi, un Pertinace, un Treboniano, un Costanzo Gallo, un Decenzio due Diocleziani, due Massimiani Erculei, un Galerio Massimiano, un Olibrio, ed infine im AKAPNANON simile all'unico finora del Museo Hunter (38): in argento poi un bellissimo Medaglione del più gran modulo di Siracusa portante il nome dei premj, una restituz[ion]e di Trajano della famiglia Orazia, un Procopio, senza contare per ultimo una 50: na d'altre Medaglie in Oro meno importanti, i cui rovesci mi mancavano nella mia serie, e per finirla qualche medaglioncino imp[erial]e d'arg[ent]o ecco i mie 4 Elefanti di quest'oggi[.] Mi sono presa la libertà di questo testo perché Ella possa agevolmente "noscere ad unque Leonem" e ricevere una più forte spinta all'effettuazione del graditissimo di lei progetto di una scorsa a Milano. Giacché Ella ha avuto la compiacenza di farmi una numerazione delle diverse opere dell'Ab[at]e Sestini le direi, che oltre di quelle staccate, e non formanti progressione di volumi, le quali di già possiedo, non mi trovo avere delle altre che sino al tomo V inclusive; cosicché mi sarebbe sommamente aggradevole se mi venisse fatto di completare i quattro mancanti, nei quali spero di trovare molte cose d'importanza. Quanto poi all'Opera di cui le ho fatto parola dietro il discorso tenutomi dal Sig.[no]r Ab[at]e Marsan debbo dirle, che non ho potuto avere da lui connotati sufficienti per poterle asserire positivamente se sia o non sia il tomo VIII di Sestini od altro.
A mezzo di questa lettera mi è giunta per parte dei fratello Soresi il bel regalo ch'Ella, contro mio merito mi ha graziosamente destinato dell'interessante dissertazione sopra la medaglia di Cicerone (39); senonché dispero di poterle contraccambiare nulla di degno, fra le mie fatiche, io che, per così dire, nuoto in un mare non mio (40), trovandomi trasportato dall'ignota, e potente forza della combinazione. Gliene attesto frattanto la più viva riconoscenza, e pregandola a valersi in qualunque incontro della debole mia servitù, le protesto i sentimenti della più distinta stima, e sicuro affetto.
P.S. La prego di perdonare il disordine occorsomi ché le nominai secondo l'ordine col quale mi venivano alla mano le cartoline.

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