Unità compresa in: Corrispondenza tra Gaetano Cattaneo ed Enrico Sanclemente

Gaetano Cattaneo ad Enrico Sanclemente ([1811 novembre 2])

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Segnatura definitiva: 42

Tipologia unità: Unità documentaria

Tipologia documentaria: Lettera

Supporto: Cartaceo

Descrizione estrinseca: Unità documentaria, copia di lettera

Data topica: [Milano]

Note: (159) L'architetto Luigi Voghera nacque a Cremona nel 1788 ed ebbe come maestro il valente architetto Faustino Rodi. Studiò poi a Milano e, con una pensione dell'I. R. Governo, a Roma, facendo infine ritorno a Cremona, dove insegnò architettura e disegno nel locale liceo. Fu membro della Commissione di Pubblico Ornato, socio corrispondente dell'Accademia di Brera e vincitore per tre volte della medaglia d'oro della medesima Accademia per disegni eseguiti sopra temi prefissati (un ponte trionfale, eseguito nel 1814; un palazzo pubblico isolato con due ingressi su due piazze e strade, del 1816; un mausoleo di architettura greca, collocato isolato in una vasta pianura, del 1817). Il Voghera progettò diversi edifici cremonesi, tra cui il pubblico macello a Santa Lucia, i due pergami nella Cattedrale, il casino Zaccaria per il caffè, la porta detta "del PO" di accesso alla città e la facciata della chiesa di Sant'Agata; a lui si deve anche il progetto per il teatro di Bozzolo. Morì il 4 agosto 1840 (G. GRASSELLI, "Abecedario biografico dei Pittori, Scultori ed Architetti cremonesi". Ristampa anastatica dell'edizione Milano 1827 con una Notizia Biografica e Note ed aggiunte manoscritte inedite dell'Autore a cura di E. Bricchi Piccioni e U. Teschi, Cremona 1984, pp. 262 - 263). (160) Nella lettera indirizzata a Cattaneo il 9 ottobre 1811, Sestini così si esprime al riguardo: "Ho piacere, che abbiate fatto l'acquisto di quella medaglia di Basibo II. e Romano con una Leggenda del tutto nuova, e che ancora non ho potuto rilevarne il senso. Tocca a voi a darcene in qualche giornale una delle vostre lettere dotte, e scientifiche. La medaglia del fondatore cizico, da voi acquistata, è inedita, e non trovo che sia da altri riportata" (SESTINI 1811 - 1831, n. 11). (161) Il celebre numismatico bernese Andrè Morell (o Andrea Morelli) (1646 - 1705), autore, fra l'altro, del noto "Specimen universae rei nummariae antiquae", Parigi 1683 (ristampato a Lipsia nel 1695, in due volumi, coi tipi di Thomas Fritsch).

Numero corda: 42

Contenuto:

Dal Sig=[no]r Voghera di costì (159) riceverà la somma di £ 134.8. di Milano, corrispondenti ai 19. Francesconi che ho riscosso dai Fra[te]lli Soresi per di lei conto, sopra l'assegno trasmessomi da Sestini. A risparmio di perciolo e per magg.[iorle sollecitudine ho creduto bene di servirmi di tal mezzo, mancandomi ora un'occasione opportuna.
Ho ricevuto la di lei grad=[itissi]ma lettera che mi fu recata dal R[everendissi]mo P=[adr]e Stella, in[illeggibile] colla ricevuta dell'ultima somma da me pagata p [er] di lei conto al Tesoro di £ 940.5 8 ed alla medaglietta che le ha mandato il Sig=[no]r Siauve. Confesso di non avere ancora potuto leggere le poche lettere del dritto di essa; ma la di lei fabbrica ed il fior di giglio con cui termina visibilmente lo scettro m'inducono a supporla p[er]ora della p[ri]ma Dinastia Gallica, presso la quale si vedono spesso ripetuti dei tipi simili a quelli delle monete del basso impero. Questa però non è che una mia p[ri]ma supposizione che cercherò di convalidare con qualche valevole prova, se mi verrà fatto di rinvenirla. A buon conto io non ho creduto di affidarla all'evento della posta, sembrandomi che il Proprietario ne faccia gran conto. Alla p[ri]ma occasione pertanto che mi si offrirà non mancherò di trasmettergliela, unendovi ancora una medaglia d'arg.[ent]o del Basso Impero che ho acquistata p[er] la singolarità della sua leggenda, la quale ha già fatto impazzare Sestini e me pure, e che, spero, troverà in lei il sospirato Edippo (160). Ho sentito parlare dell'opera recente del Sig=[no]r Siauve, ma non l'ho ancora veduta. Mi è sembrato però che essa abbia suscitato un vespajo fra i letterati di Verona e da alcune parole che ho udito sussurrare io credo che essi si preparino a rispondergli con qualche animosita. Solita gloria dei salmi letterari. Io ho veduta la medaglia della famiglia Durmia e l'ho trovata arci - legittima. Se gli antiquarj di Berlino avessero fatto mente agli altri tipi della stessa famiglia non avrebbero certamente fatte le meraviglie nello scorgere il tipo di Napoli sopra una medaglia Consolare. Ma vedo dove il male ha la radice. Quei signori si sono accomodati dell'insulsa spiegaz.[ionle data da Eckhel e da Morell (161) al tipo del Cignale trafitto, e del cervo divorato dal leone, da amendue attribuiti ai giuochi che M. Durmio potesse aver dati al Popolo, specialmente di Caccie, ma se li avessero confrontati con quelli di Arpi e di Velia, ed aggiungendovi ora quest'altro di Napoli, con quanta maggiore cagionevolezza, quantunque forse infruttuosamente, non avrebbero essi ricercato nei fasti di quella Famiglia quale relaz = [ion]e poteva essa avere avuto colla Magna Grecia, giacché ne andava rinnovando i tipi nelle proprie monete. E chi sa che un giorno invece dei 3 soli fin'ora conosciuti ad essa relativi non se ne rinvengano altri che vi si riferiscano? Ma io ho forse parlato con troppo poco rispetto di due luminari della scienza numismatica; e che, si ha egli forse a tacere allorchè si vede chi vuol sempre trovare la ragione sufficiente di tutto, anzicchè attestare in questa ed in quell'altra cosa la propria ignoranza? Ella sia pur certa che la Medaglia del Museo di Bologna è più che legittima e che tale pure è un'altra simile affatto acquistata l'anno scorso, me presente, dal Sig =[no]r Borghesi di Savignano.
Le unisco un'altra Bolletta di un nuovo pagamento di £: 943.72. fatto per di lei conto al Tesoro. Non ho voluto differire più oltre a spedirla, temendo che il ritardo non recasse pregiudizio agli interessi del di lei Sig = [no]r Cugino.
Mi conservi la di lei preziosa amicizia e mi creda &cc.

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