Nelle chiese della Bassa Valtellina e nel Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio

Dall’alto lago, imboccando la strada per la Valtellina, si raggiunge quasi subito Delebio e poi Regoledo di Cosio, località intensamente interessate dal fenomeno migratorio soprattutto verso Napoli. Da qui giunge la raffinatissima croce d’altare  della chiesa di San Carpoforo a Delebio “FATTA FARE DALLI BENEFATT.RI DI S. DOMENICA DI DELEBIO CHE DIMORANO / IN NAPOLI A. D. 1723”.

Fig. 20 Croce d’altare “FATTA FARE DALLI BENEFATT.RI DI S. DOMENICA DI DELEBIO CHE DIMORANO / IN NAPOLI A. D. 1723”. Delebio. San Carpoforo

Croce d’altare “FATTA FARE DALLI BENEFATT.RI DI S. DOMENICA DI DELEBIO CHE DIMORANO / IN NAPOLI A. D. 1723”. Delebio. San Carpoforo

E’ un bellissimo pezzo di oreficeria finemente sbalzato e cesellato con volute e racemi vegetali, recante sulla base la statuetta del santo martire Carpoforo.
Fece di Napoli uno dei suoi principali centri di attività il pittore umbro Ippolito Borghese, portavoce di una cultura controriformata, austera e rigorosa nella sua semplicità formale e compositiva. Di lui pervennero a Regoledo di Cosio, per il tramite degli emigranti, ben tre tele: nella parrocchiale di Sant’Ambrogio la Madonna del Rosario con vari santi (firmata e datata 1606)  e la Madonna del Suffragio con san Lorenzo e santa Caterina (fig. 22), mentre nell’oratorio del beato Domenico da Pisa la Morte del beato , tutte opere contraddistinte da un’atmosfera devozionale ben sintonizzata sulle esigenze di culto delle scolae degli emigrati.

Fig. 21 Ippolito Borghese, Madonna del Rosario con vari santi, 1606, Regoledo di Cosio, Sant’Ambrogio

Ippolito Borghese, Madonna del Rosario con vari santi, 1606, Regoledo di Cosio, Sant’Ambrogio

fig. 22 Ippolito Borghese, Madonna del Suffragio con san Lorenzo e santa Caterina, Regoledo di Cosio, Sant’Ambrogio

Ippolito Borghese, Madonna del Suffragio con san Lorenzo e santa Caterina, Regoledo di Cosio, Sant’Ambrogio

fig. 23 Ippolito Borghese, Morte del beato Domenico da Pisa. Regoledo di Cosio, nell’oratorio del beato Domenico da Pisa

Ippolito Borghese, Morte del beato Domenico da Pisa. Regoledo di Cosio, nell’oratorio del beato Domenico da Pisa

Oltrepassiamo di poco i confini della bassa Valtellina e giungiamo a Ponchiera, per la cui chiesa dedicata alla Santissima Trinità i benefattori emigrati a Napoli fecero realizzare un pregevole calice  oggi depositato presso il Museo di Sondrio.

Fig. 24 Calice recante la scritta “BENEFATO / RI DELI. PA / ESANI DI NA / POLI 1692”. Ponchiera Santissima Trinità

Calice recante la scritta “BENEFATO / RI DELI. PA / ESANI DI NA / POLI 1692”. Ponchiera Santissima Trinità

Il manufatto, che reca sull’orlo del piede la scritta “BENEFATO / RI DELI. PA / ESANI DI NA / POLI 1692”, è di grande originalità soprattutto per il nodo a forma di nicchia contenente la statuetta di un santo frate e per il sottocoppa dov’è sbalzata la rappresentazione della Trinità.

Una particolare concentrazione di rimesse pittoriche da Napoli si trova anche in Val Gerola e, più di tutto, nella chiesa di San Lorenzo a Sacco dove sono collocate ben undici tele provenienti da quella città. All’interno di questo consistente gruppo eccellono la pala del presbiterio raffigurante San Lorenzo e storie della sua vita (1628) e le tele con la Madonna del Carmine tanto venerata nella basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore a Napoli

Fig. 25 Pittore napoletano, San Lorenzo e storie della sua vita, 1628. Sacco, San Lorenzo

Pittore napoletano, San Lorenzo e storie della sua vita, 1628. Sacco, San Lorenzo

Fig. 26 Pittore napoletano, Madonna del Carmine con san Lorenzo e san Carlo Borromeo. Sacco, San Lorenzo Fig. 27 Pittore napoletano, Madonna del Carmine con san Francesco d’Assisi e san Bernardo da Chiaravalle Sacco, San Lorenzo

Pittore napoletano, Madonna del Carmine con san Lorenzo e san Carlo Borromeo. Sacco, San Lorenzo Fig. 27 Pittore napoletano, Madonna del Carmine con san Francesco d’Assisi e san Bernardo da Chiaravalle . Sacco, San Lorenzo

Concludiamo la nostra rassegna con una serie di candelieri eseguiti nel 1759 dall’orafo attivo a Napoli Gennaro Cuccaro. Furono donati all’oratorio di San Rocco di Laveggiolo (frazione di Gerola Alta) dagli abitanti di quel piccolo paese, anch’essi insediati a Napoli.

Fig. 28 Candeliere d’altare parte di un servizio realizzato nel 1759 dall’orafo attivo a Napoli Gennaro Cuccaro. Gerola, San Bartolomeo

Candeliere d’altare parte di un servizio realizzato nel 1759 dall’orafo attivo a Napoli Gennaro Cuccaro. Gerola, San Bartolomeo

Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2020 [cm]