Nelle chiese dell’Alto Lario

Figg. 1-2 Calice e pisside settecenteschi donati dagli emigranti di Stazzona a Palermo. Stazzona, Santi Giuliano e Giovanni Battista

Calice e pisside settecenteschi donati dagli emigranti di Stazzona a Palermo. Stazzona, Santi Giuliano e Giovanni Battista

Furono donati da una confraternita di stazzonesi emigrati a Palermo due eleganti vasi sacri conservati nella parrocchia dei Santi Giuliano e Giovanni Battista a Stazzona; lo si ricava l’iscrizione “SCHOLA PANO[R]MI” incisa sul piede sagomato del calice. Sono due eleganti suppellettili di tipico gusto rococò, contraddistinte da forme sinuose e da motivi decorativi a volute e a fogliame.

Fig. 3 Reliquiario di santa Rosalia del 1734 proveniente dalla bottega palermitana di Giacinto Carini. Germasino, Santi Donato e Clemente

Reliquiario di santa Rosalia del 1734 proveniente dalla bottega palermitana di Giacinto Carini. Germasino, Santi Donato e Clemente

Tra le oreficerie di cui è dotata la parrocchia dei Santi Donato e Clemente di Germasino troviamo un singolare reliquiario, ritenuto opera dell’argentiere attivo in Palermo Giacinto Carini. Il manufatto, che reca sul piede la scritta “1734 SCOLA DI PALERMO”, si compone di una fastosa cornice di foglie e fiori di gusto tipicamente mediterraneo contenente un piccolo busto raffigurante di santa Rosalia che, com’è noto, è la santa protettrice della città siciliana.

Fig. 4 dipinto seicentesco raffigurante l’Intercessione di santa Rosalia con la veduta del porto di Palermo. Brenzio, San Giovanni Battista

Dipinto seicentesco raffigurante l’Intercessione di santa Rosalia con la veduta del porto di Palermo. Brenzio, San Giovanni Battista

L’immagine di Santa Rosalia torna in una tela esposta nella chiesa di San Giovanni Battista a Brenzio. Si tratta di un dipinto di forte impatto visivo, dove fa da quinta scenografica una veduta di Palermo alquanto evocativa, malgrado le ingenuità prospettiche di chi l’ha dipinta. Alla base della tela, accanto ad una processione di fedeli resa con minuzia descrittiva, corre l’iscrizione “SCOLARI PANORMUS FECIT PER SUA DOVICIONE 16 (…)” utile a individuarne la commissione, ma purtroppo non l’anno in quanto la data risulta lacunosa.

Le chiese di Peglio sono particolarmente ricche di “rimesse” degli emigrati in Sicilia.

Fig. 5 Dipinto di Pietro Novelli raffigurante Santa Rosalia intercede per salvare Palermo dalla peste. Peglio, San Giacomo

Dipinto di Pietro Novelli raffigurante Santa Rosalia intercede per salvare Palermo dalla peste. Peglio, San Giacomo

In San Giacomo si conserva una pala raffigurante Santa Rosalia intercede per salvare Palermo dalla peste dipinta da Pietro Novelli, che fu uno dei protagonisti del panorama figurativo palermitano durante la prima metà del XVII secolo. È un’opera di notevole tenuta qualitativa, siglata da uno schema compositivo ben equilibrato, da una scioltezza di pennellata e da un vivace pittoricismo. Ancora santa Rosalia è effigiata in un busto-reliquiario conservato nella chiesa dei Santi Eusebio e Vittore a Peglio .

Fig. 6 Reliquiario a busto contenente un frammento osseo di santa Rosalia. Peglio, San Giacomo

Reliquiario a busto contenente un frammento osseo di santa Rosalia. Peglio, San Giacomo

Il manufatto contiene un frammento osseo della santa donato nel 1631 dagli abitanti di quel paese trasferitisi a Palermo. Del patrimonio di questa parrocchiale si distingue anche un notevole calice dalle tipiche forme tardo cinquecentesche. La sua provenienza dal capoluogo siciliano è comprovata dall’iscrizione “SCOLA PANORMI” presente sulla coppa, dove compare anche un’incisione raffigurante la Croce del Golgota.

fig. 7 Calice recante l’iscrizione “SCOLA PANORMI”. Peglio, Santi Eusebio e Vittore

Calice recante l’iscrizione “SCOLA PANORMI”. Peglio, Santi Eusebio e Vittore

Nel vicino comune di Dosso del Liro, tra le opere d’arte di proprietà della parrocchiale della Santissima Annunziata eccelle un calice del 1729 recante la consueta scritta attestante l’arrivo per il tramite degli emigrati a Palermo. È un lavoro di fine cesello, dove l’elemento decorativo ricorrente è una testa di angioletto alata.

Fig. 8 Calice del 1729 conservato nella parrocchiale della Santissima Annunziata di Dosso del Liro

Calice del 1729 conservato nella parrocchiale della Santissima Annunziata di Dosso del Liro

La chiesa di San Salvatore a Vercana non è meritevole solo per il suo ricco apparato decorativo di stucchi e pitture sei e settecentesche, ma anche per i numerosi doni pervenuti dagli emigranti nei centri del sud Italia. Vengono da Palermo due preziose corone destinate alla statua della Madonna del rosario che si venera in una cappella laterale.

Figg. 9, 10 Le due preziose corone della statua della Madonna del rosario. Vercana, San Salvatore

Le due preziose corone della statua della Madonna del rosario. Vercana, San Salvatore

Spostandoci verso la foce del torrente Mera, a Gera Lario, nella chiesa di Nostra Signora di Fatima si trovano due tele entrambe realizzate come ex voto al tempo della peste del 1630, una su commissione della comunità di Gera, l’altra degli emigranti del paese a Palermo. La presenza di santa Rosalia nei due dipinti testimonia lo stretto legame, in termini di devozione e di richiesta di protezione, tra chi è rimasto in patria e chi è partito.

Fig. 11 San Ludovico di Tolosa, santa Lucia e sant’Agata chiedono all’Immacolata di intercedere per i devoti presso Dio Padre, 1630. Gera Lario Nostra Signora di Fatima

San Ludovico di Tolosa, santa Lucia e sant’Agata chiedono all’Immacolata di intercedere per i devoti presso Dio Padre, 1630. Gera Lario Nostra Signora di Fatima

Nel primo dipinto la patrona palermitana è affiancata da san Carlo Borromeo, il santo dell’iconografia pestilenziale ambrosiana, mentre nel secondo è accompagnata da san Ludovico di Tolosa e da santa Lucia che chiedono all’Immacolata di intercedere per i devoti presso Dio Padre.

Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2020 [cm]