Monte Vecchio di Pietà

Brescia (BS)

Indirizzo: Piazza della Loggia, 5 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Brescia (BS)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: Sul lato meridionale della piazza, si concepisce un lungo edificio destinato ad ospitare al piano terreno le botteghe e al piano superiore alcuni locali per uffici pubblici. Si decide di ornarlo con epigrafi trovate nel 1480 e altri reperti archeologici, soprattutto frammenti di bassorilievi romani, declinati all'interno di una cornice architettonica classica. Il palazzo si compone di due corpi di fabbrica identici, dal prospetto molto semplice, scandito in tre registri collegati tra loro da una breve galleria a due navate e sormontato da una loggetta in stile veneziano

Epoca di costruzione: sec. XV

Autori: Grassi, Filippo, direzione lavori; Martinengo, Bernardino, direzione lavori; Bramante, Donato (?), progetto facciata

Descrizione

Non sappiamo con certezza se il nuovo progetto sia stato elaborato in piena autonomia dalla amministrazione di Brescia; o se, come sostiene Giulio Lupo (2002), fu invece una operazione squisitamente politica, condotta dal governo veneziano. Da sempre, infatti, Venezia tentava di accreditarsi come erede di Roma antica: "Venezia altera Roma", si diceva; e probabilmente da Venezia era arrivato anche il suggerimento di emanare il decreto del 1480 a proposito delle lapidi; decreto che, diversamente, è assai difficile da spiegare. Non è un caso, secondo Lupo, che nel 1480 fosse capitano a Brescia il patrizio veneziano Sebastiano Badoer, umanista colto e committente di Bramante al tempo in cui governava Bergamo.
Dell'architetto che disegnò il Lapidarium non conosciamo il nome: Filippo Grassi e Bernardino Martinengo, i soli che compaiano nei documenti, ebbero probabilmente l'unico compito di dirigere i lavori e di controllarne il livello d'esecuzione (Lupo, 2002). Il severo partito architettonico scelto per il Lapidarium, con la sua "misurata romanitas" (Lupo, 2002), richiedeva, infatti, una sofisticata cultura all'antica che certo né Grassi né Martinengo possedevano: per questo Lupo avanza l'ipotesi di un intervento di Bramante, sia pure limitato alla sola invenzione della facciata; e la scelta insolita di paraste di ordine gigante, derivate a evidenza dalla bramantesca incisione Prevedari, potrebbe confermarla. Non è impossibile che l'idea di chiamare Bramante sia stata di Sebastiano Badoer o, in ogni caso, del governo veneziano: sono rari, infatti, ma documentati, i contatti con Bramante della nobiltà veneziana. Di più, comunque, non si può dire, in assenza di documenti certi.
Conclusa la facciata, attorno al 1489 o poco prima, fu costruita la loggetta aerea, che doveva servire da raccordo tra il nuovo edificio e le Carceri: anche in questo caso dell'autore non sappiamo nulla, ma la mano è ben diversa dall'altra dell'architetto del Lapidarium, e ben diversa la cultura.
Barbieri recentemente (1995) ha proposto, almeno per il progetto dell'edificio, il nome di Tommaso Formenton, architetto vicentino che aveva lavorato a lungo nel cantiere del Palazzo della Ragione: e che, in quegli anni, era sicuramente a Brescia

Notizie storiche

Inizia nel 1433 la lunga storia di Piazza della Loggia, la "platea magna" di Brescia;nell'autunno del 1435 la piazza era pressoché compiuta, e già in fase avanzata la costruzione della Loggia, iniziata solo pochi mesi prima e destinata a ospitare le riunioni del governo cittadino. Poco dopo, nel 1437, riprese però la guerra tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano: di nuovo Brescia, città di confine, fu coinvolta nel conflitto, e i lavori per la piazza furono, ovviamente, interrotti. Nel 1454 il trattato di pace di Lodi riconobbe definitivamente alla Repubblica di Venezia il dominio su Brescia: e anche il cantiere della 'platea magna' riprese a funzionare con regolarità (Frati - Gianfranceschi - Robecchi, 1995).
I lavori si susseguono fitti per tutta la seconda metà del secolo: costruita la Loggetta, dove nel 1489 Vincenzo Foppa dipingerà a fresco la Giustizia di Traiano, sistemata la torre dell'orologio, selciata la piazza; ma due, soprattutto, sono gli interventi di grande valore simbolico: la costruzione del cosiddetto 'Lapidarium' o Monte Vecchio di Pietà, sul lato meridionale della piazza, e il nuovo palazzo della Loggia; entrambi con una inedita, fino ad allora, per Brescia, veste architettonica all'antica.
Già da tempo l'amministrazione rifletteva sulla necessità di sistemare il lato meridionale della piazza, dove erano collocate in grande disordine le botteghe: ma solo nel 1478 venne stilato il capitolato per la costruzione di un edificio destinato a ospitare al piano terreno le botteghe, appunto; e al piano superiore alcuni locali per uffici pubblici.
Il progetto per l'edificio delle botteghe fu modificato nel settembre 1484 quando l'amministrazione cittadina decise di accelerare i lavori, che procedevano a rilento: la facciata, ampliata fino a raggiungere l'edificio delle Carceri, fu disegnata con un linguaggio totalmente nuovo, d'impronta umanistica; e si decise di ornarla con le epigrafi trovate nel 1480 e altri reperti archeologici, soprattutto frammenti di bassorilievi romani.

Uso attuale: intero bene: uffici

Uso storico: intero bene: uffici

Condizione giuridica: proprietà mista pubblica/privata

Accessibilità: Su appuntamento:
telefono 03043458

Come arrivare:
Come Arrivare: In auto:
da Milano: Autostrada A4 uscita Brescia centro
da Venezia: Autostrada A4 uscita Brescia centro
da Mantova: Statale Goitese
da Parma: Statale Asolana
da Cremona: Autostrada A21 uscita Brescia est
Oppure:

In treno:
Linea ferroviaria Milano-Venezia
Linea ferroviaria Bergamo-Brescia
Linea ferroviaria Parma-Brescia
Linea ferroviaria Cremona-Brescia
Linea ferroviaria Edolo-Iseo-Brescia

Credits

Compilatore: Morandini, Lucia (2007)

Compilazione testi: Monaco, Tiziana

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: Trombini, Lara

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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