Chiesa di S. Pancrazio

Montichiari (BS)

Indirizzo: Viale Giacomo Matteotti (Fuori dal centro abitato, in posizione dominante) - Montichiari (BS)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: A questa chiesa solitaria sul colle di San Pancrazio affluivano, in tempi remoti, il clero ed i fedeli del circondario e del borgo sottostante. Si presenta ancora come una costruzione romanica, dalla struttura esterna lineare compatta. L'intero edificio è realizzato con conci ben squadrati di medolo caldo color topazio; la facciata denuncia la ripartizione interna in tre navate. Il tetto a capanna è sostenuto da capriate in legno. Tre absidi semicircolari, arricchite da elementi decorativi ad altorilievo tipici dell'area veronese, concludono l'edificio a oriente. L'aggiunta del campanile, nel 1693, non altera la purezza di linee dell'edificio sacro

Epoca di costruzione: sec. XII - sec. XVII

Descrizione

La basilica sorge sul versante occidentale dell'omonimo colle morenico elevato sulla piana di Montichiari, forte del monumentale impianto a tre navate absidate
(39 x 16 m).
Posta a sfondo di uno scenografico terrazzamento, la facciata si caratterizza per la planarità del paramento in medolo, punteggiato dalle buche pontaie e articolato da portale, bifora su colonnina e feritoia a croce sull'asse di mezzeria, e da due oculi svasati sotto gli spioventi laterali. Altrettanta semplicità e perizia informa i lati lunghi, ritmati dalle bifore strombate, già otto nel cleristorio e forse sette al colmo delle navatelle. Quattro erano i portali d'accesso alla chiesa: quello ovest, i due a sud lungo la terza e la quarta campata (aperto il primo, tamponato il secondo, con arco scolpito e già ad uso degli officianti), quello a nord al termine della terza campata, in corrispondenza della primitiva soglia del presbiterio. L'abside centrale è scandita da dieci lesene in undici specchiature coronate da doppio archetto su capitelli a intreccio e peducci scolpiti, ghiera laterizia a denti di sega e sottogronda modanato. Tre sono le monofore (le laterali di restauro), una ogni tre specchiature. Le absidi laterali, celate nel xvii secolo da testate rettilinee e ripristinate (con parziale ricostruzione) nel 1986, sono parimenti ritmate da archetti su lesene.
Per l'intero sviluppo della navata la quota di calpestio doveva coincidere con la soglia del portale ovest, per essere rialzata su vespaio da metà della prima campata durante il restauro 1964-1972. Ne è indizio la base ora infossata della terza colonna sud, che reimpiega una stele funeraria romana con i volti di due coniugi (Bellandi 2008). Lungo il fianco sud dell'edificio si sviluppa la corte seicentesca, in cui invano sono state cercate strutture medievali, in particolare di un eventuale battistero, dato che in chiesa non vi è traccia del fonte.

Notizie storiche

È presumibile che il privilegio del vescovo di Brescia Arimanno
(1087-1112 ca.), riferendosi alla pieve, intendesse la matrice di S. Maria, già sulle pendici nord del colle. La prima attestazione di S. Pancrazio quale pieve risale al privilegio del vescovo Raimondo, datato 1172. Il cantiere fu avviato su roccia vergine (scavi 1986-1989), verosimilmente per impulso del successore di Arimanno, Villano (1116-1132), nel contesto della strategia volta ad imporre le prerogative vescovili sul territorio diocesano; nello specifico, a danno dei conti Longhi, il cui castello con cappella sul versante nord fu rovinato nel 1167 e ricostruito all'inizio del XX secolo.
La torre campanaria data 1693 e sostituì un campanile a vela già sullo spiovente absidale nord (imposta eliminata dal restauro), forse a ripiego di una torre romanica il cui crollo spiegherebbe la sutura laterizia dell'ultima campata nord (Bellandi 2008, ma servirebbe un sondaggio archeologico), in opera prima del 1388 per via di un dipinto interno così datato.
L'aula a tre navate è scandita da setti finestrati su pilastri cruciformi alternati a colonne con capitelli corinzi. Gli archi trasversali impostati sulle lesene risalgono al xvii secolo. Il primitivo tetto a capriate, di cui sono visibili gli alloggiamenti tamponati delle 14 travi, già celate da un soffitto suggerito dalle riseghe della controfacciata e dell'arcone absidale, era già stato rialzato prima del 1388 mediante mensole lapidee (ne restano due a ridosso della controfacciata). Forse nel tardo XVI secolo, le colonne della quarta campata furono sostituite da pilastri poiché fessurate; almeno così le descrive nel 1531 Pandolfo Nassino, vicario della quadra di Montichiari, che però attesta dieci colonne. Le due mancanti erano forse parte dell'iconostasi, a protezione del presbiterio già esteso a tutta la quarta campata (lo mostrano le riseghe dei pilastri) e sopraelevato di tre gradini.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Accessibilità: visitabile solo nel periodo estivo

Credits

Compilatore: Ribaudo, Robert (2013)

Compilazione testi: Scirea, Fabio

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto; Piva Paolo

Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book; Morandini, Lucia

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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