Villa La Rovella - complesso

Carate Brianza (MB)

Indirizzo: Via Cavour, 69 (Fuori dal centro abitato, isolato) - Agliate, Carate Brianza (MB)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: villa

Configurazione strutturale: Edificio costituito da muratura continua, con ambienti voltati e ambienti con solaio a travatura lignea.

Epoca di costruzione: 1824 - 1828

Autori: Moraglia, Giacomo, progetto

Comprende

Descrizione

Lungo l'itinerario che porta da Agliate a Briosco, la strada risale lungo la vallata fluviale del Lambro e, nel punto in cui si approssima al crinale di Costa Lambro, un rilevato pianeggiante ospita Villa La Rovella, una delle dimore più significative del patrimonio architettonico di Carate Brianza.
Semplice nell'impianto, la villa costituisce un esempio significativo della cultura architettonica della stagione neoclassica lombarda, in particolare riferita a quella seconda generazione che ha in Giacomo Moraglia uno dei principali epigoni. In questo senso, Villa La Rovella rappresenta un modello di spazio organizzato in rapporto al contesto nel quale l'edificio principale e il parco circostante godono di propria autonomia, non essendo dipendenti da preordinati vincoli di progetto. Così come la collocazione della villa non determina a priori l'organizzazione dello spazio del parco, così la sistemazione all'inglese di questo non fa esplicito riferimento all'edificio, ma offre diversi e molteplici punti di osservazione.
Lo schema adottato dal Moraglia supera il modello canonico ad ali giustapposto ad un corpo centrale che tanta diffusione ha avuto durante la stagione delle dimore nobiliari, proponendo il tipo semplificato di un volume quasi isolato, raccordato ad est con i fabbricati rustici preesistenti sul limite della proprietà.
L'edificio ha pianta rettangolare e si eleva su tre piani con prospetti identicamente composti, pur nella gerarchia che colloca a sud la facciata principale, verso quella che in origine era la parte più significativa del parco. I due prospetti maggiori sono caratterizzati da una lieve sporgenza centrale composta in due ordini. Quello inferiore, che si allunga anche al prospetto minore, ad ovest, trattato a leggero bugnato nel quale sono allineate le aperture incorniciate, con leggero sporto sopra le porte d'ingresso e soprastanti sfondatini a lunetta e anche quadrati sul lato ad ovest. Quello superiore definito da quattro lesene con capitello ionico, concluso superiormente da un timpano triangolare.
Al livello più alto, dove le finestre sono più piccole e presentano ginocchia, una fascia in lieve aggetto e un cornicione dentellato sottogronda raccordano i prospetti, compreso quello ad est, soprastante i bassi fabbricati di servizio.
All'interno non mancano le occasioni per riconoscere lo spirito dei committenti, assecondato dal progettista nell'insieme armonioso delle sale principali, voltate e affrescate e arricchite da cornici e stucchi decorativi in un composto equilibrio che ancora rimane nonostante sia andata perduta la maggior parte degli originali dipinti. Una lapide murata all'avvio della scala principale reca la memoria della posa della prima pietra, il 18 maggio 1824, per la costruzione della casa "sacra alla pace coniugale". Memoria rievocata anche nelle lapidi e nei busti dei committenti presenti nel neoclassico oratorio, innalzato a fianco dell'ingresso principale al limite est della proprietà, in continuità con i fabbricati di servizio e con la facciata rivolta alla strada dalla quale è separato da tigli a filare.

Notizie storiche

Feudatari di Agliate e capitani della pieve, la nobile famiglia Confalonieri attraversa la vicenda storica del territorio milanese sin dal IX secolo. Dal privilegio di portare il gonfalone alla testa del corteo in occasione del solenne ingresso in Milano dell'arcivescovo deriva il nome della casata. Ad Ansperto Confalonieri, arcivescovo di Milano morto nell'881, è attribuita la fondazione della chiesa di San Pietro di Agliate.
Dai capostipite milanesi la famiglia si diramò per generazioni verso i territori della Brianza, insediandosi principalmente a Carate e ad Agliate, dove mantenevano rapporti di parentela o di vassallaggio.
Poco oltre la celebre basilica con annesso battistero, i discendenti Giuseppe Confalonieri e la coniuge Luigia Verri, figlia di Pietro, vollero edificare la propria dimora, su un pianalto rilevato sulla valle del Lambro. L'incarico di progettare l'edificio fu affidato a Giacomo Moraglia (1791-1860), architetto tra i maggiori esponenti del cosiddetto secondo periodo del neoclassicismo lombardo, allievo di Carlo Amati e di Giocondo Albertolli all'Accademia di Brera.
La dimora fu costruita tra il 1824 e il 1828, coinvolgendo nel progetto anche alcuni edifici rurali preesistenti ai quali fu addossata la villa vera e propria, ad ovest, e completando l'insieme con l'erezione del piccolo oratorio titolato a San Giuseppe, ad est, attestato agli edifici più antichi e fronteggiante la strada.
A perpetua memoria della nuova costruzione fu posta una lapide marmorea nella muratura all'avvio della scala principale. L'iscrizione ricorda con parole significative che "Questa casa è sacra alla pace conjugale. Il nobile D. Giuseppe Confalonieri la eresse. Ne pose la prima pietra la moglie D. Luigia Verri nel giorno XVIII del maggio MDCCCXXIV".
La villa e il compendio del vasto parco passò per via ereditaria ai conti Albertoni di Macherio che la detennero sino agli anni Trenta del secolo scorso. Fu quindi acquistata dall'ordine religioso della Congregazione delle Suore Infermiere di San Carlo che la utilizzarono come Casa Madre per le suore. La proprietà fu mantenuta sostanzialmente integra nell'originaria configurazione sino agli anni Sessanta, quando venne costruito l'alto edificio curvilineo destinato a casa di riposo per le suore infermiere, purtroppo sacrificando la porzione più significativa del parco dov'erano a dimora alberi divenuti secolari.

Uso attuale: intero bene: abitazione/ servizi; intero bene: abitazione

Uso storico: intero bene: abitazione; intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Accessibilità: In treno: La stazione ferroviaria di Carate è la Carate-Calò della ferrovia Monza - Molteno. Lo scalo è situato in via della stazione, a pochi minuti sia dal centro di Carate Brianza che da quello di Calò, frazione di Besana Brianza.

In autobus: linea Brianza Trasporti: Z221 Sesto S.G. (M1-FS)-Monza-Carate B.-Giussano-Mariano C. (FNM)
Z231 Carate B.-Giussano-Seregno-Desio
Z232 Desio-Seregno-Carate B.-Renate/Besana B (FS)
Z233 Triuggio-Albiate-Seregno FS

Per orari e mappe dei percorsi consultare il sito www.brianzatrasporti.it

Riferimenti bibliografici

Bagatti Valsecchi P.F./ Cito Filomarino A.M./ Süss F., Ville della Brianza. Lombardia 6, Milano 1978

Beni architettonici ed ambientali della provincia di Milano, Milano 1985

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Bonini, Michele (1995)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Zanzottera, Ferdinando

Fotografie: Bresil, Roberto; Garnerone, Daniele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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