Palazzo Manriquez, Omodei

Cusano Milanino (MI)

Indirizzo: Via Omodei, 2 (Nel centro edificato storico perimetrato al 1993) - Cusano Milanino, Cusano Milanino (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: E' disposto secondo una tipologia ad U, a cui va aggiunta nella zona occidentale un grosso corpo di fabbrica, con ingresso e porticato a cinque arcate a tutto sesto verso la corte interna, entrambi con volte affrescate in epoca tardo cinquecentesca e nei primi decenni del Seicento , e si dispone in forme massicce e severe per tre piani mantenendo uniformità di altezza tra corpo principale e ali laterali. Le ali laterali sono poco sporgenti e delimitano una corte porticata nella sua parte centrale con un portico a 5 fornici. L'edificio è a corpo doppio con muratura portante in mattoni pieni. coperto da tetto a falde di tegole in cotto. L'edificio presenta fronte su strada piuttosto severo e compatto, interrotto dal portale di ingresso a bugnato, originariamente centrale e affiancato da due portoni laterali in corrispondenza della testa delle ali minori rivolte verso la corte interna, di cui uno solo esistente e tamponato.

Epoca di costruzione: metà sec. XVII - prima metà sec. XVIII

Autori: Ghisolfi, Giovanni, decorazione; Busca, Antonio, decorazione; Danedi, Giuseppe detto il Montalto, decorazione

Descrizione

E' disposto secondo una tipologia ad U, con ingresso e porticato a cinque arcate a tutto sesto verso la corte interna, entrambi con volte affrescate in epoca tardo cinquecentesca e nei primi decenni del Seicento. Si dispone in forme massicce e severe per tre piani mantenendo uniformità di altezza tra corpo principale e ali laterali. Gli affreschi sono riferiti a Giovanni Ghisolfi, Antonio Busca e Giuseppe Doneda il Montalto. L'edificio presenta fronte su strada piuttosto severo e compatto, interrotto dal portale di ingresso a bugnato, originariamente centrale e affiancato da due portoni laterali in corrispondenza della testa delle ali minori rivolte verso la corte interna, di cui uno solo esistente e tamponato.
Giardino
La mappa catastale del 1721 riporta dettagliatamente la configurazione del giardino di Palazzo Omodei, con un vasto emiciclo che faceva da fondale alla corte interna, e con l'ampio parco che si sviluppava a fianco. Il nucleo principale del giardino era costituito da un'area suddivisa da due vialetti ortogonali che dividevano il giardino in quattro aiuole decorate a parterre con arabeschi. Al centro era collocata una fontana da cui si alzava un alto zampillo d'acqua. Di fronte ai fabbricati di servizio che affiancavano la villa era posto uno spazio solcato da un vialetto centrale e da cinque ortogonali e da una area a frutteto. Attualmente il giardino è stato notevolmente ridotto e limitato ad una porzione di terreno antistante la corte interna.
Ne "La Villa" di Bartolomeo Taegio, pubblicata nel 1559 a Milano, viene menzionato un giardino in una villa di Cusano di proprietà di Paolo Cusano. Data la mancanza di fonti documentarie certe che ci permettano di stabilire la proprietà del preesistente edificio cinquecentesco sul quale si strutturerà nel Seicento Palazzo Omodei, oltre a quella probabile dei Menriquez, non è possibile riferire con sicurezza la descrizione del Taegio al palazzo in questione, ma il passo rimane comunque di notevole interesse:
"Et che diremo del Magnifico e liberale S. Gio Paolo Cusano col suo famoso, segnalato, et felicissimo giardino, c'ha nella splandida e floridissima villa di Cusano, dove tutta la nobiltà d'Italia concorre a vedere le meraviglie dell'amenissimo loco, quivi l'ordine meraviglioso, la eleganza et novità dei fiori, le zifere, et groppi fatti di minutissime erbette, la bella disposizione delle piante forestiere tutte poste con una parità, ordine, misura et dirittezza incredibile; i pretiosi semplici, ch'ivi si veggono sì verdi et lieti d'ogni tempo, che quasi dir si potrebbe ch'ivi entro fosse La Scizia, l'Etiopia, I Gadi, e gl'Indi.
Le piacevoli verdure intessute di busso, l'artificioso monticello dove si veggono tanti pastori, luoghi d'eremiti, grotte, satiri, fauni, driadi e acque chiarissime, che da tutti i lati surgendo pongono alli spettatori non manco meraviglia e piacere, che già si facesse a Lisandro lacedemonio lo mirabile e celebratissimo giardino di Ciro re de'Persi." (B. Taegio, La Villa, 1559).

Notizie storiche

Secondo Ansaloni la costruzione può risalire a poco dopo il 1000, secondo Langé viceversa è databile non prima del 1400.
Comunque sia, si ipotizza che la costruzione dell'edificio attuale si sovrapponga ad una preesistenza, viste anche le differenti caratteristiche morfologiche di alcune sue parti. Anche alcune caratteristiche geometriche inducono a supporre che la fabbrica insista su un edificio preesistente.
Per il palazzo nel suo assetto attuale, posto in prossimità del corso del fiume Seveso, viene concordemente accettata la datazione alla prima metà del XVII secolo. E' infatti,tesrtimoniata una ristrutturazione, intercorsa in epoca barocca, quando il feudo di Cusano, fino ad allora di proprietà dei marchesi Manriquez, fu acquistato dal marchese Carlo Omodei, governatore di Milano.

All'epoca rinascimentale o più probabilmente al pre barocco lombardo si possono attribuire gli affreschi sul soffitto del porticato e sulla volta dell'ingresso.
Altri affreschi sono databili al 1643, per la prima fase della cappella, 1654-1655 per il piano nobile e 1678 per la seconda fase della cappella
Nel 1675 la famiglia Omodei, nella persona del marchese Carlo, acquistò il feudo di Cusano dai marchesi Manriquez. E' noto che il palazzo fu luogo
di villeggiatura dell'Omodei, governatore di Milano nel periodo della dominazione spagnola.
A queato periodo si ascrivono le sue vestigia cioè alla ristrutturazione intercorsa in epoca barocca, nella prima metà del Seicento, quando il feudo
di Cusano, fino ad allora di proprietà dei marchesi Manriquez, fu acquistato dal marchese Carlo Omodei, per conto degli spagnoli.
Nel 1717, essendo il marchese Omodei contumace, il feudo, con Diploma dell' imperatore Carlo VI, passa al conte reggente Giambattista Modignani, con facoltà di disporne liberamente. Questi ne entra in possesso nel 1720.
Nel 1727 Modignani nomina suo successore il conte Orazio Melzi, ma l'Omodei ne aveva già disposto per testamento il passaggio di proprietà a Pio di Savoia, che lo detiene per un certo periodo, almeno fino al 1737.
Nel 1801 è la famiglia Valcarzel che entra in possesso dell'edificio, rimanendone proprietaria fino al 1816
Del 1857 è l'atto catastale che testimonia l'avvenuto passaggio di proprietà a Giuseppe Zucchi, già sindaco di Cusano. In questo periodo il palazzo diviene oggetto di numerose manomissioni che ne modificano anche l'originria destinazione.
Tra il 1879 e il 1901, il palazzo viene utilizzato come succursale del manicomio provinciale di Mombello. In questo periodo molti dipinti vengono deturpati. Successivamente viene usato per abitazioni popolari e officine
L'ultimo capitolo delle travagliate vicende dell'edificio risale al 1969, quando l'amministrazione comunale di Cusano acquista il palazzo dalla famiglia Carones. E' in corso di approvazione un progetto di ristrutturazione e rifunzionalizzazione.

Uso attuale: intero bene: non utilizzato

Uso storico: intero edificio: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Riferimenti bibliografici

Ansaloni V., Cenni storici di Cusano Milanino dalle epoche più remote e cronaca recente al 1932, Cusano Milanino 1934

Binaghi Olivari M.T./ Süss F./ Bagatti Valsecchi P.F., Le ville del territorio milanese, Milano 1989, v. II p. 129

Langé S., Ville della provincia di Milano. Lombardia 4, Milano 1972, pp. 357-358

Ingegnoli V./ Langè S./ Süss F., Le ville storiche nel territorio di Monza, Cinisello Balsamo 1987, p. 63

Palazzo Omodei a Cusano Milanino, Cinisello Balsamo 1994

Spiriti A., Atlante tematico del barocco in Italia Settentrionale, le residenze della nobilta e dei ceti emergenti, il sistema dei palazzi e delle ville / Marcello Fagiolo, La "República de las parentelas", la genesi del classicismo lombardo e l'applicazione dello schema reggia nel secondo Seicento, Cesano Maderno 2004

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Giambruno, Mariacristina (1993)

Compilazione testi: Magnani, Ada; Marelli, Paolo; Ribaudo, Robert

Responsabile scientifico testi: Centro Studi Pim; Minervini Enzo

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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