Le immagini della deportazione: una risorsa per scrivere la storia

Il fondo fotografico Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati) e il suo valore oggi

Il Fondo fotografico Aned è stato donato alla Fondazione Memoria della Deportazione dall’Associazione Nazionale Ex Deportati nel 1999 (all’atto della nascita della Fondazione medesima) ed è stato integrato negli anni immediatamente successivi. Il fondo conserva tutto il patrimonio fotografico raccolto e prodotto dall’Aned nel corso degli anni, dall’immediato Dopoguerra ai primi anni 2000, in particolare si tratta di fotografie che documentano l’attività istituzionale dell’ente e di fotografie che documentano la storia della deportazione e il suo contesto politico e sociale.

1. (link alla scheda) Oppositori comunisti arrestati dal Sturmabteilung SA (reparto di assalto) e ammanettati al muro con mani in alto. 2. (link alla scheda) La Notte dei cristalli: arresto di massa di ebrei scortati dalla Wehrmacht.  3. (link alla scheda) Prigionieri deportati verso i campi di concentramento in un vagone di un treno piombato e con filo spinato alle finestre.

Il ruolo dell’Aned è stato centrale nella costruzione della memoria della deportazione dall’Italia (per la storia del soggetto produttore del Fondo Aned si rimanda all’inventario disponibile sul sito della Fondazione).

Hanno collaborato con l’Aned, sia in ruoli istituzionali nell’ente, sia come collaboratori esterni, alcune importanti figure di intellettuali del Novecento come Piero Caleffi, Albe Steiner, Primo Levi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Gianfranco Maris, e molti altri che vissero in prima persona l’orrore dei campi e lo testimoniarono, per conservare, diffondere e far conoscere una memoria non solo consapevole di sé stessa, ma anche capace di elaborare forme nuove di comunicazione, anticipatrici di una sensibilità che negli anni sarebbe diventata collettiva.

Il patrimonio fotografico raccolto, conservato e ordinato, è una traccia dalla quale partire, per farlo diventare veicolo di trasmissione di nuovi contenuti. Da un lato consente di restituire l’iconografia storica dei campi, dall’altro, conservando il suo statuto di fonte d’archivio, è stimolo a nuove forme di conoscenza, in accordo con gli scopi principali che la Fondazione Memoria della Deportazione persegue in più di vent’anni di attività.

1. (link alla scheda) Campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Cartello davanti al reticolato con filo spinato e corrente elettrica ad alta tensione.  2.  (link alla scheda)  Scritta "Arbeit macht frei" (il lavoro rende liberi)  3. (link alla scheda) Campo di concentramento di Buchenwald.  Interno di una baracca con i deportati sui "letti" dopo la  liberazione  4. (link alla scheda ) Prigionieri scheletriti sopravvissuti in un campo di concentramento.  5. (link alla scheda) Prigioniero sopravvissuto nel campo di concentramento di Buchenwald. 6.  (link alla scheda ) Due donne internate nel campo di concentramento di Bergen Belsen ritratte all'arrivo degli alleati.

1. (link alla scheda) Campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. 2. (link alla scheda)  Campo di concentramento di Theresienstadt (Terezin in ceco). 3. (link alla scheda) Campo di concentramento di Buchenwald. Interno di una baracca dopo la  liberazione.  4. 5. 6. Prigionieri sopravvissuti in campi di concentramento fotografati dopo la liberazione. (link scheda 4, link scheda 5, link scheda 6)

Archivio fotografico Aned

Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2020 [cm]