Il puro folle

Wildt, Adolfo

Il puro folle

Descrizione

Identificazione: Parsifal

Autore: Wildt, Adolfo (1868/ 1931), esecutore

Cronologia: ca. 1930

Tipologia: scultura

Materia e tecnica: bronzo/ fusione

Misure: 90 cm x 66 cm x 153 cm (intero)

Notizie storico-critiche: L'origine del progetto di Il puro folle, opera alla quale Wildt si dedicò ossessivamente negli ultimi anni della sua vita quasi fosse una sorta di testamento spirituale, deriva da una commissione del banchiere Leo Goldschmied. Questi aveva infatti richiesto allo scultore un'enorme statua in bronzo per adornare una fontana della sua villa di Bellagio. La versione definitiva non venne mai realizzata, ma Wildt inviò alla I Quadriennale Romana del 1931 un gesso preparatorio di sei metri d'altezza, che scatenò moltissimi commenti e polemiche. Protagonista dell'opera, ispirata alle saghe dei Cavalieri della Tavola Rotonda, era Parsifal, l'eroe puro, l'efebico fanciullo postosi alla mistica ricerca del Santo Graal. Tale tematica, riletta in quella chiave wagneriana con la quale lo scultore si era già cimentato per le opere del giardino di villa Messtorff a Pallanza (Mola 1988), era dunque affrontata da Wildt secondo una vena poetica assai vicina a un simbolismo di stampo nordico (e così lontana dall'"italianità", che Mussolini si rifiutò di entrare nella sala della Quadriennale dove l'opera era esposta). L'asessuato Parsifal è colto in un'espressione di dolore, mentre è intento a lottare contro il male, rappresentato dal serpente schiacciato sotto il calice che raccolse il sangue di Cristo. Le riprese di motivi iconografici dello stesso Wildt - o di maestri del passato come Michelangelo: la capigliatura di Parsifal riprende quella delle Sibille - sono numerose in quest'opera, che avrebbe offerto spunti d'ispirazione anche a scultori di successive generazioni, come l'allievo Melotti. Il bronzo della collezione di Claudia Gian Ferrari è una delle due versioni a grandezza naturale realizzate come modelli, secondo il contratto con Goldschmied. Dell'opera restano
inoltre due bozzetti di minori dimensioni, che presentano alcune varianti, e la testa del monumentale gesso, andato distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sul bordo del piedistallo è incisa la scritta "PER LEO GOLDSCHMIED FECE ADOLFO WILDT A.D. MCMXXX - IUSTITIA ET ARMI".

Collocazione

Milano (MI), Museo Villa Necchi Campiglio

Credits

Compilatore: Cresseri, Marco (2009)

Funzionario responsabile: Dina Borromeo, Lucia; Maderna, Valentina

Ultima modifica scheda: 04/01/2018

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