Basilica di S. Lorenzo Maggiore - complesso

Milano (MI)

Indirizzo: Corso di Porta Ticinese - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: A lungo cronisti e studiosi (Benzone nel XIII sec, Galvano Fiamma nel XIV sec., Romussi e Savio nel XX) la credettero sorta da un precedente tempio romano voluto da Massimiano e dedicato a Ercole. Rappresenta il più grande edificio sacro dopo il Duomo, oltre che la più grande costruzione cristiana a pianta centrale dell'Occidente. E' l'espressione di una nuova concezione spaziale in occidente, di marca orientale, ma con rimandi locali attribuibili al mausoleo ottagonale di Massimiano, presso S. Vittore: è un'aula quadrata dove in ogni lato (di 24 m.), si apre un'esedra forata da pilastri o colonne, mentre sugli angoli si innalzano quattro torri quadrate, in origine alte più di 30 m. (l'unica originale ancora in piedi è quella di N-E e rappresenta il più alto monumento romano in città), collegate fra loro tramite un deambulatorio interno al piano superiore, e in comunicazione attraverso un giro di logge che si aprono sull'ambiente centrale. Al centro, la grande cupola

Epoca di costruzione: fine sec. IV - fine sec. XVI

Autori: Ambrogio, committenza e variazione d'uso; Bassi, Martino, sopraelevazione copertura; Nava, Cesare, rifacimento facciata; Trezzi, Aurelio, costruzione canoniche; Richini, Francesco Maria, costruzione canoniche

Comprende

Descrizione

Il complesso, collocato su una leggera collina artificiale preceduta dalle Colonne di S. Lorenzo, è l'espressione di una nuova concezione spaziale in occidente, di marca orientale, ma con rimandi locali attribuibili al mausoleo di Massimiano, presso S. Vittore.
La Basilica si sviluppa attorno a un'aula a pianta centrale dove in ogni lato, si apre un'esedra coperte da calotta sferica, che al piano terra dà sul deambulatorio retrostante, al piano superiore sui matronei. Le esedre sono uguali a due a due: quelle sull'asse d'ingresso, definite da colonne, hanno il portico architravato e galleria ad archi; quelle sull'asse trasversale hanno portico ad archi su pilastri ottagonali, galleria ad archi su pilastri quadrangolari, con lesene accostate.
Al centro si imposta la grande cupola, con ai lati quattro torri campanarie.
Alle absidi si collegano tre edifici ottagonali. A est S. Ippolito, a croce equilatera con colonnine incassate reggenti le volte a botte agli spigoli del quadrato centrale. A sud, S. Aquilino (o "cappella della Regina" in onore di Galla Placidia che tanta parte ebbe nella volontà di portare a termine i lavori) è reso dinamico da una serie di nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari e da un secondo ordine illuminato da otto finestre. A nord, il più modesto S. Sisto, con volta decorata da un affresco settecentesco.
Nella basilica, non ancora chiarito se mausoleo o battistero, si può ammirare ciò che rimane di mosaici parietali del IV sec. rappresentanti un doppio ordine di figure di santi, scene più tarde della Bibbia, il Cristo docente, fra gli apostoli in tunica bianca.
L'attuale facciata viene concepita nel 1894 da Cesare Nava che disegna il pronao d'ingresso alla Basilica vera e propria con tre arcate su pilastri, sull'impianto dell'antico nartece.
Le Colonne sono ciò che rimane di un atrio quadrilatero porticato. Hanno al centro un intercolumnio più grande, sormontato da un arco di mattoni, a sottolineare l'arco d'ingresso.

Notizie storiche

L'origine del complesso va fatta risalire con tutta probabilità allo scontro che contrappose nella Pasqua del 385 il vescovo Ambrogio e la corte imperiale, di simpatie ariane, che da quel momento volle riservarsi un edificio in via esclusiva per le proprie celebrazioni. Sorse fuori le mura di Massimiano, lungo la via per Pavia (Ticinum), non lontano dal vasto quartiere del palazzo imperiale. Per colmare la vasta depressione del terreno scelto per l'edificazione vennero impiegati (come si scoprì negli scavi del 1913) i blocchi ricavati dallo smontaggio parziale dell'anfiteatro.
La partenza della corte per Ravenna nel 402 rallentò la costruzione, che, come nella cappella di S. Aquilino, presenta tracce evidenti di interruzione.
La basilica, a pianta centrale e cupola circolare, era preceduta da un quadriportico a cui si accedeva attraverso un colonnato, che a sua volta dava accesso a tre portali che conducevano al corpo principale.
Tra il 489 e il 511 fu edificato sul lato nord la cappella dedicata a S Sisto.
La basilica subì due ricostruzioni radicali, recuperando le strutture precedenti e reinterpretando l'impianto originario, in seguito agli incendi della seconda metà dell'XI sec., al crollo parziale del 1103 e forse al terremoto del 1117. Si resero necessari vari interventi di riparazione alle torri scalari e soprattutto alla copertura dell'invaso centrale, forse non integralmente ricostruita, ma cinta da un tiburio con loggiato esterno. In questo periodo, sopra la cupola venne aggiunto un tiburio, sorretto da archi rampanti appoggiati alle torri. Nel XV sec., nell'aula absidata di sud-est, venne creata la cappella Cittadini.
Nel 1573 la cupola, crollata improvvisamente, fu ricostruita a pianta ottagonale e non più circolare, completata nel 1619 da un'alta lanterna.
Nel 1894 venne completato il pronao antistante la chiesa, composto da tre arcate ioniche in cemento simil-pietra.
Nel 1934 le case, che erano sorte nella corte, vennero abbattute e la corte fu aperta a formare una piazza pubblica, delimitata dal colonnato.

Uso attuale: intero bene: parrocchia

Uso storico: intero bene: basilica

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Credits

Compilazione: Ribaudo, Robert (2011)

Aggiornamento: Bianchini, Fabio (2015)

Descrizione e notizie storiche: Bianchini, Fabio

Fotografie: Barbalini, Fabio; photo BAMS Rodella/ Jaca Book

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

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