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Palazzo dell'Arte

Milano (MI)

Palazzo dell'Arte

   

Indirizzo: Viale Emilio Alemagna, 6 (Nel centro abitato, isolato) - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: Edificio con struttura portante in cemento armato su fondazioni continue e murature di chiusura e partizione interna in laterizio forato, con copertura parte a terrazza, parte a shed.

Epoca di costruzione: 1931 - 1933

Autore: Muzio, Giovanni, progetto

Descrizione

Il Palazzo dell'Arte, insediato all'interno del Parco Sempione, si aggiunge ai caposaldi monumentali del Castello Sforzesco, dell'Arco della Pace e dell'Arena. Localizzato lungo il bordo sinuoso del parco che confina con lo scalo ferroviario delle linee Nord Milano, il palazzo si affaccia su viale Alemagna, lungo una direttrice che mette in collegamento il centro città con la viabilità diretta a nord-ovest, mentre la facciata opposta è rivolta direttamente al parco.
L'edificio ha impianto rettangolare con due corpi emergenti sull'asse centrale, corrispondenti all'ingresso su viale Alemagna e sul vasto porticato affacciato al parco, ed è caratterizzato dall'ampia curva che, definendo il lato corto esposto a sud-est, abbraccia il teatro e la galleria all'interno. La posizione consente scorci visuali di particolare bellezza, motivata tanto dall'architettura, caratterizzata dal rivestimento in rosse mattonelle accostata al granito rosa di Baveno, quanto dagli elementi portanti del parco, con i suoi viali, le alberature e i verdi prati. Ne deriva un complesso unitario dove gli elementi si compenetrano e compensano a vicenda, arricchendosi reciprocamente di spunti e di vitalità.
Costruito in cinque lotti resi indipendenti dalla fondazione alla copertura mediante giunti di dilatazione, si eleva su tre piani, con notevoli altezze interne che garantiscono un'ampia flessibilità agli allestimenti di volta in volta organizzati a supporto delle mostre, dei congressi e delle rappresentazioni.
L'ingresso, protetto da un porticato, si apre al centro della facciata principale che presenta soluzioni architettoniche alquanto misurate se rapportate a quanto appare invece sul lato opposto, direttamente affacciato al parco; qui il monumentale porticato assume un chiaro ruolo di mediazione con l'estesa area verde, nella quale le due ali si allungano, quasi a penetrarla. Il linguaggio utilizzato da Muzio ha richiami classici che evidenziano la monumentalità dell'edificio ed il suo carattere di "regime".
Al piano terra si apre oggi la Galleria della Triennale, su progetto di Gae Aulenti, dedicata alle esposizioni temporanee, una struttura estesa su 1500 mq in sintonia con l'originaria opera di Muzio ed attrezzata con avanzati contenuti tecnologici.
All'architetto Michele de Lucchi sono da riferire le soluzioni progettuali per la ristrutturazione delle aree comuni, in un programma complessivo di rinnovamento degli spazi dedicati al pubblico, con la nuova libreria allestita nella sala Impluvium, il Caffè Ristorante interno ed il Caffè all'aperto, verso il Parco.
Dal 2005 è attiva anche la Biblioteca del progetto, attrezzata anche come archivio storico e centro di documentazione che raccoglie un secolo di testimonianze di arte, design e architettura moderna.

Notizie storiche

Nei primi anni del Novecento matura l'idea di trasferire le mostre Triennali delle Arti decorative dalla sede di Monza a Milano; si affronta il problema di slancio, consapevoli di dover trovare una nuova collocazione più funzionale e conveniente rispetto alla collocazione nella Villa Reale.
Del resto, il cospicuo lascito del senatore Antonio Bernocchi sembrava su misura per la realizzazione del sogno del compianto senatore che aveva espresso il desiderio di veder dotare la città di un prestigioso Palazzo per le Arti.
Fu creata allora la Fondazione Bernocchi e stabilito che le nuove edizioni della Triennale sarebbero state allestite nella nuova sede, da costruire in un luogo adeguato al prestigio delle esposizioni d'arte. Si pensò allora al parco, perfetto perché di proprietà comunale, nel cuore della città storica e, soprattutto, perché con il suo patrimonio verde, le alberature e le suggestive prospettive tra i percorsi costituiva una cornice di grande rilievo ambientale per la nuova istituzione.
Il senatore De Capitani, depositario del lascito Bernocchi, affidò l'incarico di progettazione a Giovanni Muzio, già chiamato per la realizzazione del Monumento ai Caduti.
Il progetto fu concepito nelle sue linee essenziali in poco tempo, ma restava da individuare il luogo dove realizzare la costruzione, senza che questa prevaricasse la monumentalità dell'Arco della Pace, che contenesse l'apertura di nuove strade di accesso e limitasse al minimo il taglio di alberi.
Del Parco, luogo di delizia e di battute di caccia del Ducato, fu letto l'impianto geometrico, con l'asse maggiore passante tra il Castello e l'Arco della Pace e l'asse minore, meno evidente, tra l'Arena ottocentesca e la via XX Settembre, aperta all'inizio del Novecento; mancava dunque un edificio che facesse da contraltare all'Arena e il nuovo palazzo sembrava già collocato a colmare quel punto mancante.
L'edificio fu costruito nell'arco di soli diciotto mesi, tra l'autunno del 1931 e la primavera del 1933.
La Fondazione Bernocchi concepì dunque quel luogo come sede di esposizioni e congressi, in uno spazio adattabile ad ogni evento e Muzio trasferì l'idea in un progetto su misura per le esigenze funzionali, estetiche e culturali del tempo, suscitando reazioni opposte di violenta critica e di incondizionato apprezzamento, riflesso di ideologici schieramenti sull'esperienza razionalista e sulle matrici accademiche del monumentalismo. Da quel dibattito il nuovo Palazzo delle Arti riusciva a divenire un luogo perfetto per l'epoca e valido per i tempi a venire, come ancora oggi possiamo identificare una delle opere più rappresentative del periodo.

Uso attuale: ala absidata (sud ovest): teatro; corpo principale: galleria d'esposizione

Uso storico: ala absidata (sud ovest): teatro; corpo principale: galleria d'esposizione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Riferimenti bibliografici

Domus, Le Triennali di Milano e le costruzioni a scheletro d'acciaio, Milano 1932, n. 53 pp. 231-232

Ponti G., Domus, Domus Tecnica. Un nuovo materiale per costruzioni moderne, Milano 1932, n. 57 pp. 554-555

Architettura. Rivista del Sindacato nazionale fascista architetti, Triennale di Milano, Milano 1933, fasc. speciale, pp. 1-30

Domus, Storia del Palazzo dell'Arte-I° fascicolo dedicato alla Triennale di Milano, Milano 1933, n. 65 pp. 223-263

Domus, Invito al collezionismo-II° fascicolo dedicato alla Triennale di Milano, Milano 1933, n. 66 pp. 281-291

Dedalo. Rassegna d'arte, Milano 1933, annata XIII

Zevi B., Storia e controstoria dell'architettura in Italia, Roma 1977, pp. 532, 725

Grandi M./ Pracchi A., Milano. Guida all'architettura moderna, Architettura, città e regime, Bologna 1980, pp. 210, 224 fig. 279

Fiori L., Casabella, Il Palazzo dell'Arte a Milano. Il concetto costruttivo, Milano 1980, n. 454, pp. 42-49

Minardi B., Casabella, Una architettura del Novecento, Milano 1980, n. 454, pp. 50-55

Gambirasio G./ Minardi B., Giovanni Muzio. Opere e scritti, Milano 1982

Guida d'Italia del Touring club italiano. Milano, Milano 1985, pp. 471-472

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10 Maestri dell'architettura italiana. Lezioni di progettazione, Milano 1994

Triennale di Milano. L'architettura di Giovanni Muzio, Milano 1994

Irace F., Giovanni Muzio 1893-1982, Milano 1994

Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, pp. 138, 139

Fonti e Documenti

Archivio Civico Milano, Servizi e lavori pubblici, atti n° 52871/1933

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Percorso tematico: L'architettura e le sue fonti: il Novecento a Milano e in Lombardia

Percorso tematico: Quattro passi per Milano. Memorie di una città che cambia

Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2006)

Compilazione testi: Garnerone Daniele

Responsabile scientifico testi: Susani Elisabetta

Ultima modifica scheda: 11/01/2013