1760. Riforme dello Stato

Frontespizio della Raccolta editti della Real Giunta del Censimento Generale, Milano 1760

Tra le risorse del portale nella sezione Fonti documentarie spicca la Raccolta degli editti, ordini, istruzioni, riforme, e lettere circolari istruttive della Real Giunta del Censimento Generale dello Stato di Milano (1760). Si tratta di un volume interamente digitalizzato e liberamente consultabile.
Per sapere di più del contesto in cui l’opera è nata, si rimanda all’ipertesto di storia istituzionale nella sezione Istituzioni storiche. Nella medesima sezione esiste un repertorio delle istituzioni al quale attingere per gli approfondimenti mirati.

Diremo qui, in sintesi, che l’autorità e le competenze attribuite alle supreme cariche dello stato milanese, agli organi dell’amministrazione superiore come a quelli centrali, periferici e locali, rimasti pressoché invariati per tutto il periodo della dominazione spagnola (1560-1700), subirono profonde trasformazioni in seguito all’affermarsi della politica riformatrice della monarchia austriaca, dall’inizio del XVIII secolo.

Le riforme agirono tanto al centro quanto nella periferia del territorio lombardo e interessarono i settori finanziario, fiscale, amministrativo.
L’imperatore Carlo VI d’Absburgo, spinto dalla critica situazione finanziaria dello stato di Milano, decise di avviare un’operazione di rinnovamento dell’antico estimo (sul quale si basava il sistema della tassazione diretta) e nominò una giunta, denominata reale giunta del censimento, con il compito di regolare la notifica dei beni da parte dei possessori e la loro misurazione, e di avviare anche una terza e più delicata fase: la stima delle terre.
Sin dal principio della sua attività, tuttavia, la giunta dovette sostenere una logorante lotta contro l’ostruzionismo dell’aristocrazia milanese e degli organi che ne erano espressione. I lavori della giunta vennero definitivamente interrotti nel 1733, con l’aprirsi della guerra di successione polacca, che vide il territorio milanese invaso dalle truppe francesi e sabaude.

Studio Calzolari - Dipinto - Ritratto di Maria Teresa D'Austria - Felice Campi - Mantova - Palazzo Ducale

Una nuova giunta del censimento, presieduta dal toscano Pompeo Neri, esperto in materia amministrativa e fiscale, venne istituita nel 1749 e munita degli stessi poteri delegati alla precedente giunta.
L’interesse che la nuova giunta potesse giungere, rispetto alla precedente, a più sollecite e precise conclusioni, spinsero la sovrana Maria Teresa d’Austria, succeduta al padre Carlo VI, a stabilire che qualora fossero insorte difficoltà nell’esecuzione delle incombenze a essa attribuite, la giunta non dovesse più arrestare il corso dei suoi lavori in attesa di risoluzioni da parte della corte, bensì dovesse sottoporre le questioni al giudizio del governatore dello stato. La seconda giunta del censimento fu abolita nel 1757, avendo adempiuto alle sue funzioni, mentre il nuovo estimo generale dello stato entrò in vigore nel 1760.

Editto per il compartimento territoriale dello Stato di Milano [Milano, 10 giugno 1757]

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Pubblicato: 9 dicembre 2008 [Saverio Almini]

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