Di Donna (post 1969 - ante 1997)

Fondo

Tipologia: fondo amatoriale

Schede collegate: 135 fotografie

Conservatore: Ente Parco Nord, Sesto San Giovanni (MI)

Produttori del fondo: Macchi in Di Donna, Sandra (produttore / s.d. - ante 2018)

Autori
[persone] Di Donna, Eleonora / Macchi in Di Donna, Sandra

Consistenza:
30 stampe cromogeniche; 215 ca. fotogrammi negativi in bn e a colori

Soggetti:
Le fotografie documentano gli interventi più importanti realizzati sulla zona del Parco Nord tra il 1969 e il 1997, quali: il rimboschimento del settore Est (primi lotti); la realizzazione delle rotonde nel settore Est (Carpini, Sofore, Grande Rotonda); la costituzione di filari di alberi quali il Cannocchiale degli ippocastani, il Filare dei pioppi cipressini, il Cannocchiale dei tigli; la Montagnetta prima e dopo i lavori di risanamento, bonifica, spianamento e rimodellamento; gli orti abusivi e le baracche nel giardino di Villa Torretta prima e dopo lo sgombero avvenuto nel 1989 ed il successivo lavoro di pulizia e semina del giardino; il posizionamento della passerella ciclopedonale che scavalca via Clerici e consente di collegare l'area sud del Parco Nord con l'area nord-est; la costruzione dei laghetti artificiali Fulvio Testi terminati nel 1992; la realizzazione del Teatrino del Parco Nord recuperando il Piccolo carroponte Breda.

Notizie storico-critiche:
Il Fondo Di Donna raccoglie le fotografie realizzate da Sandra Macchi in Di Donna e dalla figlia Eleonora Di Donna tra il 1969 e il 1997 per documentare la trasformazione dell'area, poi occupata dal Parco Nord, da paesaggio industriale degradato a paesaggio forestale. La maggior parte delle fotografie sono state scattate dal balcone della loro abitazione.
Sandra Macchi in Di Donna, professoressa di italiano, nel 1968 si trasferisce con il marito ad abitare in un palazzo che affaccia sull'area dove verrà poi costituito il Parco Nord. Dal balcone di casa fotografa il paesaggio che la circonda e la sua trasformazione negli anni. Segue da vicino la metamorfosi del territorio da area industriale dismessa, un tempo occupata dagli stabilimenti della Breda Aeronautica, a verde attrezzato riconquistato alla naturalità a partire dagli anni Ottanta, fruibile dalla cittadinanza e accogliente per flora e fauna selvatici. La posizione della sua casa offre a Sandra Macchi un punto di osservazione privilegiato: dall'alto (poiché la sua abitazione si trova ad un piano alto di un condominio elevato) può seguire il processo di trasformazione dell'area, che decide di documentare con continuità e regolarità. Sandra Macchi non solo fotografa il paesaggio del Parco Nord, ma realizza anche diversi faldoni, alcuni con i suoi allievi dell'ITIS di Sesto San Giovanni, nei quali ripercorre la cronistoria del Parco documentata da articoli di giornale, riviste ecc. Dal 1989 anche la figlia, Eleonora Di Donna, viene coinvolta nel lavoro fotografico di documentazione e si reca anche nel parco per riprendere da vicino particolari scorci e seguire la creazione di alcune strutture qualificanti il parco quali il Teatrino.
Le fotografie conservate nel fondo documentano l'area industriale dismessa, come definita da Sandra Macchi "prima della cura", e i successivi lavori di rimboschimento, bonifica, modellazione dei settori Est, Montagnetta e Torretta del costituito Parco Nord Milano. Sandra Macchi ed Eleonora Di Donna riprendono inoltre il paesaggio modellato dalle stagioni: l'area coperta dalla neve in inverno, i campi ricoperti dai papaveri, gli alberi da frutta in fiore, ecc.
Negli anni Ottanta Sandra Macchi scopre che il direttore del Parco Nord Francesco Borella ha il suo ufficio presso Palazzo Dugnani in via Manin all'interno dei Giardini pubblici di Via Palestro e chiede un appuntamento per conoscere il progetto del Parco Nord. Da quell'incontro inizia una lunga collaborazione che porta Sandra Macchi a donare diverso materiale fotografico all'ente che lo utilizza per documentazione e pubblicazioni (stampe poi confluite nell'Archivio Parco Nord). Il direttore Francesco Borella si recherà più volte a casa di Sandra Macchi anche con assessori per visionare e mostrare dall'alto l'evoluzione del Parco. La casa di Sandra Macchi è infatti un ottimo punto di osservazione, vetrina sul parco.
Nel 2018 Sandra Macchi dona al costituendo archivio fotografico del Parco Nord Milano la restante documentazione fotografica a lei rimasta riguardante il processo di trasformazione dell'area del Parco Nord. Si tratta per la maggior parte di negativi scattati tra il 1969 e il 1997 da Sandra Macchi e dalla figlia Eleonora Di Donna. In alcuni casi non è stato possibile riconoscere da chi erano state realizzate le immagini donate