VII Cappella – Flagellazione

VII cappella ridesterno
Il pellegrino che percorre il viale si trova di fronte l’elegante edificio a pianta ottagonale introdotto da un pronao, oltre al quale si staglia la facciata caratterizzata da un’ampia finestra rettangolare e scandita da due lesene con basi e capitelli in serizzo. Nella settima cappella vi sono statue e affreschi che rappresentano la scena della Flagellazione. Eretta per volontà di Tommaso Gilardoni di Volesio e dei suoi nipoti che ottennero il permesso di inserire nella facciata lo stemma della propria casata nobiliare con tre gigli e le iniziali TG.

I riferimenti per la data di costruzione della cappella sono ricavati da un atto notarile del 1675 che conferma un pagamento da Tommaso Gilardoni per le giornate impiegate nella costruzione della cappella.

La famiglia nobile che governava i territori posti vicino a Tremezzo intervenne nella costruzione del Sacro Monte grazie all’intercessione di fra Timoteo Snider, considerato tra i maggiori fautori della costruzione del Sacro Monte del quale fu anche custode. Figura che necessita ancora di alcuni approfondimenti storiografici, fra Timoteo è stato recentemente rivalutato dalla letteratura scientifica che lo indicherebbe come un esperto di architettura che potrebbe anche essere intervenuto nella progettazione di questa cappella e di altre strutture del Sacro Monte.

La Flagellazione
La settima cappella, dedicata al secondo mistero doloroso del Rosario, contiene al suo interno la scena della Flagellazione di Agostino Silva e bottega.
La scena, mostra sette sculture in terracotta a dimensione naturale: al centro è posto Gesù, seminudo, scalzo, coperto solo da un candido perizoma bordato d’oro, con le mani dietro la schiena, appoggiato alla colonna e il capo reclinato verso destra. Dietro di lui si stagliano due sgherri dall’inaudita ferocia, uno intento a legargli le mani, l’altro a scagliare il primo colpo con verghe piene di spine. Il carnefice con la corda ha un gozzo pronunciato, caratteristica tipica dei personaggi negativi, individuabile anche in alcune cappelle del Sacro Monte di Varese.

Lo studio anatomico del corpo di Gesù è particolarmente calligrafico, lo scultore indaga con perizia la muscolatura tornita, immortalata nell’attimo prima di essere colpita. Sul pavimento sono collocati altri rami spinosi, tra i piedi dei due carnefici alla sinistra di Cristo. Tutti e cinque gli aguzzini, nerboruti e malvestiti, sono caratterizzati da sguardi torvi, sprezzanti e privi di umanità. Sulla sinistra si trova un uomo dalla fluente barba bianca, forse Pilato, che assiste alla flagellazione.

Gli affreschi sulle pareti raffigurano uno sfondato architettonico con tre scorci paesaggistici: nel riquadro centrale si scorge un giardino con ninfeo sopra il quale vi è la scritta SPQR e sullo sfondo un paesaggio montano, a destra la rappresentazione di un abitato con una chiesa e una fortificazione, secondo alcuni riferibile a Volesio, e a sinistra un altro paesaggio montano nel quale si scorge ancora una volta un centro abitato con una fortificazione soprastante.
Infine sulla cupola è dipinto un finto loggiato dal quale si intravede il cielo con balaustre sulle quali vi sono vasi con gigli, forse riferibili allo stemma dei Gilardoni.

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Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2017 [cm]