Moda e Fiera

La Fiera Campionaria di Milano nasce come vetrina dell’industria italiana. Un luogo nel quale soddisfare domanda e offerta, dove assistere al progresso della tecnologia in ogni ramo industriale e nella stessa filiera produttiva, dai semilavorati al prodotto finale. Esporre in Campionaria era il momento finale, conclusivo, di un lungo processo. Erano i quindici giorni nei quali l’espositore, dalla grande industria alla piccola ditta famigliare, arrivava a mostrare il “campione” del proprio operato.

In questo contesto il settore tessile e dell’abbigliamento ha svolto fin dalle prime edizioni un ruolo importante e la Fiera ha dato un impulso sensibile all’affermazione dell’industria della moda in Italia.
La sfilata è il momento conclusivo per le case di moda, la Fiera appronta già nel 1924 un padiglione dedicato esclusivamente alle presentazioni della nascente moda italiana e dell’alta moda francese.
Il Teatro della Moda alla Fiera di Milano rispecchia già nel nome le modalità con le quali negli anni Venti venivano presentati gli abiti, senza passerella ma con la centralità frontale di un palcoscenico teatrale.

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Il Teatro della moda alla Fiera campionaria di Milano del 1929 (link)

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Modelle allo spettacolo di moda della Fiera campionaria di Milano del 1929 (link)

Le passerelle fanno poi la propria comparsa in Fiera dagli anni Trenta, con presentazioni sopraelevate davanti alla folla della Campionaria. Le sfilate milanesi in Fiera sono un primo esempio di coordinamento fra le case di moda: sul periodico ufficiale dell’Ente Fiera troviamo articoli di fondo di Vittorio Montano, direttore della casa di moda Ventura e del sindacato dell’alta moda italiana – oltre che accurate analisi delle sfilate arrivano dalla graffiante penna di Lydia De Liguoro.

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Sfilata di moda Italrayon alla Fiera campionaria di Milano del 1934 (link)

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Sfilata di moda Italrayon alla Fiera campionaria di Milano del 1934 (link)

Dal 1936 al Teatro della Moda la Fiera di Milano affianca un secondo padiglione dedicato a tutti i prodotti tessili e all’abbigliamento per completare il panorama del settore, il tutto sotto l’egida del neonato Ente nazionale della moda.
Proprio negli anni Trenta e fino alla guerra, in Fiera i grandi padiglioni Rayon, Vesta, Snia viscosa, De Angeli Frua ospitano il meglio della propria produzione, un vanto dell’autarchia di regime.

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Stand di tessuti nel padiglione Italrayon alla Fiera campionaria di Milano del 1936 (link)

 

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Padiglione Snia Viscosa alla Fiera campionaria di Milano del 1936 (link)

 

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Installazione pubblicitaria della De Angeli – Frua, Fiera campionaria di Milano del 1936 (link)

Nel secondo dopoguerra la Fiera Campionaria di Milano ritorna alla sua più precipua vocazione, l’ambito internazionale.
La capillare espansione dei vari settori merceologici e il posizionamento della Fiera ad aprile non permettevano al settore moda italiano di esprimersi appieno infatti all’interno della Fiera Campionaria.

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Sfilata di alta moda alla Fiera Campionaria di Milano del 1948 (link)

 

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Sfilata di moda in piazza Italia alla Fiera Campionaria di Milano del 1955 (link)

 

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Sfilata di moda, Fiera Campionaria di Milano del 1959 (link)

Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2017 [Codex]