Descrizioni inventariali

Fondo Salvatore Quasimodo

Il Fondo è conservato presso il Centro per la tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia, dove è giunto in seguito alla vendita da parte di Alessandro Quasimodo, figlio dello scrittore.

La documentazione, di notevole ricchezza anche se non completa, si dispone lungo un arco cronologico che va dal 1920 circa fino al 1968, anno della morte dell’autore, e interessa tutti i campi della sua attività: la poesia, la traduzione da autori antichi e moderni, la saggistica e la critica d’arte, il giornalismo culturale. È inoltre presente un’ampia porzione dell’epistolario, dove spiccano i nuclei riguardanti i familiari del poeta (la seconda moglie Maria Cumani, il cognato Elio Vittorini) e alcuni protagonisti della cultura italiana del Novecento (Carlo Bo, Enrico Falqui, Vittorio Gassmann, Giorgio La Pira, Oreste Macrì).

Al momento dell’acquisizione il Fondo era già almeno in parte ordinato, e il Centro pavese ha provveduto a perfezionare la seriazione con riferimento alle opere a stampa a cui è possibile ricondurre i testi presenti nelle carte. I materiali, per la maggior parte custoditi in tredici faldoni, risultano quindi divisi in cinque serie: 1) Materiali poetici; 2) Traduzioni (ripartita in due sottoserie: Traduzioni da autori antichi e Traduzioni da autori moderni); 3) Saggi articoli e recensioni; 4) Epistolario; 5) Periodici e altro materiale a stampa.

La catalogazione del Centro Manoscritti, che ha prodotto due corposi inventari a stampa ( Salvatore Quasimodo e gli autori classici, a cura di Ilaria Rizzini, Pavia, Università degli Studi di Pavia, 2002; Fra le carte di Salvatore Quasimodo, a cura di Mauro Bignamini e Andrea De Alberti, Pavia, Università degli Studi di Pavia, 2004), non include la serie dei Periodici e altro materiale a stampa.

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Fondo Vittorio Sereni

Il fondo, conservato presso la Biblioteca del Comune di Luino a Villa Hussy, compreso nell’Archivio Vittorio Sereni, presenta una documentazione ricca di materiali, che testimoniano la genesi della quasi totalità della produzione di Sereni in tutti i campi in cui si esplicò: poesia, prosa, critica e traduzione.

Il fondo è composto da documenti tutti rilevanti, prodotto di una selezione evidentemente già all’origine operata dall’autore, nonchè da un ricco carteggio che vede fra i corrispondenti molte delle più importanti personalità letterarie del Novecento (Anceschi, Bassani, Betocchi, Bigongiari, Bilenchi, Caproni, Chiara, Gatto, Luzi, Montale, Parronchi, Pratolini, Quasimodo, Saba, Ungaretti, Zanzotto).

L’ordinamento del fondo precede l’acquisizione da parte del Comune di Luino (cofinanziatore dell’acquisto insieme alla Regione Lombardia): i materiali infatti erano già stati divisi in serie (quaderni, poesie su fogli sciolti, prose su fogli sciolti, traduzioni, lettere), e nelle sezioni principali (quaderni, poesie e prose) già classificati e numerati, quando si trovavano ancora nella casa del poeta, grazie al lavoro dei familiari (in particolare della moglie Maria Luisa e della figlia Maria Teresa) e all’opera di individuazione operata dal critico Dante Isella in servizio della edizione critica delle poesie. La seriazione definitiva ha rispecchiato quella lì stabilita, e ne conserva perciò la forte impronta filologica, spesso alla base delle scelte di ordinamento dei materiali.

Va sottolineato che, accanto alla sezione già ordinata e censita, certamente la parte principale dell’archivio, esiste ancora molta documentazione in attesa di inventariazione e/o di riordino, come le molte lettere conservate presso la casa editrice Mondadori, ancora non schedate (attinenti per lo più al ruolo professionale di Sereni, ma spesso non dissimili, per interlocutori e contenuti, da quelle del fondo principale), cartoline illustrate spedite a Sereni e ai familiari e materiale documentario vario, nel quale si nascondono anche testi sfuggiti alla prima inventariazione e che farebbero a tutto diritto parte del fondo principale.

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Fondo Giovanni Testori

Il Fondo, che la Regione Lombardia ha acquistato dall’erede Alain Toubas e depositato presso la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano, raccoglie una grande quantità di materiali relativi all’attività di Testori nei campi della prosa narrativa, del teatro, della poesia, della saggistica e critica d’arte, del giornalismo culturale e dell’arte figurativa.

I materiali sono suddivisi in cinque serie: 1) Quaderni manoscritti (111 quaderni); 2) Dattiloscritti (72 nuclei dattiloscritti per complessivi 5200 fogli); 3) Biblioteca (273 volumi); 4) Articoli; 5) Rassegna stampa. Molto frequentemente la scrittura è accompagnata da disegni, variazioni su un repertorio figurativo ristretto (motivi ornamentali, fiori, nudi maschili, testa del Battista). Soprattutto a causa della grafia di difficilissima decifrazione, molti testi contenuti nei quaderni non sono ancora stati identificati.
Nell’ambito del progetto ArchiLett vengono descritti i quaderni manoscritti e i dattiloscritti. La Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori ha allestito un inventario e una descrizione dettagliata di tutti i materiali, dei quali ha realizzato anche una riproduzione fotografica digitale (ne sono esclusi i volumi), individuando come unità di riferimento le varie “opere” di Testori.

Un volume di sondaggio e studio dell’archivio, con numerose riproduzioni, è uscito nel 2007 ( Questo quaderno appartiene a Giovanni Testori, a cura di Paola Gallerani, Milano, Officina Libraria, con molte riproduzioni).

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