Il dialogo tra fotografia e scultura

Terminati gli studi, Hammacher visita a Londra la mostra europea di scultura all’aperto allestita a Battersea Park. Il contatto con quest’esperienza d’avanguardia segna il futuro rapporto privilegiato con la scultura, di cui sarà interprete sensibilissimo. La scultura è dunque presente da sempre nel suo lavoro, affascinante riscontro tridimensionale del suo speciale “punto di vista”, focalizzato sulla purezza delle forme di ogni “manufatto”. Neppure va sottovalutato il rapporto diretto con gli artisti, di conoscenza e spesso di amicizia, che ha caratterizzato il lungo dialogo di Hammacher con la scultura. Spesso, tutto partiva dall’occasione offerta da un ritratto, da una richiesta “commerciale” della committenza; l’abbandono del soggetto o il suo séguito, condotto sulle opere e sui volti, sarà solo determinazione del fotografo.

Oltre a molte altre, Hammacher realizza riprese fotografiche su opere di Naum Gabo, Mario Negri, Barbara Hepworth, Fausto Melotti, Arturo Martini, Kengiro Azuma, Igino Legnaghi, Carlo Ciarli. Dal 1965 al 1974 è, inoltre, autore di importanti lavori sulla scultura africana di diverse etnie, collaborando anche alla realizzazione grafica dei relativi volumi.