Industrie chimiche

Brescia Industria chimica ed elettrochimica del Caffaro poi Snia e Sorin, poi Caffaro Brescia Via Milano 37, via Nullo, via Morosini, via Villa Glori.  Stabilimento per la produzione di sostanze chimiche (prima verderame, concimi e anticrittogamici, poi cloro, clorati, cloriti, paraffina e loro derivati). Epoca di costruzione 1903

 

Il grande impianto chimico ha avuto numerose espansioni rispetto all’insediamento originario ormai circondato dalle strutture via via sviluppatesi in seguito. La parte più antica, come quella dove fino a alcuni anni addietro si fabbricavano prodotti per l’agricoltura, era costruita in mattoni, mentre le strutture successive sono state costruite in carpenteria metallica con coperture ad arco. Alcuni corpi sono in cemento armato.

La “Società Elettrica ed Elettrochimica del Caffaro” nasce nel 1903 come trasformazione della ditta Erba, Curletti & Zironi che nei primi anni del Novecento aveva realizzato la costruzione di un grande impianto idroelettrico in alta Val Sabbia; sfruttando le acque del fiume Caffaro si produceva energia per 8.700 CV che veniva poi trasmessa, con un percorso di 48 km, allo stabilimento chimico costruito a Brescia, in località Fiumicello, e attivato nel 1906. Parte dell’energia prodotta, e non tutta utilizzata dallo stabilimento, veniva ceduta alla Società Elettrica Bresciana che la immetteva nella propria rete di distribuzione.

Negli anni successivi la Caffaro si specializzava nella produzione di composti chimici usati in agricoltura (ad esempio contro la peronospera della vite), di prodotti derivati dal cloro e dalla soda caustica; si producevano anche insetticidi. Negli anni Cinquanta si realizzano potenziamenti nella produzione idroelettrica con la produzione di DDT e di concimi chimici. Dopo la nazionalizzazione delle società elettriche l’azienda, che pur continuerà a mantenere la gestione della centrale del Caffaro, diventa Caffaro S.p.A.: la produzione conoscerà negli anni successivi ulteriori diversificazioni. Verso la metà degli anni Ottanta è stata interrotta quella del PCB, altamente inquinante.
Nel 2009 l’azienda è stata posta in liquidazione. Dal 2011 in alcune parti dell’area proseguono le attività della nuova società Caffaro Brescia.

Nel 2003 Decreto Ministeriale che perimetra il SIN (Sito Interesse Nazionale) Brescia-Caffaro. Il sottosuolo e la falda acquifera risultano fortemente contaminati. Nel 2020 viene approvato un piano di bonifica con avvio previsto nel 2023. Nel 2021 la Procura di Brescia pone sotto sequestro l’azienda.

Ultimo aggiornamento: 10 marzo 2021 [cm]