Mulini

Carpenedolo Mulino Beffa (detto mulino di mezzo), Via XX Settembre. Epoca di costruzione 1462

 

Il mulino (A) consta di un unico corpo di fabbrica a un piano più piano terra e si dispone su pianta rettangolare. Il piano terra è più basso rispetto al livello della statale Asolana su cui si affaccia la fronte orientale.
Il mulino Beffa è più comunemente noto con il nome di mulino di mezzo”, per distinguerlo dagli altri due mulini, sempre costruiti lungo la Fossa Magna, e di cui uno si trovava in prossimità dell’attuale Piazza Europa, l’altro, più a sud, era il “mulino nuovo”, poi segheria Pellegrini.
Il catasto e le mappe del 1851 segnalano di fronte al mulino la presenza di una macina da olio ad acqua (B).


Carpenedolo Segheria Pellegrini, già mulino da grano ad acqua detto “mulino nuovo”, Via Ravere 6. Epoca di costruzione tra il 1770 ed il 1789

 

Il mulino (A) s’ispira a sistemi costruttivi di pura funzionalità, senza pretese decorative o architettoniche. Disposto su due piani, aveva in origine due ruote, di cui se ne vede ancora una da via XX settembre. La casa del proprietario (A), affiancata al mulino e segnalata nel catasto del 1851, è stata integralmente ricostruita.
Il mulino è comunemente noto come “mulino nuovo” perché costruito in età più tarda rispetto ad altri due mulini esistenti più a Nord, lungo la Fossa Magna (opera di canalizzazione del secolo XIV). Di fronte al mulino è posto il fabbricato (B) che un tempo ospitava un maglio da ferro ad acqua, tanto che la località è nota pure come “località maglio”.
La segheria (A), non più attiva, che affianca il mulino sul lato Nord, è stata costruita ai primi anni del ‘900.


Casto Mulino Passerini poi David, Piazza Passerini, 7  – Uso attuale Mulino per granoturco; segheria; edificio d’abitazione. Epoca di costruzione precedente al 1811

 

Usi precedenti Mulino per frumento, granoturco, castagne, ghiande, stalla; portico; edificio d’abitazione
Unico complesso a tre livelli, costruito in epoche successive. Fino al 1961 il mulino era a tre ruote con tre macine.


Gavardo Mulino ad acqua, Via Mulino 65.  Epoca di costruzione anteriore al 1528

 

Il complesso è composto da un edificio a pianta rettangolare, nel quale si trovava la sala di macinazione; da un porticato antistante la cui linea segue la curva del canale e delimita il cortile; da alcuni locali contigui all’edificio del mulino adibiti a un tempo ad abitazione del mugnaio. Quattro canalizzazioni parallele, ognuna separata dall’altra da pareti divisorie in pietra, conducevano l’acqua ad altrettante ruote.

Il mulino cessò la sua attività attorno al 1970 in seguito alle frequenti inondazioni determinate dalle piene del fiume Chiese, che danneggiarono gravemente l’edificio e il macchinario in esso contenuto.
Dal 2018 il mulino è stato convertito in micro centrale idroelettrica dal Consorzio Idroelettrico del Mulino (partecipato al 50% dal Comune di Gavardo e al 50% dal Consorzio di Bonifica del Chiese).

Link scheda SIRBeC

Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2021 [cm]