Lombardia Beni Culturali
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<Cartula offertionis pro anima>

1061 maggio.

Milone e Domenico suo figlio, con le rispettive mogli Berta e Serenga, figlia del fu Giselberto, abitanti in loco de Lodrono, donano per la propria anima al monastero di S. Pietro in Monte tutti i beni che possiedono nella pieve di Nuvolento, in Serle, in contrada detta Casalo.

Regesto, ASVat, FV, II, Registro 95, c.1r, da B deperdito [R]. Al termine del dettato, segnatura: N° 2.

L'invito alla cautela nella lettura del regesto (cf. Introduzione, p. XXXV) va qui rinnovato con particolare vigore, soprattutto nella parte iniziale, laddove sono definiti i rapporti di parentela tra gli autori del negozio. La nostra ricostruzione semplicemente non tiene conto del germani (errore di lettura?) posposto ai nominativi delle mogli dei donatori, in un contesto del tutto ambiguo, che non lascia spazio a congetture di più salda credibilità. L'archivista cinquecentesco segnala con chiarezza che il regesto dipende da una copia autenticata dai notai Benevenutus Oxelle e Ubertus de Dario. Nel Repertorio dei notai bresciani, Benevenutus è attestato a partire dal 1240. Non risultando tracce di Ubertus de Dario nelle sopravvivenze documentarie fino al 1250, l'estrazione della copia deperdita andrebbe collocata nella parte centrale del sec. XIII. Prendendo tuttavia in considerazione la possibilità tutt'altro che peregrina di una lettura erronea dell'inusuale patronimico da parte dell'archivista cinquecentesco, non si può escludere l'identificazione con il notaio Obertus de Credario, registrato come attivo nel medesimo Repertorio nell'ultimo decennio del sec. XII. Se così fosse, dovremmo immaginare una dilatazione del periodo di attività di Benevenutus e di Ubertus, rispettivamente verso l'alto e verso il basso, in modo tale da trovare un punto d'incontro per l'allestimento della copia nei primi decenni del Duecento.
Per quanto riguarda l'anno di redazione del documento, non si può non segnalare la possibilità che l'originale e/o la copia deperditi riportassero la data del 1071 maggio, tenendo presente che l'attività del notaio Vito risulta attestata con sicurezza dal 1071 aprile (doc. 46) al 1086 gennaio (doc. 52). Il notaio è sicuramente morto nel 1095 agosto (doc. 53: Rexalda, filia quondam Vitoni notarii).
Il notaio Vito, del quale ci sono pervenuti altri sei documenti in originale (nn. 46, 47, 48, 50, 51, 52), è dotato di un bagaglio culturale del tutto povero sia per quanto riguarda la conoscenza del formulario sia per quanto attiene la padronanza delle regole linguistiche. A proposito di incertezze professionali, si tenga presente che il reticolo anteposto all'elenco degli autori e/o dei testi (che i notai più accorti sviluppano nel corso del sec. XI e anche oltre in modo da far corrispondere tre segmenti verticali a ciascun nominativo) nel caso di Vito a volte è assente, a volte è disegnato senza nessuna relazione con il numero delle persone di seguito elencate. È inutile aggiungere che, in questo contesto, le croci da noi apposte si limitano a segnalare, seppure in modo indicativo, l'estensione del grafismo reticolare.

1061 de mense madii. Milo et Dominicus eius filius atque Berta et (a) Serenga iugales (b), f(ilia) quondam Gisilberti, habitatores in loco de Lodrono, donaverunt monasterio Sancti Petri in Monte pro mercede animarum suarum de omnibus eorum bonis que habent in fundo plebis de Neb(ulen)to, loco de Serlis (c), in contrata que vocatur Casalo, ubicumque reperiantur in ipsa plebe (d), tam sedumatis quamque (e) terris (f), curtibus, hortis et vineis, pratis, sylvis, rivis, ruinis, cultis et incultis, divisis et indivisis, cum confinibus, terminis, accessionibus et cetera, et ut in ipso instrumento rogato per Vitum notarium et transcripto (g) per Benevenutum Oxelle et Ubertum de Dario (h).


(a) Segue iugales et con depennamento soltanto della prima parola.
(b) iugales nell'interlineo, con segno di richiamo, preceduto da germani.
(c) -l- corr. da altra lettera, come pare.
(d) Segue et depennato.
(e) q(uam)q(ue) aggiunto successivamente nel margine sinistro.
(f) t(er)- corr. da altra lettera.
(g) -c- corr. da altra lettera.
(h) Forse lettura erronea per Credario: nota introduttiva.

Edizione a cura di Ezio Barbieri ed Ettore Cau
Codifica a cura di Gianmarco Cossandi

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