Cernobbio, Villa Erba

Il grande cineasta Luchino Visconti (1906-1976) fu profondamente legato, fin dall’infanzia, a Como e in particolare a villa Erba a Cernobbio, che da tempo apparteneva alla sua famiglia. Qui Luchino trascorse tutte le estati fino al 1929 in un ambiente sereno e stimolante, a contatto con la cerchia di politici, artisti e intellettuali che frequentavano la dimora, qui in età matura ospitò alcuni tra i maggiori amici e colleghi, come Franco Zeffirelli, Helmut Berger, Alain Delon. Il regista ricordava con affetto le ore passate nella villa e nel suo ampio parco:

Villa Erba è una casa che noi amiamo moltissimo, una vera villa lombarda, tanto cara. [...] Giorni felici, in riva al lago, facevamo progetti e puntualmente scoppiava il temporale. Contrariati, restavamo in silenzio attaccati ai vetri già rigati di pioggia. Una tempesta distrusse l’albero più bello del giardino. Tutto è ancora vivo, presente in me. Qualche volta si dormiva sull’erba nel letargo pomeridiano, in un fremito di grilli e cicale. A sera porgevamo ai genitori il viso stanco di sonno. Ci addormentavamo appena alzati da tavola, tanto avevamo corso.

Il fascino di questo luogo influenzò chiaramente Visconti che, più di una volta, ripropose nei propri film reminiscenze del lago e della dimora famigliare, come accadde per l’ambientazione della triste darsena de La Caduta degli Dei che volle simile allo specchio d’acqua antistante a villa Erba o la celebre sala delle feste del ballo del Gattopardo ricreata sul modello di quella di Cernobbio. Nell’ultima parte della vita, il regista, ormai minato nella salute, tornò a lavorare sulle rive del lago, riadattando la ex scuderia a sala montaggio: qui fu ultimata la lavorazione del celeberrimo Ludwig (1973).

Attualmente villa Erba, centro congressuale di fama internazionale, ospita il museo, Le Stanze di Luchino Visconti, un centro di documentazione aperto al pubblico, dove è possibile riscoprire quelle atmosfere care al regista: lo scalone principale, con i grandi ritratti di Luigi Erba e Anna Brivio, i nonni materni di Luchino, l’ampia balconata, la camera da letto delle sorelle, Ida e Uberta, l’unica rimasta intatta. Nella sala di proiezione è possibile assistere a un documentario realizzato dalla Scuola Nazionale di Cinema dedicato al rapporto tra il celebre regista e la sua villa sul lago.

Nel 2001 Marleene Gorris ha scelto proprio Villa Erba come set per il film La difesa di Luzhin tratto dal romanzo di Nabokov Zashchita Luzhina (1930). La storia è interamente ambientata alla fine degli Anni Venti in un grande ed elegante albergo (Villa Erba, appunto), sede del campionato mondiale di scacchi. Si sfidano un campione italiano e il geniale giocatore russo Luzhin (John Turturro): un uomo giovane, agitato, immerso nella passione per gli scacchi, che improvvisamente si innamora d’una ragazza russa incontrata in albergo. La ragazza, che la famiglia vorrebbe destinata a un aristocratico, è sedotta dall’originalità e dal genio di Luzhin, si propone di cambiarlo, di riportare la sua ossessione alla normalità. Una scena da ricordare è l’arrivo di Luzhin, goffo e distratto, nel grande salone della villa, con la servitù ordinatamente disposta per il benvenuto all’illustre ospite.

Recentemente villa Erba è stata l’ambientazione nella produzione statunitense Ocean’s twelve (2004) film d’azione diretto da Steven Soderbergh con George Clooney, Julia Roberts, Brad Pitt e Matt Damon, nei panni di una banda di ladri che lascia la nativa America verso l’Europa alla ricerca del colpo del secolo. Villa Erba è diventata in questo caso l’opulenta dimora di un collezionista d’opere d’arte.

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