La storiografia del XX secolo

*La prima metà del Novecento* Il primo decennio del XX secolo è caratterizzato da una pubblicazione di grande rilevanza: _Ville e castelli d’Italia. Lombardia_ (1907), destinata a architetti, proprietari, appassionati e curiosi. L’opera, concepita a scala regionale, include 207 monografie di residenze disseminate su tutto il territorio. Di queste, riguardano il territorio brianteo poco più di un terzo delle dimore, inclusa "villa Reale":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI230-00109/, al tempo ancora attiva nell’esercizio delle funzioni originali, inserita qui al secondo posto dopo il "Castello Sforzesco":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00070/ di Milano, ad apertura del volume. Per la prima volta, è qui narrato un apparato illustrativo fotografico che include non solo riprese di esterni, ma anche interessanti scatti degli interni delle sale per illustrarne le ricche collezioni d’arte, esposte secondo il tipico gusto che accosta oggetti di epoche differenti con un certo “horror vacui” del tutto consueto tra fine Ottocento e primo Novecento. Significative le immagini delle sale di "villa Vittadini":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-00405/ ad Arcore o di "villa Giovio della Torre":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-07207/ a Sovico. Secondo un gusto maturato a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, grande attenzione è data a edifici contemporanei o a sedi oggetto di restauri, eseguiti secondo il filone dell’eclettismo imperante, come nel celebre caso della "villa Bagatti Valsecchi":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-09213/ di Varedo. Il filone del neobarocco e neorococò nel panorama delle antiche villeggiature di Brianza trovava un cospicuo numero di esempi, come "villa Visconti di Modrone":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-04031/ di Macherio, ritenuti fonti di ispirazione positiva dalla critica contemporanea, modelli di prestigio, seppure non più adeguati dal punto di vista funzionale. Trovavano così spazio edifici oggi valutabili come decisamente modesti, ma che rispecchiavano un interesse contemporaneo assai forte in ragione dell’ampliarsi della committenza borghese, composta da industriali, professionisti e imprenditori del commercio, per i quali il possesso della campagna è fattore fondamentale di affermazione sociale e di manifestazione di prestigio famigliare, con un uso più intensificato dei territori, come si evince dalle pagine della rivista “Edilizia Moderna”, in cui una sezione fissa venne dedicata a ville e villini, in particolare quelli realizzati in Lombardia.
Sovico, Villa Giovio della Torre, fotografia di inizio secolo del “Salone” (Fototeca ISAL)Arcore, Villa Vittadini, veduta del complessso architettonico in una fotografia di inizio secolo (Fototeca ISAL)Arcore, Villa Vittadini, fotografia di inizio secolo della “Sala col boudoir” e dello “Studio” (Fototeca ISAL)Arcore, Villa Vittadini, fotografia di inizio secolo del “Gran Salone” al piano terreno (Fototeca ISAL)Arcore, Villa Vittadini, fotografia di inizio secolo della “Galleria dei quadri” al primo piano (Fototeca ISAL)
*La seconda metà del Novecento* A partire dalla seconda metà del Novecento, conoscenze più approfondite del patrimonio storico, maturate in indagini esaurenti, hanno determinato una nuova fase storiografica della civiltà di villa nello Stato di Milano, con evidente ricaduta sullo studio del territorio brianteo, a partire dalla monumentale edizione critica delle incisioni di Dal Re, a cura di Pier Fausto Bagatti Valsecchi (1963). Tra il 1969 e il 1984 è stata pubblicata la serie di volumi di _Storia di Monza e della Brianza_, curata da Alfredo Bosisio e Giulio Vismara, i cui tomi dedicati alla storia dell’arte e dell’architettura hanno costituito uno dei primi studi su basi scientifiche, includendo riferimenti alle ville e alla loro decorazione nel contributo di Rossana Bossaglia sulle arti figurative dal Manierismo al primo Novecento (1971). È di pubblicazione recentissima la _Storia della Brianza_ con i contributi di Laura Pellissetti e Ornella Selvafolta per le ville, rispettivamente, dal XVI al XVIII e dal XIX al XX secolo. Nel 1979-80 è stato edito il sistematico volume dedicato alla Brianza a cura di Bagatti Valsecchi, Anna Maria Cito Filomarino e Francesco Süss, frutto dell’attività di catalogazione nazionale con repertori completi sulle ville storiche. Ad esso ha fatto seguito nel 1987 _Le ville storiche nel territorio di Monza_, a cura dello stesso Süss, con la collaborazione di Vittorio Ingegnoli e Santino Langé e nel 2003 il volume che ha prestato particolare attenzione alla ricostruzione della storia dei giardini e ad una lettura del fenomeno del “vivere in villa” a cura di Roberto Cassanelli. Negli ultimi decenni sono state pubblicate molte monografie o corposi saggi monografici in pubblicazioni di carattere scientifico. A cura di Francesco De Giacomi è uscito un volume sulla "villa Reale":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI230-00109/ di Monza (1984) seguito, negli ultimi due anni (2006 e 2008), da altri importanti contributi, uno dei quali dedicato alle residenze, anticamente dei Durini, il "Mirabello":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI230-00108/ e il "Mirabellino":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI230-00107/. Particolare attenzione, infine, hanno goduto "palazzo Arese Borromeo":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-02219/ di Cesano Maderno, "palazzo Rasini":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-02029/ di Cavenago, il "Gernetto":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-03796/ di Lesmo, "villa Borromeo d’Adda":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-00391/ ad Arcore, "villa Verri":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-00961/ a Biassono, nonché i palazzi e le ville del territorio di Vimercate, da "palazzo Secco Borella Trotti":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-09337/ a "villa Sottocasa":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-09309/, dal "Casino Borromeo":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-09374/ a "villa Gallarati Scotti":http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-09369/ a Oreno.
Arcore, Villa d'Adda, fotografia di inzio secolo del “Salotto centrale” in una fotografia di inizio secolo (Fototeca ISAL)Lesmo, Villa “Il Gernetto”, veduta del complessso architettonico in una fotografia di inizio secolo (Fototeca ISAL)Lesmo, Villa “Il Gernetto”, fotografia di inzio secolo della “Galleria” del primo piano (Fototeca ISAL)Lesmo, Villa “Il Gernetto”, veduta del complessso architettonico in una fotografia di inizio secolo (Fototeca ISAL)