Il Seicento

Il contesto

L’inizio del Seicento vede acutizzarsi la forte regressione e crisi del sistema economico e culturale milanese che si era determinata a partire dalle vicissitudini politiche del secolo precedente, e, in particolare, dal consolidarsi del dominio spagnolo a Milano verso la metà del Cinquecento. Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo carestie e peste si abbattono sul ducato rendendo ancor più problematica la situazione.
La monarchia spagnola impone dazi sulla produzione di tipo manifatturiero, che colpiscono il ceto imprenditoriale, mentre non viene tassata, o tassata poco, la proprietà immobiliare e terriera ingenerando fenomeni di rendita passiva. Il ceto imprenditoriale, mercantile e finanziario, tende quindi a rifugiarsi nelle campagne e ad adeguarsi allo stile di vita della nobiltà di matrice feudale, indirizzando gli investimenti alle attività agricole per evitare le tassazioni spagnole.
A partire dalla seconda metà del Seicento fino ai primi decenni del Settecento si verifica un miglioramento delle condizioni economiche generali, con conseguente sviluppo dell’industria manifatturiera, trasferita prevalentemente nelle campagne, e dell’agricoltura stessa, in particolar modo nell’alto Milanese.

I caratteri architettonici

Agli inizi del Seicento solo le famiglie nobili più potenti sono in grado di permettersi la costruzione di residenze suburbane e come tali sono concepite, quali celebrazioni del fasto e della potenza del casato, spesso investito di poteri feudali.
La villa seicentesca, nei suoi esempi più rappresentativi, viene realizzata secondo impianti sempre più maestosi e scenografici tali da costituire il fulcro del sistema urbano circostante.
Nel corso del secolo l’impianto della villa tende a svilupparsi secondo una tipologia ad U, dapprima eliminando uno dei lati della corte quadrangolare di matrice cinquecentesca, o rendendolo permeabile verso l’ambiente esterno con loggiati e porticati, poi strutturando i vari ambienti in modo sempre più di carattere gerarchico e funzionale, disponendoli secondo precisi assi prospettici e di simmetria.
Il corpo centrale della villa si caratterizza come la vera e propria residenza nobiliare, e come tale si differenzia per altezza e volumetria rispetto alle ali minori e agli altri corpi di fabbrica, destinati a strutture di servizio (servitù, custodi, scuderie etc.).
Generalmente il fronte principale della villa è alleggerito da un porticato centrale che dà accesso agli ambienti interni e comunica con un salone, diversi ambienti minori e direttamente con l’ampio scalone principale che porta al piano nobile, collocato generalmente in uno dei due estremi del porticato e destinato ad accogliere i numerosi ospiti.
Al primo piano, il piano nobile dove generalmente si svolge la vita pubblica, viene collocato il salone delle feste, spesso in posizione centrale, isolato ed evidenziato anche verso l’esterno, a duplice altezza interrotta sovente dalla loggia dedicata ai musici che serve anche da elemento distributivo per gli ambienti adiacenti del secondo piano. L’importanza data a tale distribuzione degli spazi risiede nelle particolari esigenze dettate dalle frequenti feste che si svolgevano nelle ville, dove la musica aveva funzione prioritaria. I concerti erano infatti particolarmente graditi alla nobiltà milanese. In alcuni casi funge da elemento di distribuzione per il piano nobile una lunga galleria, alla quale si accedeva direttamente attraverso lo scalone principale.

Le ville seicentesche

Palazzo Arese, Borromeo Arese (Cesano Maderno)
Il complesso architettonico di Palazzo Arese, Borromeo Arese (Cesano Maderno) rappresenta un esempio di capitale importanza nell’ambito dello sviluppo della tipologia della villa milanese.

Palazzo Arese, Borromeo Arese. Cesano Maderno.

Palazzo Arese, Borromeo Arese. Cesano Maderno.

Infatti, segna un fondamentale momento di passaggio tra la tipologia del palazzo quadrilatero con corte interna, saldamente chiuso verso l’esterno e memore dell’architettura di carattere fortificato, e la tipologia della villa aperta verso l’ambiente naturale. A quest’ultimo si rapporta attraverso canali prospettici di carattere scenografico che intersecano il loggiato centrale, con spazi interni gerarchizzati e impostati anch’essi su assi di simmetria. All’imponente e severa solennità della struttura esterna si accompagna una straordinaria ricchezza decorativa con importanti ed estesi cicli decorativi, opera dei maggiori artisti seicenteschi di ambito milanese.

Villa Arese Borromeo Jacini (Cesano Maderno)
In prossimità di Palazzo Arese Borromeo sorge Villa Arese Jacini (Cesano Maderno), edificata a partire dal 1618, con torrioncini ottagonali a coronamento del fronte principale e originariamente disposta probabilmente secondo uno schema ad L.

Villa Ghirlanda Silva (Cinisello Balsamo)
Rappresenta un episodio di valore nodale nell’evoluzione della tipologia della villa lombarda.

Villa Silva a Cinisello. Incisione di K. Remshart, metà XVIII sec. Milano, Civica Raccolta Bertarelli.

Villa Silva a Cinisello. Incisione di K. Remshart, metà XVIII sec. Milano, Civica Raccolta Bertarelli.

È uno dei complessi di maggiore importanza dell’area lombarda e primo esempio già maturo di struttura articolata che si rapporta con l’ambiente esterno e che fissa i canoni di quello che è lo schema tipologico della villa ad U aperta, così largamente utilizzato nel corso del Seicento e del Settecento. Individua una precisa differenziazione di carattere gerarchico tra il corpo principale, nobile, e le aree minori adibite a servizi e di altezza inferiore.

Villa Arconati , nota come il “Castellazzo” di Bollate
Risale al Seicento anche il primo nucleo padronale edificato per volere di Galeazzo Arconati di Villa Arconati, nota come il “Castellazzo” di Bollate, originariamente strutturato secondo un impianto ad L. Frutto di ristrutturazioni successive che si succedono in epoche diverse, Villa Arconati si configurerà nel Settecento come uno dei complessi architettonici di maggior interesse e grandiosità del milanese.

Villa Il Cenacolo, Stoppani, Volta, Sannazzaro (Lentate sul Seveso)
Di epoca più tarda, è anch’essa impostata attorno alla corte d’onore, con porticato centrale e nicchioni agli angoli che fronteggiano il corpo padronale.

Presentano un impianto ad U, Palazzo Manriquez, Omodei, Carones (Cusano Milanino), e Palazzo Visconti, Corrado (Garbagnate), edificati fra la fine del XVI secolo e la prima metà del XVII secolo,“Villa Raimondi”:http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-03673/ (Lentate sul Seveso, Birago), edificata a partire dal 1630 e successivamente rielaborata in forme neoclassiche da Simone Cantoni nel 1799, con affreschi di ambito tiepolesco.

Le Ville sull’Olona
A Nerviano, in prossimità del corso d’acqua del fiume Olona, sorgono diverse ville di epoca seicentesca, che danno vita ad un sistema continuo di giardini e parchi di interesse paesaggistico.
Villa Caccia Dominioni (Nerviano) sorge nel tardo Seicento nei pressi del corso del fiume Olona e si presenta come un parallelepipedo a blocco lineare con il solo corpo centrale leggermente rialzato, estremamente severo.
Poco oltre, Villa Crivelli, Calmi, Belloni (Nerviano) viene edificata nel 1620 per volere della famiglia Caimi secondo uno schema a L, con un terzo lato adibito a servizi che delimita la corte aperta verso il parco attualmente all’inglese. La facciata verso il centro di Nerviano è di carattere austero, con semplice portone di ingresso che conduce ad un triportico.

Ville a Rho
Dopo la metà del secolo viene eretta Villa Burba, Cornaggia Medici (Rho), impostata secondo la tradizionale disposizione ad U aperta verso la corte d’onore, con porticato centrale, e ai medesimi anni risale anche Palazzo Visconti, Banfi (Rho), con corte centrale, schema ad U e importanti affreschi.
Sempre a Rho (Castellazzo) sorge un complesso di notevole interesse, Villa Simonetta, Scheibler, Gallarati Scotti, frutto di successivi interventi e stratificazioni a partire dal XV secolo, con un nucleo principale cinquecentesco, successivamente ristrutturato ed ampliato nel Seicento secondo il consueto schema ad U con corte centrale.

Ville a Senago
Verso la fine del Seicento inizia la ristrutturazione della cinquecentesca cascina fortificata, poi Villa Borromeo (Senago), secondo un progetto di carattere monumentale, mai realizzato completamente.
Sempre a Senago si trova Villa Corbella, Martinelli, Sioli (Senago), di origine tardoseicentesca, con impianto ad U disposto verso il parco.
In quello che è attualmente l’ambito urbano della città di Milano sorge, a partire dal 1687, Villa Corbella, Litta, Taccioli, Litta Modignani (Milano, Affori), secondo la disposizione ad U, con corpo centrale porticato disposto su tre piani e ali minori ribassate.
Si sviluppa secondo un impianto a blocco lineare Villa Ferrari, Casnedi, Casati Stampa di Soncino (Cinisello Balsamo), edificata fra il 1590 e il 1608 e ristrutturata alla fine del Seicento e dopo il 1740.

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