L'Eclettismo

I caratteri architettonici

Nel corso del XIX secolo la tipologia architettonica della villa propria dei secoli precedenti, di carattere monumentale e fastoso, inizia sempre più a divenire appannaggio della sola committenza di carattere pubblico, mentre la residenza privata assume via via caratteri di maggior sobrietà.

L’emergere della borghesia imprenditoriale, che spesso mira ad emulare i modi di vivere e concepire la residenza in villa del passato, favorisce inoltre la nascita di una nuova tipologia abitativa, il villino residenziale.

Dal punto di vista tipologico la tradizionale disposizione ad U lascia il posto a nuove soluzioni, già preannunciate ad esempio dalle architetture di Leopoldo Pollack di Villa Casati a Muggiò e della “Rotonda” di Borgovico, dove la villa assume la struttura a blocco lineare con salone centrale ellittico o circolare evidenziato nella volumetria attraverso un corpo cilindrico, secondo una concezione dello spazio non più centrifugo, aperto verso l’ambiente esterno, ma bensì centripeto. Tale tendenza viene portata avanti dal figlio Giuseppe Pollack, al quale spetta la realizzazione di numerosi villini, anche in forme neopalladiane, che offriranno frequenti spunti agli architetti del periodo, ad iniziare dall’Amati.

Le ville non interagiscono più con il contesto circostante attraverso assi viari che ridisegnano il territorio circostante, ma tendono a creare spazi chiusi entro i quali serrarsi. L’edificio tende ad isolarsi e chiudersi all’interno del giardino.

Al perdurare degli stilemi di matrice neoclassica con le opere tarde realizzate dal Cagnola, dall’Amati e da diversi loro eredi tra i quali Giuseppe Bovara, Giacomo Poraglia e, in parte, Pelagio Palagi, si affianca un nuovo linguaggio architettonico maturato in ambito nord europeo. Esso tra origine dalla cultura romantiva e assume caratteri eclettici, instaurando diverse forme di “revival” a partire dal neogotico, fino al neorinascimentale, al neobarocco e anche al neorococò.

Le ville eclettiche

Nel contesto milanese va rilevata una preferenza per il revival legato all’architettura di carattere medioevale, dettato da una precisa scelta civile e morale propria del periodo del Risorgimento, che vede nel Medioevo l’epoca storica in cui matura la coscienza civile italiana, in quanto epoca dei liberi comuni.

Spesso nel corso dell’Ottocento si realizzano numerose ristrutturazioni e si interviene adattando architetture già esistenti al nuovo gusto dell’epoca.

Torre neogotica di Villa Tittoni Traversi a Desio, litografia di G. Elena da C. Cantù, M. Sartorio, Lombardia pittoresca, Milano 1836.

Torre neogotica di Villa Tittoni Traversi a Desio, litografia di G. Elena da C. Cantù, M. Sartorio, Lombardia pittoresca, Milano 1836.

Fra queste va ricordata la torre neogotica costruita da Pelagio Palagi nel parco della Villa Tittoni di Desio, opera del 1830.

Ristrutturazione di Villa Ghirlanda Silva di Cinisello
Un intervento di ristrutturazione importante è quello sulla facciata su parco della seicentesca Villa Ghirlanda Silva di Cinisello, realizzato in forme eclettiche di ispirazione vagamente rinascimentale, con inserimento di maestose cornici in cotto e modanature di notevole vigore plastico.

Villa Ghirlanda Silva. Incisione di S. Molteni da L'illustrazione universale, Milano, Civiche Raccolte di Stampe Bertarelli.

Villa Ghirlanda Silva. Incisione di S. Molteni da L'illustrazione universale, Milano, Civiche Raccolte di Stampe Bertarelli.

Villa Agnesi Mariani, Radice Fossati (Bovisio Masciago, Masciago)
Nell’ambito dell’eclettismo si inserisce Villa Agnesi Mariani, Radice Fossati (Bovisio Masciago, Masciago), edificio già esistente nel Settecento, di cui attualmente si conserva la torre in mattoni di gusto neoromanico con una loggia belvedere costruita alla fine dell’Ottocento, epoca a cui risale anche il corpo principale della villa, ampiamente trasformata secondo il gusto dell’epoca. Di rilievo lo scalone d’angolo, con vetrate ricurve sul soffitto e pitture in stile pompeiano alle pareti.

Verso la fine dell’Ottocento si sviluppa a Milano una cultura antiquaria che mira alla conoscenza e alla raccolta dei reperti antichi, sulla base dei medesimi principi che avevano ispirato le importanti raccolte d’arte della nobiltà tardo-neoclassica, procedendo anche oltre, in termini critici, e utilizzando tali reperti anche al di fuori di una logica museale moderna.
In questo ambito culturale si inseriscono figure come quelle dei fratelli Giuseppe e Fausto Bagatti Valsecchi, che intervennero in un linguaggio eclettico con integrazioni di elementi originari, provenienti ad esempio dallo smembramento del Lazzaretto di Milano, come accade nella loro villa di Varedo.

Villa Bagatti Valsecchi (Varedo)
Importante realizzazione eclettica, Villa Bagatti Valsecchi (Varedo) viene realizzata dai fratelli Bagatti Valsecchi come propria dimora, facendo coesistere elementi di gusto neo barocco e neo rinascimentale. Ristrutturata intorno al 1890 su preesistenze, si sviluppa secondo un corpo a blocco lineare con vasta corte d’onore antistante porticata e ingresso di carattere scenografico. La tenuta conserva il vasto giardino originale suddiviso in due zone, all’inglese ai lati della villa e all’italiana, nella parte retrostante, con lungo viale prospettico.
Ai medesimi architetti spetta anche il completamento della Villa Borromeo a Senago, intervento iniziato a partire dal 1910, sulla base del progetto originale, non realizzato compiutamente, della fine del Seicento.

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