Gli ultimi decenni del Settecento e Ottocento

I caratteri architettonici

Il linguaggio architettonico barocco permane anche nel corso della seconda metà del XVIII secolo nei moduli barocchetti che ancora decorano ville di carattere minore, insieme alla tradizionale impostazione planimetrica ad U.

Il Neoclassicismo inizia a manifestarsi nella cultura architettonica lombarda solo verso gli ultimi decenni del Settecento, diversamente da altre regioni italiane nelle quali le prime istanze neoclassiche si affermano già durante la prima metà del secolo. Il nuovo linguaggio impone un sempre maggior rigore compositivo, limitando la complessità scenografica degli spazi, impostando il fronte dell’edificio in senso longitudinale e movimentandolo con partiture di lesene e corpi aggettanti segnati da ordini giganti di colonne, con frontoni o attici, dando vita a costruzioni di severa eleganza.

La monumentalità architettonica e l’autonomia formale degli esempi maggiori influenza profondamente il linguaggio architettonico dell’epoca e si riflette su numerosi complessi in ambito territoriale anche distante. Risulta pertanto opportuno sintetizzare le caratteristiche delle ville più importanti, nonostante non appartengano all’ambito territoriale oggetto del presente studio.

Va rilevato come nel corso dell’Ottocento si assista ad una progressiva perdita di centralità della villa come organismo architettonico, sempre meno volto ad improntare il territorio circostante, come nei secoli precedenti aveva fatto, attraverso la vastità dei complessi delle corti, gli assi viari, i lunghi viali prospettici e i maestosi giardini.

La Villa Reale di Monza

Sfugge a questa tendenza Villa Reale di Monza, grandioso complesso architettonico in grado di indurre profonde trasformazioni di carattere urbanistico sul territorio circostante, ad iniziare da nuovi assi di collegamento come l’asse viario rettilineo che collega Milano e Monza e termina nel viale di ingresso della villa, definibile come il primo intervento di viabilità moderna nello Stato di Milano, a cui si aggiungono altre strade che fiancheggiano il parco per Vedano e per Villasanta.

Villa Reale rappresenta una fase di transizione tra la tipologia della villa di delizia settecentesca e la residenza che si diffonderà nel corso del XIX secolo ed il suo modello influenzerà, nei moduli compositivi e stilistici, numerose ville minori nei territori limitrofi.
Villa Reale viene costruita fra il 1777 e il 1780 da Giuseppe Piermarini, l’architetto neoclassico di maggior spicco in ambito lombardo, per volere dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo, governatore della Lombardia e figlio di Maria Teresa d’Austria, come luogo di villeggiatura.
Di grande rilievo è il vasto parco che circonda la villa, vero e proprio sistema ambientale, progettato da Luigi Canonica con la collaborazione di Luigi Villoresi.

Planimetricamente la villa è disposta secondo il tradizionale schema ad U, ma l’impianto assume un grandioso respiro per la vastità delle proporzioni, l’imponenza delle forme e l’ampiezza della corte d’onore. I prospetti sono scanditi da lesene e finte trabeazioni, mentre la parte mediana del corpo principale della villa è segnata da lesene di diverso partito, ionico e corinzio, e da un coronamento costituito da un attico rettilineo. L’ingresso, a cui si accede attraverso due rampe di scale speculari, è formato da un ampio vestibolo che conduce allo scalone.
Sparisce infatti il porticato centrale quale spazio aperto, venendosi a definire una differente tendenza secondo la quale le nuove esigenze della vita di corte portavano a preferire spazi chiusi per le feste e per la vita quotidiana, rispetto ai consueti spazi semiaperti così apprezzati durante il periodo barocco. Tale tendenza coincide anche con la maggior facilità nel reperire materiali quali il ferro e il vetro, inducendo i committenti a preferire la chiusura degli spazi attraverso ampie vetrate.

Le ville neoclassiche

Villa Belgioioso a Milano, detta Villa Reale
Spetta a Leopoldo Pollack, allievo del Piermarini, il disegno di villa Belgioioso a Milano, poi Villa Reale, terminata nel 1790. La villa in virtù della sua collocazione urbanistica risulta essere un esempio di particolare importanza, in quanto è l’unico edificio costruito all’interno della cerchia dei bastioni, ovvero il limite di allora fra centro urbano e campagna, ad avere le caratteristiche della villa suburbana e non del palazzo cittadino.

Villa Belgioioso, Reale a Milano in una incisione ottocentesca. Milano, Civiche Raccolte di Stampe Bertarelli.

Villa Belgioioso, Reale a Milano in una incisione ottocentesca. Milano, Civiche Raccolte di Stampe Bertarelli.

L’edificio si sviluppa secondo una planimetria ad U aperta verso la corte d’onore e delimitata da un diaframma in muratura bugnata con tre arcate d’ingresso, con fronte principale scandito, nel corpo mediano, da quattro semicolonne di ordine gigante sormontate da un attico con balaustra e statue, e poggianti su un alto zoccolo bugnato. Le ali minori terminano con testate impreziosite da timpani e verso la corte presentano, in posizione centrale, due vestiboli ottagonali aperti.

Internamente, al piano nobile, il salone delle feste raggiunge una particolare eleganza per la partitura di colonne scanalate con capitelli dorati, elemento spesso imitato nelle ville milanesi contemporanee e posteriori, con cornicione a festoni e teste femminili che sostiene la volta a lacunari e rosoni.

Villa Cusani, Tittoni, Traversi (Desio)
Nell’ambito territoriale del nord Milano troviamo, sempre tra gli esempi maggiori, Villa Cusani, Tittoni, Traversi (Desio), il cui disegno spetta all’architetto Pelagio Pelagi che interviene su preesistenze e su precedenti opere del Piermarini.

Villa Cusani, Tittoni Traversi, Desio.

Villa Cusani, Tittoni Traversi, Desio.

La villa si struttura secondo un impianto ad U, con due avancorpi laterali con timpano all’estremità e colonne di ordine gigante che partiscono il corpo nobile e attico coronato da statue.

Villa Antona Traversi (Meda)
Le forme attuali del complesso architettonico di Villa Antona Traversi (Meda) si devono alla ristrutturazione dell’antico convento di san Vittore operata in forme neoclassiche riconducibili all’architetto Pollack nei primi anni dell’Ottocento, su commissione dalla famiglia Antona Traversi che ne era da poco entrata in possesso. Gli interventi interessano in particolare il cortile interno, la facciata verso il centro abitato e il giardino, con modifiche dei saloni, dove opera il Palagi nella prima metà del secolo. Annessa la notevole cappella cinquecentesca di San Vittore, con affreschi della scuola del Luini.

Villa Casnedi, Confalonieri, Raimondi (Lentate Sul Seveso, Birago)
A Simone Cantoni spetta la ristrutturazione in forme neoclassiche della seicentesca Villa Casnedi, Confalonieri, Raimondi (Lentate Sul Seveso, Birago) iniziata nel 1799, nei cui interni si conservano affreschi di ambito tiepolesco.

Villa Imbonati, Manzoni, Lanza di Mazzarino (Cormano, Brusuglio)
Tra gli esempi di ville minori, risulta particolarmente interessante Villa Imbonati, Manzoni, Lanza di Mazzarino (Cormano, Brusuglio), appartenuta ad Alessandro Manzoni, che fa ristrutturare l’originario edificio tardo seicentesco a partire dal 1807, su progetto prima di Vittorio Modesto Paroletti poi dell’architetto Gottardo Speroni, secondo uno sviluppo ad U con corte centrale parzialmente chiusa su strada. La facciata verso il giardino è caratterizzata dal corpo cilindrico sporgente in corrispondenza del salone circolare, con tre porte che si aprono sul parco, ispirata alle architetture del Pollack di Muggiò e Borgovico.

Villa Rotondi (Dugnano, Paderno Dugnano)
Alla medesima tipologia appartiente anche Villa Rotondi (Paderno Dugnano, Dugnano) che si sviluppa secondo uno schema ad U con i corpi dei fabbricati di altezza costante, originariamente porticati sui lati minori. La villa padronale presenta la facciata principale decorata con oculo centrale e timpano triangolare, mentre la fronte verso il giardino, particolarmente sobria, conserva alle due estremità due corpi sporgenti con portico ad archi su pilastri, intervallati da lesene al piano terra.

Villa Calderara (Vanzago)
È situata al centro del paese, verso il quale affaccia con la corte nobile delimitata da una cancellata. La villa risale al XVIII secolo e viene successivamente trasformata in forme neoclassiche attraverso l’inserimento di un corpo sul fronte principale che funge da nuova facciata, con un portico a cinque arcate e timpano triangolare con bassorilievi.

Villa Cornaglia, Dell’Acqua (Cerro Maggiore),
Allo stile tardo neoclassico appartiene Villa Cornaglia, Dell’Acqua (Cerro Maggiore), edificata tra la prima e la seconda metà dell’Ottocento. L’edificio, immerso nel parco e ai margini del centro abitato, presenta un corpo centrale con frontespizio triangolare, paraste con capitelli ionici e basamento a bugnato. Due terrazze laterali su portico ad archi semiaperto affiancano il corpo centrale.

Villa Khevvenhüller, Borromeo d’Adda (Solaro)
Risulta ancora posteriore, progettata nel 1854 in forme tardo neoclassiche ed impostata secondo l’impianto ad U aperto verso la corte nobile. La facciata, estremamente sobria, è arricchita da un portico a tre fornici, attualmente chiuso da vetrate, e da un timpano triangolare nel corpo centrale della villa.

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